IL PRESIDENTE REGIONALE BURLANDO VUOLE LA PIATTAFORMA CONTAINERS DI VADO ANCHE
SENZA
LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
Il MODA è sconcertato del fatto che il Presidente Regionale
Burlando voglia la piattaforma containers di Vado anche se si è ancora in attesa
del giudizio finale di V.I.A.(Valutazione di Impatto Ambientale) (vedi Secolo
XIX del 20 Giugno 2009) e soprattutto non tenendo in considerazione gli stessi
studi regionali dell’ARPAL del 2001 che dimostrano come i fondali prospicenti a
Vado siano tra i più inquinati al mondo. Dichiara lo studio ARPAL: " I
risultati delle analisi hanno confermato fenomeni di contaminazione dei
sedimenti dovuti a metalli pesanti (in particolare Cd e Hg), IPA, PCB (policlorobifenili),
PCDD (policloro dibenzo-p-diossine) e PCDF (policloro dibenzofurani). In
generale gli apporti inquinanti sembrerebbero diminuiti rispetto al passato ad
eccezione di nichel e cadmio. Dai saggi biologici è stato evidenziato che gli
effetti tossici dei sedimenti sugli organismi si manifestano prevalentemente a
lungo termine." (vedi...)
Tali risultanze sono confermate anche da studi del 2003 e del 2005.
Qualsiasi Amministratore pubblico, di fronte a questi dati drammatici, si preoccuperebbe di bonificare immediatamente i fondali contaminati da un secolo di industrializzazione selvaggia che nel corso degli anni ha riversato in mare indiscriminatamente, anche di recente, gli scarichi velenosi dei processi industriali e delle discariche. Emblematici a questo riguardo le ceneri della centrale a carbone Enel scaricate direttamente in mare e il percolato delle discariche vadesi scaricato in mare nel recente passato tramite il depuratore consortile non funzionante grazie a deroghe alla legge Merli concesse dall’allora assessore regionale all’Ambiente Alonzo (vedi…) Ma evidentemente la Giunta regionale ligure volendo promuovere anche contro il volere della popolazione di Vado (vedi referendum) la piattaforma Maersk, finanziata anche con ingenti capitali procurati dalla regione Liguria, dà il suo assenso ad un’opera che con gli scavi per la palificazione sui fondali fortemente contaminati metterebbe in circolazione nell’acqua marina migliaia di tonnellate di sostanze quali mercurio, cromo, nichel, policloro difenili, diossine ecc. Enorme quindi il rischio di contaminazione degli ecosistemi marini che, tramite bioaccumulo nella catena alimentare, metterebbe in pericolo per decenni anche la salute stessa dell’uomo nonchè il permesso di balneazione di tutta la riviera ligure in particolare di Ponente.
Savona, 22 Giugno 2009
Dr. Virginio Fadda (Biologo)
Dott. Agostino Torcello (Medico pneumologo)
M.O.D.A. Savona