PD, NON SARA' FACILE
Riflettendo sugli esiti delle recenti elezioni Provinciali e Comunali, a Savona come a livello nazionale, la domanda ovviamente postasi dai massimi dirigenti P.D. è come gestire l'immediato futuro, riprendere il cammino bruscamente interrotto, intercettare un elettorato disaffezionato e in fuga.
Non sarà facile
perseguire una strategia innovativa e vincente, completamente differenziata da quella a tutt'oggi messa in atto ed evulsa da una realtà che vede la nostra società in continuo fermento di pensiero ed azione con aspetti imperscrutabili (attuale crisi economica globale, imbarbarimento esistenziale).
Non sarà facile
riprendere un rapporto credibile con i cittadini elettori, un rapporto a tutt'oggi ostentamente negato e sacrificato all'altare del potere ed interessi di parte.
Non sarà facile
riallacciare un dialogo comprensibile con il compagno operaio in cassa integrazione ed abbandonato a se stesso, con l'impiegato con uno stipendio non più sufficiente a soddisfare le necessità primarie della famiglia, con il commerciante alle prese con una congiuntura pazzesca e non più in grado di pagare il fitto del negozio, con il professore con la cattedra dimezzata, con lo studente in paranoia ben sapendo che terminati gli studi andrà ad ingrossare le fila dei disoccupati a vita, con il pensionato che ogni mese deve decidere se pagare le bollette o saltare i pasti.
Non sarà facile
ancora e solo pretendere sacrifici dai cittadini, senza nulla o poco dare in contro-partita, inferire sui ceti più deboli che non hanno possibilità di difesa: con una burocrazia tentacolare ed oppressiva, con una qualità ambientale che degrada giorno per giorno con l'insorgere esponenziale di conseguenti e gravi malattie, con una sanità poco efficiente e con sprechi enormi.
Non sarà facile
cambiare ma è ineluttabile doverlo fare, una necessità prioritaria per il P.D. se vuole sopravvivere a se stesso, riprendere il ruolo istituzionale che gli compete di una opposizione limpida e determinata, attenta e comprensibile, concreta e propositiva: con l'azione di nuovi, veramente nuovi e non riciclati, politici illuminati che sappiano volare alto (non in basso, nello sciacquone mediatico di alcove e veline), capaci di guardare oltre per anticipare il futuro, missionari di progresso sociale e culturale tra la gente e per la gente.
Non sarà facile
ma fattibile se l'impegno sarà umile e generoso, libero da lacci e da tagliole: l'Italia non può essere sminuita al cospetto del mondo intero come una cenerentola senza arte ne parte.
La governance, maggioranza ed opposizione, hanno uguali responsabilità, meriti e demeriti.
Gianni Gigliotti