Il PdL rilancia l’inceneritore: ecco perché è un grosso errore e mette a rischio la nostra salute e le nostre tasche

 

Ieri sera, a Varazze, durante la pubblica “sfida” tra Candidati Sindaci al Palazzetto dello Sport, il candidato per il PdL, prof. Giovanni Delfino, ad un certo punto  ha tirato fuori da cilindro il temuto INCENERITORE (che gli ultimi rumors darebbero a Voltri - distanza da Varazze circa 25 Km ... l'inquinamento cancerogeno prodotto da un inceneritore arriva a 90 Km di distanza -  e non più a Albenga, su indicazione di Scajola). Di fronte alle contestazioni della platea, il "preparatissimo" candidato per difendersi ha sostenuto che “... a Nizza e Montecarlo c’è la più alta aspettativa di vita eppure hanno l’inceneritore in centro città!”.

Noi, che siamo gente comune ma abbiamo a cuore il nostro benessere abbiamo raccolto una piccola, ma significativa, documentazione su questo argomento.

Perchè l’inceneritore fa male, non conviene e non elimina il problema.
Più ricercatori, come:  Prof. Stefano Montanari (Un. Padova- esperto nano diagnostica e nano particelle); D.ssa Patrizia Gentilini (onco-ematologa); Prof. Federico Valerio dell’IST; Prof. Valerio Gennaro dell’IST; Dott. Giovanni Ghirga; Dott. Paolo Franceschi (pneumologo e responsabile ISD), Prof. Gianni Tamino; Prof. Claudio Pagliara; Prof. Virginio Fadda (biologo) e Dott. Agostino Torcello (pneumologo); Prof. Lorenzo Tomatis,  documentano i gravi rischi che comportano inceneritori e centrali a carbone;  ciò, per il semplice principio di precauzionalità, sarebbe motivo più che sufficiente a non permettere la realizzazione dei tanto temibili inceneritori sul nostro territorio.

Noi abbiamo già due centrali ENEL a carbone (nel 2009!) a Vado L. e a Genova: la centrale di Vado L. ha causato, in 40 anni, 3.400 morti, perchè non è stato messo a norma nè metanizzato, come comunque si doveva fare dal 1990, in seguito a delibera dei comuni di Vado e Quiliano (mai attuata).
I calcoli di mortalità prematura relativi alla centrale a carbone di Vado L. da noi ricavati fanno riferimento ad uno studio del “Public Citizen’s Texas Office and the Sustainable Energy and Economic Development (SEED) Coalition.” Novembre 2006. Il riferimento da noi considerato è il progetto per la centrale a carbone di Sempra Twin Oaks 3 perché ha emissioni paragonabili alla attuale centrale di Vado.
A dirlo non siamo noi, ma alcune associazioni, anche di medici preparati, che “gridano” il loro allarme (ben ignorati da tutti, in quanto i grandi imprenditori, come detto, controllano tutta l’informazione canonica): il MODA (Movimento di Opinione e Difesa Ambiente), il CNCMAS (Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute ) e l’ISDE ( Medici per l’Ambiente sez. di Savona)

-  Passando da quello che abbiamo a quello che avremo parliamo di Inceneritore.
Da notare come, ancora una volta, la solita e vecchia politica ci inganni, cerchi di indorarci la pillola: solo in Italia è stato coniato il termine TERMOVALORIZZATORE, nel resto d’Europa tale termine non esiste e l'Italia è anche stata ammonita dalla UE per l'utilizzo fuorviante di questo termine!

L’INCENERITORE:


1) È OBSOLETO: Si tratta di una tecnologia degli anni '80 ormai in dismissione in tutti i Paesi avanzati; in Europa si è passati da 405 inceneritori nel 1985 ai 300 di oggi.  Solo l’Italia incentiva la costruzione di inceneritori. Da quasi una decina d’ anni in America non si costruiscono più gli inceneritori  (fonte: Paul Connett, tra i maggior esperti internazionali in tema di salvaguardia ambientale, diossine e processi industriali, docente di chimica e tossicologia presso la St. Laurence University di New York e fautore della politica “rifiuti zero” )
Nello stato di New York da oltre 20 anni non si costruiscono più inceneritori per rifiuti.

2) UCCIDE: da esso escono migliaia di prodotti cancerogeni, tra cui la diossina che, portata dal vento, non solo viene inalata, ma, soprattutto, va a contaminare la catena alimentare (carne, pesce etc.), latte materno compreso, compromettendo la salute e sminuendo il valore dei prodotti agricoli/ittici della zona interessata.
Anche i decantati “termovalorizzatori” di ultima generazione, se da un lato diminuiscono la concentrazione di diossina per metro cubo di fumi, dall’altra ne emettono più metri cubi: in una comunicazione dell’ ARPA Piemonte (del 30/11/2007) sono stati riportati 10 studi su diverse aree italiane sede di inceneritori: in tutti si dimostra l’aumento di tumori ed altre patologie.
Ciò è causato dalle nanoparticelle prodotte dalla combustione dei rifiuti che, essendo inferiori ai 2,5 micron non possono essere fermate da nessun filtro antiparticolato oggi esistente !

3) CONTROLLORE e CONTROLLATO sono quasi sempre la stessa persona. Chi dice, infatti,  che tutto è sotto controllo, difficilmente è un medico.
Di regola tali affermazioni provengono dagli stessi gestori o progettisti degli impianti: “è tutto a norma di legge!”
I controlli vengono effettuati, tra l’altro, per la normativa europea, solo una volta all’anno (molto costosi) dall’ASL, basandosi, cmq, sui citati parametri di Legge.
E qui sta il Primo grande imbroglio: tali parametri non sono affatto attuali, aggiornati con gli studi scientifici, ma sono fermi ad almeno 10 anni prima.
Non lo diciamo noi, ma gli scienziati e i medici in prima linea nella lotta ai tumori, tra cui il prof. Valerio (Prof. Federico Valerio, direttore del Dipartimento di Chimica Ambientale dell’Istituto Tumori di Genova): ecco che così, ad es., per anni ci hanno detto che l’inceneritore di Brescia era un gioiello della tecnica, tutto a norma di legge…tutto bene…tutto sotto controllo: oggi sappiamo (ma solo oggi) che Brescia ha l’aria più inquinata della Lombardia da PM10 e i bresciani hanno già nel sangue una contaminazione da diossine superiore agli abitanti di Seveso (fonte ASL Mantova).

Potrei continuare per ore, ma…insomma: se si realizzasse il progetto di questi politici senza scrupoli e impreparati, ossia un inceneritore per ogni provincia, affinchè la diossina emessa fosse “sopportabile” dal nostro organismo, ci vorrebbe una popolazione che la inalasse di 140 milioni di italiani ! (oggi siamo 60 milioni ca.)

4) LI PAGHIAMO NOI
Secondo grande imbroglio.
Costano un sacco di soldi ( la costruzione di un impianto da 450.000 tonnellate/anno costa non meno di 600-900 milioni di euro in media e ci vogliono 5 anni perchè entri a pieno regime ) e nessun imprenditore li farebbe se non ci fosse il famoso Cip6, ossia quella parte della ns bolletta Enel che dovrebbe servire per gli investimenti nelle fonti rinnovabili, ma che in Italia, con un sotterfugio legislativo (Tipico es. di inciucio Pd-Pdl ) , viene usato per costruire e mantenere anche gli inceneritori: ergo, noi paghiamo, ci rimettiamo la salute e loro si arricchiscono.
La convenienza dell’uso degli inceneritori per il trattamento dei rifiuti e’ solo per i gestori, che ricevono dallo stato italiano, caso unico al mondo, da 25 ai 50 euro per ogni tonnellata d’immondizia (7% della bolletta) smaltita grazie al famigerato CIP6 (sigla che indica il Comitato Interministeriale Prezzi e la sua delibera numero 6). Una delibera che equipara i rifiuti a fonti di energia rinnovabile (!?).

5)  NON CONVIENE: Il costo per produrre 1 KWh mediante incenerimento è tra i più elevati tra tutte le possibili fonti energetiche. Inoltre 1 kWh ottenuto da termovalorizzazione produce quasi il doppio di gas serra rispetto ai combustibili fossili, in contrasto col protocollo di Kyoto.

6) E’ DANNOSO PER I BAMBINI
Uno studio realizzato già nel 2004 nella regione Rhone Alpes (Francia) ha rilevato nei bambini appena nati, le cui mamme abitavano nei pressi dell’inceneritore, un aumento delle malformazioni rispetto alla media nazionale: +20% anomalie cromosomiche, + 29% malformazioni alla bocca, + 44% malformazioni dell’intestino, + 51% malformazione dei reni.

7)  NON ELIMINA I RIFIUTI MA NE PRODUCE DI PEGGIORI
Per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, un terzo diventa cenere che, come rifiuto tossico, ha bisogno di discariche più costose di quelle usate per i rifiuti comuni.

8) E’ IN ANTITESI CON LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E INCENTIVA LA PRODUZIONE DI RIFIUTI ANZICHÈ RIDURLA: chi costruisce e vuole gli inceneritori ha tutto l’interesse che la raccolta differenziata NON FUNZIONI.
Se essa funzionasse, cosa ci butterebbero nell’inceneritore che DEVE funzionare 24 ore al giorno, ininterrottamente???
Si dovrebbe importare la spazzatura degli altri (altro che eliminare il problema!) con le ovvie conseguenze.
Ad esempio, al Comune di Brescia, non riuscivano ad andare oltre il 30% di raccolta differenziata perché altrimenti il termovalorizzatore/inceneritore non avrebbe più rifiuti da bruciare!
E ancora: la spazzatura di Napoli, se ricordate, è stata spedita in Germania non perchè (come ci han detto) noi non avevamo inceneritori (e quindi bisognava costruirli - sigh), ma perchè lì funziona talmente bene la differenziata che non sanno più cosa bruciare ! Ergo: se avesse funzionato la differenziata, non ci sarebbe stata alcuna emergenza a Napoli.

La propaganda del PDL

Delfino parla di Inceneritore di Montecarlo e Nizza: si rifa ad una consolidata politica di disinformazione del PDL

- quello di Nizza  pare sia addirittura chiuso. In rete si legge:  “Per notizie avute da persone residenti a Nizza, l’inceneritore di tale località ha determinato inquinamento e cancerogenicità dei prodotti agricoli, tanto da indurre l’Amministrazione di tale località a far divieto di raccolta delle olive e dei prodotti agricoli”.

-  il tanto decantato inceneritore di “Montecarlo” è al centro città, non perchè è moderno, ma il contario: esso risale a fine 800 (1898: fonte numero del 5 Settembre, 1999 di ” Ingegneri della Liguria” ), quando ancora erano sottovalutate le conseguenze di tali scelte. Poi, nel tempo, è stato adeguato alla norma
Tuttavia, per evitare il ridicolo, invitiamo tutti i numerosi estimatori di quest’impianto a non citarlo più come esempio di convivenza tra inceneritori e centri urbani, perché il venerando impianto è a misura del numero di sudditi di Sua Maestà Ranieri (30.000 persone) e quindi tratta solo 60 “misere” tonnellate di rifiuti il giorno.
Peraltro, nel Febbraio del 1996, i Monegaschi che abitavano intorno a quest’inceneritore devono aver ringraziato il cielo per avere sotto casa un impianto così piccolo, perché altrimenti, sarebbero state molto più di diciannove le persone costrette al ricovero ospedaliero a causa di una nube tossica sprigionatasi dall’impianto (Secolo XIX, 1 Febbraio 1996).
Esso forse sta per chiudere (non ho trovato conferme): la società che lo gestisce e che sponsorizza gli Istituti contro il cancro di Veronesi ha già comunicato al Comune di Ventimiglia che da fine dicembre ( ndr 2008) non potrà più smaltire i propri RSU presso tale inceneritore e che tale società avrebbe già preso contatti con alcuni nostri politici per poter gestire il nuovo inceneritore che dovrebbe essere ubicato sul nostro territorio e nel ponente.
Lo afferma Briano, candidato per la lista Perilbenecomune.

Sull’inadeguatezza dei controlli in Italia, la vicenda dell’ inceneritore di Pietrasanta  dovrebbe far comprendere.
L’indagine della Procura della Repubblica di Lucca sulla falsificazione dei dati sulla diossina emessa ( ndr N.B. se n’era accorta la soc. francese che l’aveva acquistato, non l’ARPAL) dell’inceneritore di Pietrasanta apre uno scenario inquietante, che se reale conferma l’inadeguatezza del sistema di controlli in Toscana e la pericolosità conclamata di tali impianti per la salute dei cittadini.

- da ricordare (non lo fa nessuno) che l’Europa impone una differenziata importante, e che entro il 2007 avremmo dovuto arrivare al 40%, nel 2009; al 50% nel 2011 e al 65% nel 2012; pena multe salate, che stanno già decorrendo, alle Amministrazioni che non ottemperano agli obbiettivi imposti: ovvero tasse in più per i cittadini!