Ferrania le favole e la realtà

 

Tra sabato 14 luglio e martedi 17 leggendo le notizie di due giornali, diversi per orientamento, ma pare abbastanza fedeli nel riportare notizie, non abbiamo potuto fare a meno   di"incazzarci" abbondantemente e vi scriviamo.

 Sappiamo che questa nostra lettera scivolerà sulle vostre coscienze, come l'acqua sulle pietre, e che dirvi queste cose è come "lavare la testa ad un asino".

Bene cari signori noi vorremmo però capire, se state scientemente facendovi prendere per i fondelli o se siete tanto incompetenti da non accorgervi che; i padroni della Ferrania e di molta parte delle attività della provincia di Savona vi stanno raccontando il solito sacco di balle.

Non ci importerebbe molto del fatto che vi facciate prendere in giro, e, se foste voi solo i fregati non vi dedicheremmo nemmeno un secondo del nostro prezioso tempo di vita.

Il fatto è che chi si trova già oggi e domani, fra un anno sarà ancor peggio, fregato e "mazziato", sono: i lavoratori di Ferrania, che bovinamente, da circa tre anni credono ancora nelle favole e nelle promesse di quattro "imprenditori"salva-popolo e aspettano che il miracolo accada.

A loro, i lavoratori di FERRANIA, che hanno creduto alle promesse e alle balle della rinascita di uno stabilimento morto e sepolto, e che oggi si rassegnano a prendere quello che viene senza avere il cuore di  porre in atto almeno una difesa formale della loro dignità di lavoratori, noi non possiamo fare a meno di rammentare alcune cose che sono gia accadute e, che si ripetono oggi quasi con monotonia di routine.

Nel gennaio del 2005 quando l'allora amministratore delegato di Ferraia Tecnologies: Riccardo Genta si presentò con quattro foglietti: che erano un poderoso piano industriale, in consiglio comunale a Cairo Montenotte, chiedendo aiuto, il Presidente della regione Liguria (allora era Biasotti) gli disse a chiare lettere che i soldi che il Genta chiedeva, avrebbe potuto anche trovarli, ma non sul nulla.

Quanto è cambiato da allora ad oggi?

Sono stati sottoscritti protocolli di intesa, quattro piani industriali che la proprietà non ha mai finanziato e che oggi per portarli a compimento vuole i soldi dallo Stato, ed intanto si sgrava del costo dei lavoratori con la cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

Un nostro compagno operaio dello stabilimento diceva nei mesi scorsi: ma un imprenditore serio se ha un progetto sicuro, nel quale crede la prima cosa che fa "caccia i denari"attiva gli impianti e poi a progetto iniziato chiede gli aiuti che nessuno, noi crediamo, gli negherebbe.

Qui a Ferrania, antico borgo, succede il contrario: si favoleggia di nuove tecnologie di piattaforme sperimentali, di nuove produzioni nel fotovoltaico nei conduttori nelle fibre ottiche ma piani concreti forniti di dati tecnici di produzionee di budget economici: neanche l'ombra.

Questi imprenditori vivono qui, nel mondo reale?E voi amministratori pubblici, siete edotti dei  progressi che nei settori succitati? Bene vi consiglierei di leggere un articolo sul Manifesto del   

17 Luglio che annuncia l'inaugurazione alla presenza di due ministri del Governo ( Mussi e Pecoraro Scanio) di un impianto a pannelli foto voltaici a Vignale Riotorto in Toscana, messo in opera da Unicoop Tirreno per la produzione di energia elettrica. E vi consiglierei di leggere le dichiarazioni di Pecoraro Scanio, che sostiene di andare in giro per l'Italia a inaugurare impianti di questo genere sempre più spesso.

Malacalza, Gavio, Gambardella e Messina entreranno su questo mercato gia vivacemente ribollente di aziende che sono gia in grado di realizzare grandi impianti, nei prossimi mesi producendo pannelli fotovoltaici per i quali debbono ancora adattare gli impianti di Ferrania?

Lo sapete signori cosa ci ricorda questa nuova promessa  di un radioso futuro? Ci ricorda la vicenda del medicale digitale e della fotografia digitale che Ferrania doveva studiare di produrre due anni fa, quando le altre aziende già lo vendevano in tutto il mondo.

Voi rappresentanti delle istituzioni locale e regionale vi impegnate  a fare da paracadute, tra un anno ai lavoratori che non potranno essere collocati quando i tre filoni fantasiosamente esibiti come possibili saranno attivi, ma non richiederanno la mano d'opera in forza oggi. La teoria dell'impossibile.

Vi preghiamo  non abusate della nostra intelligenza.

Certo è che la fantasia non manca, ma la dura realtà della vita è ben altra cosa.

Certo è che si potrebbe dare una certezza di futuro ai lavoratori  a tanti lavoratori, se aveste la capacità di prendere in mano e realizzare progetti più vicini alla realtà; se foste capaci di guardarvi intorno e sviluppare settori nuovi, nei servizi, nello sfruttamento delle risorse che il territorio presenta; togliendo dalle mani di pochi "conservatori" che pensano che guardare al passato con l'occhio del presente sia un danno, ottenendo il risultato di non muovere nulla, delegando a quattro speculatori la risoluzione di problemi che la banda dei quattro non vuole risolvere a favore del territorio ma pensa comunque a riempirsi le tasche, scaricando sulle istituzioni e un Governo diviso e incompetente, parolaio, litigioso come le commari di antica memoria, anche gli errori di valutazione dei propri piani.

Cari signori è pur vero, purtroppo, che i lavoratori, credono ancora alle favole; e voi governate Stato Pegione Provincia e Comuni, sempre promettendo, sempre incentivando speranze, con la complicità delle segreterie dei sindacati confederali al servizio dei padroni, ma attenti perchè quando i vostri sostenitori si sveglieranno dai sogni, e ci auguriamo presto, dovrete rendere conto del vostro operato, e allora saranno "cavoli amari"

 

 

 

Giorgio Magni

Portavoce del  M.c. del Partito Comunista dei lavoratori.

Sezione provinciale di Savona Bruno Luppi