COMUNE DI SAVONA - ENERGY MANAGER CON LIVELLO D3 ERA DAVVERO NECESSARIO?
E' interessante, dopo avere appreso le notizie dalle pagine locali dei quotidiani, andare sul sito istituzionale del Comune di Savona per cercare le delibere di giunta relative alla notizia letta e confrontarle con ciò che ci viene comunicato ai quotidiani e cercare di capire cosa c'è dietro. Quindi, appreso che la giunta ha approvato il piano delle assunzioni del 2008, cercato la relativa delibera. Una lettura rapida di tale documento non dice molto o meglio dice ma non lascia vedere cosa c'è dietro. Cosa c'è dietro? Spostamenti di personale non per vere necessità ma imposti ai dipendenti per i capricci infantili di assessori. Ma c'è anche di più. Si legge che è stato istituito il profilo di responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia, il cosiddetto energy manager, con livello direttivo D3. Ma era necessario istituire tale figura? O meglio, era necessario elevare tale figura a livello direttivo giuridico D3? In passato altri soggetti dipendenti del Comune sono stati nominati energy manager, ma non era sembrato il caso, allora, di istituirne il profilo ma di procedere solo alla loro nomina. E' questo che viene chiesto dalla legge. Ora perchè si cambia? E soprattutto perchè si decide di coprire tale figura mediante progressione verticale interna e non tramite concorso o mobilità volontaria? La risposta si desumere guardando chi è l'attuale “energy manager” nominato dal Comune. Non lo sapete? È, se nel frattempo non è stato eletto il nuovo segretario dopo la brillante performance del vicesindaco Caviglia, il segretario vicario del partito socialista di Savona. Quindi segretario vicario del partito socialista + vicesindaco nonché assessore al personale del partito socialista risultato progressione verticale, con buona pace di tutti gli altri dipendenti.
Ma andiamo oltre. Nella delibera viene detto che per far fronte agli incombenti relativi al PUC e più in generale all'incremento delle attività relative alla pianificazione territoriale si decide di implementare la dotazione organica del Settore Pianificazione Territoriale ed Ambientale (ex urbanistica) mediante l'introduzione di un ulteriore posto di architetto D3, mediante mobilità volontaria, e dà atto che già due geometri sono stati “provvisoriamente” spostati dal settore Qualità e Dotazioni Urbane proprio per il PUC. Ma bazzicando il relativo settore, ci si accorge che i due “provvisoriamente” spostati non si occupano affatto del PUC, che viene fatto da ”esterni”. Inoltre è proprio necessario un architetto D3, visto che c'è già la responsabile del servizio urbanistica che ha la qualifica di architetto D3? Non è mai un segnale di grande intelligenza gestionale degli uffici mettere persone di uguale livello l'una con posizione subalterna all'altra. Ma poi, chi sarà la subalterna? La nuova arrivata o quella già in servizio? Non sarebbe stato sufficiente inserire un D1 architetto? la domanda sembra stupida ma non lo è. Infatti, anche se la delibera in questione non dà alcuna indicazioni in merito, gli articoli apparsi sui giornali danno per certo l'arrivo, al posto del dimissionario architetto capo, del funzionario architetto D3 che nel Comune di Vado gestisce il Settore Pianificazione Territoriale ed Ambientale. Ma non essendo già dirigente non può arrivare direttamente con l'incarico di architetto capo. Allora? Semplice, quei genialoidi del comune hanno trovato il sistema: arrivo mediante mobilità a ricoprire il neo posto da architetto D3, e successivamente elevazione a dirigente di settore. Intelligente, vero? Manca ancora una costante, però. Quella costante che ha portato il direttore tecnico dell'ATA ad essere nominato Ingegnere capo. Quale? Il direttore generale del Comune, ing. Ferro, dal cui entourage proviene la funzionaria del comune di vado. Quindi ricapitoliamo: architetto D3 + direttore generale risultato dirigente di settore. facile, no?
Basta... è meglio non leggere più. La puzza che viene da tali atti è insopportabile.