Borghetto Santo Spirito, lì 13 luglio 2008
Egr. Presidente
Bertolotto,
sono
Luca Gallizia, il responsabile del movimento giovanile de La Destra per la
provincia di Savona. Le scrivo la presente perché so che Lei è una persona
sempre disponibile al dialogo e sempre attenta ai problemi della gente. Nei
giorni scorsi ho inviato un comunicato stampa in cui cercavo di richiamare
l’attenzione di tutti sul disagio giovanile. Infatti si fa sempre un gran
parlare del disagio giovanile e della condizione per cui il giovane non è più
autore attivo della sua vita ma si limita a subire il mondo in cui viviamo. Per
questo ho indicato, come possibile
strada da percorrere per trovare delle soluzioni al problema, l’istituzione di
un comitato provinciale per le politiche giovanili sulla falsa riga dei già
esistenti comitato pari opportunità o della consulta provinciale femminile.
Il
nuovo comitato, lavorando a contatto con l’assessore provinciale per le
politiche giovanili, dovrà tendere
1.
a creare una comunità in grado di aiutare i giovani a superare i momenti più
delicati e i momenti di passaggio, in cui è molto alto il rischio di smarrirsi o
di rifugiarsi nella strada sbagliata portando a un’autodistruzione della propria
vita sociale;
2.
ad aiutare i giovani a riscoprire il senso della comunità e della partecipazione
attiva alla vita con iniziative tese a dare un’alternativa ai giovani rispetto
al classico ritrovo al bar o in discoteca, luoghi senz’altro validi per la
socializzazione e lo svago ma che non devono costituire l’unica alternativa per
passare una serata tra coetanei
3.
a rifiutare la strada dell’omologazione per cercare di cambiare una società in
cui l’identità dell’individuo troppe volte è trascurata a discapito del
mondialismo che ci vorrebbe tutti perfettamente uguali in qualunque parte del
mondo.
Inoltre all’interno del comitato dovranno esserci membri di
tutte le forze politiche cosicchè saranno
rappresentate le istanze di tutti i
giovani indipendentemente dalla fede politica. A mio parere il comitato
dovrà avere tra i suoi membri professionisti del mondo giovanile come psicologi,
professori, rappresentanti delle principali attività dedicate ai giovani e
politici ma non dovrà assolutamente mancare chi è al centro di questa
iniziativa: I GIOVANI. Tutto questo significherebbe non solo cercare di trovare
delle soluzioni al disagio giovanile approcciando il problema in maniera
propositiva e non limitandosi a lanciare un grido di allarme ma anche cercare di
creare quella condizione che sta alla base della partecipazione attiva dei
giovani nella comunità: una politica più
inclusiva nei confronti dei giovani.
Spero
che vorrà accogliere positivamente l’idea anche perché l’istituzione di un
comitato per le politiche giovanili potrebbe essere il primo passo verso un
cambio di visione della vita da parte del giovane che non si sentirà più solo
spettatore ma anche attore della propria esistenza.
Restando in attesa di una Sua cordiale risposta porgo distinti saluti
Luca Gallizia
Portavoce provinciale movimento giovanile La Destra