INCUBO DI UN QUILIANESE ERRANTE.

Alla pattumiera puzzolente di Valleggia ci lavoravan solo 4 gatti.

Era tutto automatizzato e schiacciavan tasti come matti.

Le case non valevan più una lira, gli agenti immobiliari eran scappati tutti via.

Dalla farmacia c’era sempre una coda che portava via.

Vendevano un unguento balsamico a buon prezzo,  da mettere sotto il naso e  sopra il petto.

Vagava per il paese un sindaco dallo sguardo fisso, e che si muoveva solo a scatti. A due metri,  e sempre dietro a lui, un uomo di una certa età e i baffi. Con nelle mani dei lacci.

D’improvviso, di soprassalto mi svegliai,

era solo un incubo, ma quanto sudai.

Aprii la finestra, il comune in lontananza.

E vidi un cavalier entrare dall’atrio del portone.

E fu una liberazione.

 

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