Laurea o diploma?

 

L'ARE Liguria (Agenzia Regionale per l'Energia), in ottemperanza a quanto indicato nel D.G.R. n. 624 del 06/06/2008, ha organizzato il primo corso di formazione per certificatori energetici della Regione Liguria. Possono presentare domanda di iscrizione al corso i laureati in ingegneria ed architettura, i diplomati geometra e i diplomati perito industriale meccanico/termotecnico/edile/agrario. Il corso avrà durata e contenuti uguali per tutte le categorie di tecnici sopraelencati. E' proprio questo che suscita molte perplessità. E' possibile che chi ha effettuato studi tecnici superiori per conseguire una laurea in ingegneria e/o architettura sia messo allo stesso livello culturale di chi si è fermato al diploma di scuola media superiore? Non la prendano a male i tecnici diplomati, ma è innegabile che chi fuoriesce da una facoltà di ingegneria e/o architettura abbia un bagaglio tecnico scientifico superiore. Se così non fosse potremmo chiudere le università, ottenendo così un duplice risultato: evitare alle famiglie il dispendio di soldi per far studiare i figli e far risparmiare al ministro Tremonti i fondi stanziati per le università. Tanto per il progetto di impianti e di strutture vanno bene i geometri e/o i periti.

Certo la legge prevede che ognuno dovrà seguire pratiche per il rilascio della certificazione energetica ognuno nell'ambito nelle proprie competenze. Ma quali sono tali competenze? E soprattutto gli Ordini professionali saranno in grado, o meglio avranno voglia, di tutelare le competenze dei propri iscritti? Chi frequenta il mondo dei professionisti sa che quando si tratta di edifici e di impianti a servizio degli stessi la confusione sulle competenze tecniche è tanta e raggiunge il massimo nelle pubbliche amministrazioni.. Infatti, senza andare troppo lontano, basta guardare nelle pubbliche amministrazioni del savonese, ad esempio nel Comune di Savona, dove non c'è alcun rispetto delle competenze tecniche e così si vedono progetti firmati da funzionari diplomati anche se contengono calcoli di strutture e/o di impianti che, prevedendo l'uso del calcolo infinitesimale, sono al di fuori delle loro competenze. E qui che sorge spontanea la domanda: e gli Ordini professionali che fanno? Non dovrebbero intervenire? Purtroppo in nome di una pace trasversale e non disinteressata tra Ordini e Collegi, non viene fatto nulla. E chi ci rimette sono gli utenti che ottengono prodotti non sempre sicuri anche sotto il profilo della sicurezza e coloro che, dopo anni di sacrifici sui libri, si accorgono che se si fossero fermati al diploma di maturità avrebbero risparmiato fatica, soldi e tempo.