Inaugurazione del nuovo spazio solidale di Casa Demiranda

Venerdì 9 novembre alle 17.30 in corso Ricci 36 a Savona, alla presenza del vescovo Marino

Caritas: “Un innovativo condominio solidale con un duplice sguardo: dentro, perché abitare è un diritto,  fuori, perché si potranno costruire nuove reti di alleanza con e per il quartiere”

Venerdì prossimo 9 novembre alle 17.30, alla presenza del vescovo Calogero Marino e con la musica di Pulin and the little mice, sarà inaugurato il nuovo spazio di aggregazione di “Casa Demiranda”. La struttura si trova a Savona, in corso Ricci 36, all’angolo con via Aglietto, ed è composta da dodici appartamenti, di cui undici di proprietà del Seminario vescovile, gestiti da Caritas, Fondazione diocesana ComunitàServizi in un’iniziativa di accoglienza all’avanguardia. Si tratta di un primo esempio di “condominio solidale” nella nostra città che ha l’obiettivo di far fronte all’emergenza abitativa ospitando persone in situazione di bisogno: dall’accoglienza madre-bambino agli anziani, dai profughi alle famiglie in difficoltà. “Il fenomeno della coabitazione nei condomini solidali è stato inventato in Danimarca negli anni ’60: modelli che si stanno espandendo sempre di più – spiegano da Caritas – un’idea che rende le spese maggiormente sostenibili per ciascuno e sviluppa forme di aggregazione e socializzazione preziose improntate all’approccio di buon vicinato”. Obiettivo dell’intervento è sperimentare nuovi modelli di accompagnamento all’abitare, favorire le relazioni tra gli abitanti del condominio e far sì che queste siano il volano per iniziative di welfare di comunità per l’intero quartiere. Dentro Casa Demiranda ci sono spazi destinati al Co-housing, all’Agenzia sociale per la casa, incontri e laboratori con il quartiere, alloggi a canone moderato, quelli per progetti Cas e Sprar, per il Servizio volontario europeo e per l’Housing First, ovvero l’accoglienza di due persone senza fissa dimora. “Qui l’esperienza della coabitazione assume forme e possibilità diverse: è un progetto che parte dal diritto ad abitare come tema inscindibile dal sistema di welfare territoriale, andando oltre, con un duplice sguardo, dentro e fuori – proseguono da Caritas –

dentro, tra quelle relazioni umane che si svilupperanno tra i condomini, e fuori nelle reti di alleanza col quartiere che si dovranno costruire e consolidare nel tempo. Un condominio che svolge la funzione per cui è nato: essere una risorsa per coloro che ne fanno parte e diventare occasione di convivenza e integrazione anche con il tessuto urbano che lo circonda”.

Casa Demiranda vuole quindi essere una risposta diversa dall’approccio di tipo socio-assistenziale al problema di trovare alloggi in affitto a canone moderato o sostenibile nel territorio savonese. Il progetto del Condominio solidale nasce da una scelta pastorale della Diocesi di Savona-Noli alcuni anni fa: mettere a sistema le proprie risorse immobiliari per rispondere al crescente bisogno abitativo del territorio. Da questa volontà prende le mosse il processo che ha portato nel 2007 alla nascita dell’Agenzia sociale per la Casa, sviluppata poi dal Comune di Savona tra il 2010 e il 2016. Nel 2012, è la volta della Commissione casa diocesana per la valutazione degli immobili di proprietà della Diocesi stessa e delle parrocchie; nel 2014 diversi alloggi vengono così destinati a progetti di co-abitazione e accoglienza di nuclei famigliari in emergenza abitativa proponendo contratti a canone sociale, e nel 2015 nasce il progetto di accoglienza famigliare rivolto ad altre famiglie sotto sfratto in “Casa Benedetta Rossello”.

Il progetto di Casa Demiranda si è concretizzato e ampliato attraverso la ristrutturazione dei diversi alloggi con fondi dell’Otto per mille alla Chiesa cattolica. “Il nuovo spazio di incontro e collaborazione è soprattutto uno spazio di umanità – spiega a “Il Letimbro” il vicario generale della diocesi don Angelo Magnano – in questo modo l’intera struttura risponde alla necessità di mettere in relazione la comunità e riqualificare il quartiere”. “Nel quartiere purtroppo c’è spesso una spinta all’isolamento – aggiunge il presidente di ComunitàServizi Marco Berbaldi – per questo siamo uniti per far fronte alla mancanza di comunità”. Altre notizie sull’iniziativa nell’articolo su Il Letimbro di novembre.

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