Il film della settimana: BEFORE I GO TO SLEEP

Before i go to sleep, (Prima di andare a dormire) di Rowan Joffe, con Nicole Kidman, Colin Firth, M. Strong, produzione Usa, anno 2014, genere thriller, durata 84 minuti.

Basato sull’omonimo romanzo del 2011 scritto da S. J. Watson, il film narra la storia di Christine (Nicole Kidman) che a causa di un misterioso trauma, subito in un passato non molto lontano, al  mattino dimentica tutto ciò che ha fatto il giorno precedente. La sua memoria funziona regolarmente solo per un arco di tempo comprendente i primi decenni di vita.

Il neurologo dr. Nash, che ha amorevolmente in cura la donna, le fa registrare ogni sera, in un videoregistratore, i fatti della giornata. Christine, il mattino successivo riceve regolarmente una telefonata dal dottore, che la invita a prendere il videoregistratore e ad ascoltarne il contenuto. La donna che non può che essere sorpresa da tutto ciò, obbedisce, e ogni volta rimane stupita dai contenuti che il videoregistratore  rileva. Il mistero per lei si infittisce quando la cura del dr. Nash comincia a funzionare e la donna comincia a sentire il desiderio di porsi alcune  domande, a partire ad esempio dalla sua convivenza.

Chi è l’uomo con cui  Christine vive, un ex amante, un marito, un abile truffatore? Lei non può saperlo, ma il supporto di memoria che ottiene con il  videoregistratore potrebbe metterla in condizione di scoprirne l’identità per poi cercare di ricostruire i contenuti del suo trauma.

Film su alcuni aspetti della complicata degenerazione patologica cui giunge in certi casi la passione erotica, che in questo film vede come vittima indomita una  donna, indifesa perché poco attenta ai dettagli significativi della sua relazione, e quindi  sorpresa quando la inaudita violenza maschile si abbatte su di lei.

Un film che fa della memoria, offesa irreversibilmente dal trauma, il suo punto di forza. Il racconto mostra agli spettatori, già dall’inizio, come sia grave la patologia mentale che affligge la protagonista, ma come l’ostinata ricerca della verità favorita dalla medicina e il senso etico della paziente, possano far raggiungere  risultati terapeutici straordinari, a volte del tutto insperati.

Ottima regia.

 Biagio Giordano

 

 

 

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