La Lega (degli iscritti) se ne frega

Quando un partito cresce in termini elettorali vede di conseguenza aumentare gli iscritti; alcuni pensano di trarne qualche profitto avvicinandosi ai vari potenti personaggi mentre i più, in buona fede, credono di dare una mano alla causa con la loro militanza sperando di poter contare alla pari come tutti gli altri, ma non sarà così, perché lo statuto prevede lacci e lacciuoli che consentono ai dirigenti di gestire questi flussi a loro piacimento.

Quando un cittadino si va ad iscrivere compila un modulo molto semplice con pochi dati: nome, cognome -data di nascita – indirizzo – e-mail e telefono (no il grado d’istruzione, no il casellario etc) così dopo un po’ di tempo riceverà la tesserina da socio sostenitore SOS, in attesa di ricevere la tessera di militante SM (che non riceverà quasi mai).

Il possesso della tessera SM è la condizione per  poter dire la propria opinione in libertà senza timore di essere cacciato via dal partito, ma qui inizia il gioco delle “tre tavolette” perché in pratica il sostenitore rimarrà “ostaggio” a vita dei piccoli ras locali, segretari spesso inadeguati, che a loro  volta dipendono da segretario provinciale, che a sua volta deve rispondere a quello regionale che fregandosene del futuro della “Padania” lavorerà (con gli altri) solo per il proprio tornaconto politico personale alla faccia della democrazia interna e forse all’insaputa del “Capitano”.

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