LETTERA.
Leggo con grande sconcerto le affermazioni
dell'Assessore alla cultura del Comune di Savona, riportate dalla stampa di
oggi...LEGGI
L'assessore attacca duramente e beffardamente i
Consiglieri dell'opposizione, i quali hanno avuto il torto di stigmatizzare
l'idea di portare a Savona la tristemente famosa mostra della sedicente
"Arte omosessuale".
L'assessore taccia i Consiglieri di mancanza del
senso di libertà e di omofobia ed è proprio su questi punti che egli prende
un grosso abbaglio. Egli confonde evidentemente il concetto di "libertà", il
cui limite sta nel rispetto del Prossimo, con quello di "libertà di
sopraffazione", dentro il quale ricade appunto la natura fortemente
offensiva, che sembra caratterizzare detta mostra. Questo, al di là del
rispetto dell'omosessualità, che non è in discussione e che non c'entra
nulla.
Ma, si sa, quando mancano gli argomenti, certe
persone (che poi invocano a sproposito la libertà) non sanno fare altro che
offendere o dileggiare chi la pensa diversamente da loro.
Infine, se l'offesa al Cristianesimo è, in sé,
una forma di arte, allora lo dovrebbe essere anche l'offesa all'Islam,
pertanto ci aspettiamo che l'edizione dell'anno prossimo proporrà immagini
offensive di Maometto e dei suoi seguaci, soprattutto tenendo conto di ciò
che nei Paesi islamici viene fatto subìre - per legge - agli omosessuali..
Comunque, se l'assessore dice che questa è
cultura, avrà pure ragione, esperto è lui. A meno che lui pensi
che "cultura" sia una parola composta.
Stella, 20 luglio 2007.
Emilio Barlocco