Domanda

di Marcello Zinola

Vedo e leggo con piacere (c’è sempre da imparare e sarebbe da ottusi rifiutare lezioni e insegnamenti) le innumerevoli lezioni di giornalismo impartite su Uomini Liberi e Trucioli Savonesi, coordinati (si dice così?) o curati dalla stessa persona (così mi è stato risposto in una precedente mail).  

Volendo acquisire ulteriore formazione e cultura professionale ho capito, leggendo (tra gli altri) il pezzo di Luciano Corrado dedicato all’avvocato Germano, di avere sbagliato molto e prometto seria e convinta penitenza. 

Vorrei sapere se risponde alle nuove logiche del giornalismo (quindi farne intensa e doverosa caratteristica del mio prezzolato lavoro) e della cosiddetta controinformazione blog e non blog, rivelare le fonti di informazione. 

Non è stato certamente reso un buon ricordo all’immagine dell’avvocato Germano scrivendo che era nella top ten di chi forniva notizie a Il Secolo XIX. Mi era stato insegnato che una fonte non si rivela mai, tanto è vero che lo stesso codice penale riserva delle (contestate e sempre più ridotte, purtroppo) garanzie a chi (professionista) fa informazione quando gli viene chiesto di rivelare la fonte di un’informazione sulla quale ha lavorato e sviluppato una sua indagine. Di regola le fonti non si rivelano mai. Le valuta il giornalista, le verifica e non le rivela se non sono le stesse a mettersi in “chiaro”. O se non diventano con dichiarazioni o altro elemento portante di un pezzo. Così mi era stato insegnato. 

Scopro oggi che tutto è cambiato: consiglio un vademecum del buon giornalismo sui vostri siti, ne abbiamo bisogno essendo tutti prezzolati e al soldo di qualcuno. 

Meno male che c’è chi sta svuotando armadi, cassetti e scatoloni di ritagli, chi legge con attenzione certosina le cronache, costruendo interessanti collage di dichiarazioni per mettere a nudo le orrende (vecchie, contemporanee e future) responsabilità dei giornali, locali e no, dove pochi ormai, se non un uno o due, forse una sola penna, è rimasta a intingere e scrivere nell’inchiostro della legalità.

In attesa delle prossime lezioni di buon giornalismo da colleghi e no,

Marcello Zinola

Giornalista prezzolato e venduto dal 1973 e al soldo di vari interessi e testate, con il grembiule, senza grembiule, con il mattone, senza il mattone, il carbone, il cemento, il manganello, la lira, l’euro, la toga, senza toga e chi più ne ha, più ne metta. Aggiungo puntini di sospensione (....) da coprire con le indicazioni dei vecchi e dei nuovi padroni che governano il vapore del giornalismo savonese, ligure e italiano: magari qualcuno mi e ci sta pagando, non lo sappiamo e non lo ringraziamo nemmeno.