Giù le mani dalla Casa di riposo di Celle 

Di Rocco Mitidieri 

 

Penso di aver dato il mio contributo alla realizzazione in Celle di una struttura per la Casa di riposo che è all’avanguardia nella nostra provincia e, caso raro per le opere pubbliche, rientrando abbondantemente nel budget di previsione.

Sono stato presidente del CdA in anni cruciali, anni in cui il rischio di chiusura dell’attività di assistenza era sempre incombente per l’inadeguatezza della struttura a rispettare anche gli standards minimi fissati dalla regione.

Analizzando ora gli eventi con distacco e serenità, mi sento riaffermare senza ombra di dubbio di aver profuso nel ricoprire quell’incarico grande impegno, passione e qualche errore.

Oggi a mio parere, la Casa va incontro a rischi molto più gravi di quelli corsi, ma brillantemente superati negli anni 99-2000, perché legati ad operazioni di bassa politica.

Nell’ultima riunione del Consiglio comunale del 29 giugno, ad una interpellanza della minoranza con la quale si chiedeva al sindaco di chiarire le voci che da qualche tempo circolavano in paese circa la partecipazione della Casa di riposo alla costituenda SpA delle Opere sociali di Savona, sia il sindaco che il vice-sindaco hanno più volte ribadito di non essere assolutamente al corrente di alcunché ed a garanzia di quanto affermato il sindaco ha aggiunto che è contrario a qualsiasi operazione che metta in discussione l’autonomia della Casa.

Ormai conosciamo il livello di credibilità del nostro sindaco. Quando giura di non saperne niente abbiamo la certezza che qualcosa di grave bolle in pentola.

Infatti vi è una memoria del presidente della Casa di riposo datata 9 maggio 07- prot.242/07 indirizzata a: ing. F. Zunino, ass. all’ambiente reg. Liguria, al Sindaco e vice Sindaco di Celle, alla dr.ssa D.Ramello, presidente Opere sociali SV, e all’on. Massimo Zunino, parlamentare DS.

In questo documento si afferma che “la casa N.S. di Misericordia considera particolarmente interessante la soluzione progettata dalle Opere sociali di Savona, attraverso la costituenda SpA finalizzata alla gestione del servizio di assistenza e sanitario nelle proprie residenze per anziani. La partecipazione alla citata società di gestione consentirebbe un auspicabile soluzione efficiente sia in termini economici che in termini di aumento della quantità e qualità dei servizi erogati…..Coerentemente con quanto premesso il bilancio di previsione pluriennale è stato concepito come un documento transitorio facente parte del disegno sopradescritto, nella fiducia che tale progetto si possa rendere operativo al più presto e comunque nell’anno 2007.”

Questo documento è stato protocollato dal comune di Celle col n°6497 del 9 maggio 07.

Lascio ai lettori ed ai cittadini di Celle ogni valutazione sulla correttezza dei nostri amministratori. A me preme ribadire l’assoluta mancanza di rispetto del sindaco verso il consiglio comunale ed il folto pubblico presente alla seduta, perfettamente in linea con le modalità della democrazia partecipata.

Inspiegabile l’atteggiamento della minoranza che, pur avendo gli elementi per inchiodare il sindaco alla propria reticenza, si sono fatti ingabbiare con una formulazione non corretta dell’interpellanza.

Entriamo nel merito delle cose. In teoria dal punto di vista strettamente economico, l’operazione potrebbe essere significativa. Accentrando gestione e servizi si dovrebbero realizzare notevoli economie di scala. Sulla qualità più alta dei servizi penso si possa sollevare qualche dubbio. Prendiamo come esempio la refezione. Accentrando la preparazione dei pasti in un punto di ristorazione centralizzato, diventa inevitabile l’impiego di cibi precotti, surgelati, conserve ecc.

Chiunque abbia avuto esperienze di mense aziendali ne conosce l’impatto negativo sulla qualità dei cibi; senza contare i problemi di distribuzione. Tutti sanno che la cucina della Casa di Celle è a livello di una buona trattoria a conduzione familiare, con impiego esclusivo di verdure fresche. Non so se gli ospiti ed i parenti saranno entusiasti di rinunciarvi.

Oltre alla casa di riposo di Celle dovrebbero confluire nel progetto SpA le case di Sassello, Calizzano, Spotorno. Tutte strutture a norma, semi-nuove o appena ristrutturate come quella di Celle, con bilanci per lo più in pareggio, con una capienza  di 70/80 utenti (Spotorno è più piccola)

Condizione indispensabile per avere un equilibrio di gestione. Potrebbero benissimo continuare così con piena soddisfazione degli utenti e dei comuni di residenza, ovviamente mantenendo una gestione rigorosa ed oculata.

Perché quindi questa operazione? Per ridurre le rette degli utenti? Non credo proprio.

Penso che abbia lo scopo solamente di spalmare su più strutture la cattiva gestione delle Opere sociali, a garantire un ricco profitto al socio privato( facciamo un nome a caso, il CRESS?) ed a giustificare un CdA più numeroso per dividersi una torta più grossa.

Sul sito delle Opere sociali è possibile consultare il busines-plan della nuova SpA. Si possono scoprire cose interessanti. Oltre alle garanzie di profitto al socio privato, si può scoprire per esempio che, per le strutture che fanno capo alle Opere sociali, saranno previsti 120 posti con rette tali per poter garantire il pareggio di gestione, che saranno mediamente il 45% più alte di quelle applicate a Celle. In poche parole: la casa di riposo di Celle con le tariffe previste dal piano, garantirebbe un profitto di 500.000 euro in quanto le entrate per rette passerebbero da 1.100.000 a 1.600.000 euro.

Il problema sarà trovare gli ospiti in grado di pagare simili rette. Altro che tutela dei più deboli, degli anziani più bisognosi.

Io però sono malpensante e come sostiene Andreotti a malpensare si fa peccato ma spesso si indovina. Si potrebbe ipotizzare che l’operazione miri a medio termine a dimettere l’attività della Casa di Celle e di Spotorno perché l’interesse è rivolto ai beni delle due case stesse. Il palazzo settecentesco sede della casa di riposo nel centro storico di Celle, avrà un valore immobiliare di almeno 5 milioni di E, un boccone veramente succulento per la speculazione immobiliare.

Ormai il gioco è stato scoperto, bisognerà continuare la partita alla luce del sole.

Il presidente della casa di riposo dovrà spiegare perché abbia modificato lo statuto inviandolo in regione per l’approvazione (condizione indispensabile per poter partecipare alla SpA) alla chetichella senza un’ampia discussione in CdA.. Dovrà spiegare ai cellesi in un’assemblea pubblica i dettagli dell’operazione. Se la cittadinanza si convincerà della bontà del progetto, non avrà più problemi a condurlo in porto. Se invece i cellesi continueranno a nutrire dubbi ed a pensare che l’autonomia gestionale della Casa sia un bene irrinunciabile, dovrà prenderne atto e ritirare l’adesione al progetto. In questa eventualità, se il presidente si sentirà particolarmente frustrato e sminuito nelle sue funzioni, potrà utilizzare l’istituto delle dimissioni. I cellesi capiranno e glie ne saranno grati.

Se tutto questo non avverrà, i cittadini di Celle adotteranno tutte le misure ritenute più opportune per garantire la sopravvivenza della nostra casa di riposo. Fatte le dovute proporzioni, Val di Susa, Vicenza ecc. hanno prodotto buona scuola.

ROCCO MITIDIERI