Ferruccio Sansa lascia Il Secolo XIX per La Stampa

UNA PARTENZA PESANTE

UN ARRIVO IMPORTANTE

Altre novità? Voci di un ritorno in “pista” dell’ex amministratore Cesare Brivio Sforza dopo l’ingresso nella proprietà del quotidiano genovese del fondo Clessidra dell’ex manager Claudio Sposito (vicino al gruppo Fininvest?)

 


Ferruccio Sansa

 

Savona – Nelle redazioni liguri di giornali, tv e radio, la notizia circola da giorni. Finora ne sono rimasti all’oscuro solo i lettori. Ferruccio Sansa, dal 2007 una delle firme più prestigiose e “popolari” nel giornalismo d’inchiesta ligure, lascia Il Secolo XIX per La Stampa.

Una partenza pesante per lo storico (fondato nel 1886) quotidiano genovese, un arrivo importante per il quotidiano torinese. Non è un “addio” sbattendo la porta.

Anzi, una scelta quasi annunciata, quasi programmata, da quando  Sansa, lasciata Repubblica, redazione di Milano, si era dato un “appuntamento a presto”  con Giulio Anselmi, oggi direttore del quotidiano della Famiglia Agnelli e della Fiat.

A Genova, Ferruccio Sansa, figlio dell’ex sindaco ed attuale presidente del Tribunale dei minori, era diventato la firma di riferimento, insieme al collega Marco Menduni, per tutte le inchieste di maggiore spessore, scottanti, dirompenti, portate avanti con tenacia e determinazione dal quotidiano diretto da Lanfranco Vaccari.

Dalla  miliardaria “lotteria dei conti” di Monopoli (slot machine) con la documentazione dei mancati introiti da parte dell’erario, al Villino di Mulinetti (a Recco) trasformato in alloggio lussuoso al servizio  dell’ex provveditore del Genio Civile della Liguria e della Lombardia. Dal “sistema” delle nomine politiche, ad personam, dei primari ospedalieri, all’ultima “mensopoli”, all’”affaire porto-Novi”, sempre a Genova.

Ferruccio Sansa, per ora, non dovrebbe ricevere investiture ufficiali all’interno della redazione, ma non è difficile immaginare la destinazione a firma di spicco, inviato, dei temi più pregnanti, d’attualità, nei suoi “viaggi” in terra di Liguria.

E La Stampa, quotidiano nazionale, con diffusione media giornaliera di 309.700 copie (maggio 2008) diventerà sempre più, attraverso le sue pagine, voce, eco extraregionale, dei temi liguri. Un’altra sfida per Il Secolo XIX, prima testata in Liguria, che vede però assottigliarsi il numero di copie (103.269 maggio 2008, dopo aver raggiunto 180 mila). Un’emorragia inarrestabile, se sono vere le voci che le copie vendute sarebbero parecchie meno.

E mentre in piazza Piccapietra 21, si rincorrono le ipotesi di un ritorno al timone del “padre” del giornale ai suoi tempi d’oro, in quanto a diffusione, rilancio soprattutto delle edizioni provinciali, organico redazionale.

Eravamo nel 1987- 1988 - 1989. Al timone c’era Cesare Brivio Sforza (editore puro, con la passione dei cavalli, allergico alle interferenze politiche e di lobby, meglio definite influenze del potere politico e industriale) che si era trovato “defenestrato” dal più giovane e rampante cugino Carlo Perrone con un patrimonio d’oro, immobiliare, in quel di Parigi.

Purtroppo, nell’era Brivio, all’esplosione della diffusione e della pubblicità, non corrispondeva  uno stato di buona salute dei bilanci, dell’attivo, con l’ingresso di un socio di minoranza tedesco, poi uscito-fuggito.

Attraverso il fondo Clessidra di Claudio Sposito che per alcuni rientra nell’orbita Fininvest-Mediaset-Berlusconi, per altri è “assolutamente indipendente” (così rimarcò lo stesso Perrone  il 18 gennaio 2008), Cesare Brivio, dopo la cessione del 30 per cento delle quote, potrebbe tornare in pista; difficile ipotizzare in quale ruolo.

Sarebbe la prima volta in Italia che il “private equipty” entra nei giornali, dopo l’America, i Paesi Anglosassoni. I fondi, insomma, nel mestiere dell’editore.

Oggi, più di ieri, la Liguria ha bisogno che le sue tematiche siano concretamente rappresentante oltre i confini, a Roma soprattutto, nella “stanza dei bottoni”. E un giornale forte, autorevole, diffuso, come ai tempi di Ottone, Tito, Giglio, Rognoni, sarebbe un baluardo. Una sentinella. E soprattutto una speranza. Buon Secolo a tutti. 

Luciano Corrado

 


SAVONA -  presentazione del libro " IL PARTITO DEL CEMENTO" di Marco Preve e Ferruccio Sansa