Egr. Sig. D’Anna,
durante la campagna elettorale da poco terminata ho imparato a conoscere la cattiveria che solo scrivendo è capace di manifestare.
E dico “solo scrivendo” perché sentendoLa parlare, mi ha sempre dato l’impressione della “brava persona”, con idee politiche discutibili, ma con una notevole integrità morale.
A questo punto è lecito chiedersi chi sia il vero Paolo D’Anna: se colui che, in un incontro pubblico all’Alborada si rivolge ai giovani con tono paterno e atteggiamento accorato (non voglio sbilanciarmi con “commosso”) o colui che, tramite comunicazioni scritte pubblicate in rete, tira fuori improbabili accuse a certi “Cacasenno”, schernisce chi dichiara apertamente di provare emozione per la lettera di un giovane, si azzarda in considerazioni sgarbate (ma qui mi si concederà il termine “incivili”) sulle motivazioni “personali e di salute” di un consigliere di minoranza, parla di “sproloquio sull’etica” e si dilunga con accuse infantili a chi per errore sbaglia a scrivere il suo cognome.
Ora, ad elezioni fatte, il Mr. Hyde epistolare è uscito di nuovo.
E io lo stavo aspettando. Parlando con alcuni amici la sera stessa dello spoglio, la frase che dissi loro fu “Guardate che D’Anna, in questo momento, sarà a casa a scrivere che è tutta colpa nostra”.
…purtroppo avevo ragione.
L’accusa questa volta è di aver portato la vittoria alla lista “Insieme Per Celle”.
Un brevissimo cenno a come viene identificato tale risultato elettorale: “questo fatto anomalo”.
Anomalo??? Ma è sicuro di quello che ha scritto? L’emozione di questi giorni Le ha forse fatto dimenticare i risultati elettorali di cinque anni fa?
No, perché poche righe dopo cita la “minoranza che si batteva e chiedeva aiuto…”.
Beh, forse voleva scrivere “Analogo”… del resto, qualche “errorino”, nei Suoi scritti, ci siamo abituati a scovarlo.
Torniamo all’accusa, o meglio, andiamo agli accusati.
La frecciata è partita, ma il problema è nella mira.
“I promotori del movimento” vengono accusati di non aver partecipato alla vita pubblica nei cinque anni della giunta Zunino.
Uno di loro ha già risposto: Marco Beltrame, 25 anni.
Ora è il mio turno (sempre che qualcun altro non mi batta sul tempo): Gabriele Bertoldi, 29 anni.
Ho come l’impressione che si aspettasse risposte da altri “promotori”.
Forse noi siamo quelli che Lei definisce “chi li ha sostenuti, dei quali credo sia encomiabile l’impegno figlio della buona fede”… sbaglio?
Beh, Lei sbaglia sicuramente. Dopo questi due mesi non ha ancora capito come e da cosa è nato “Futuro Oggi”.
“Futuro Oggi”, oltre ad essere una lista civica trasversale, è un gruppo di persone, che -forse non tutti lo sanno- inizialmente si chiamava semplicemente “Giovani Cellesi”.
Il nostro scopo era ridare vita alla nostra Celle. Per farlo avevamo bisogno dell’appoggio di persone di esperienza. Ci siamo rivolti anche a Lei, sig. D’Anna, ma era troppo tardi, perché se avessimo accettato il candidato sindaco e i simboli di PdL e Lega Nord da Lei imposti, la nostra trasversalità sarebbe svanita. E Lei non ha mai voluto (forse in cuor Suo sì, ma La prego, non ce lo dica adesso) fare un passo indietro.
Sa benissimo che, tolti quei paletti, oggi Lei sarebbe un consigliere della lista di maggioranza, insieme agli altri di “Futuro Oggi”, che magari adesso, grazie al Suo apporto, si chiamerebbe in un altro modo…
Questa è la semplicissima differenza tra “venite pure nella mia lista” e “facciamo una lista insieme”.
Si ricorda le parole “…decidere di fare il capo-gruppo all’opposizione o il consigliere di maggioranza”? Le ricordo la scena: Lei e Marco Beltrame, seduti uno di fronte all’altro, tenuti per mano come due bambini dalla maestra più amata del paese…
D’Anna, Lei ha fatto la Sua scelta, o ha assecondato quella di qualcun altro. Il risultato è sotto gli occhi di tutta Celle.
Non cerchi di scaricare le Sue responsabilità: non è dignitoso.
Ora veniamo alla risposta, è giusto che i “promotori del movimento” gliela diano.
Dove eravamo?
Eravamo a casa con le nostre famiglie (e parlo di mamme e papà, ma anche di mogli e figli, perché l’equazione “giovane = studente e/o disoccupato e/o mantenuto e -senza o!- inaffidabile ci ha davvero stufati), eravamo al lavoro, eravamo in università, eravamo al bar o al mare.
Eravamo esattamente negli stessi posti in cui erano tutti coloro che hanno aderito a questo movimento (che “come una sirena ha ottenuto consensi”) negli ultimi due mesi!
Non siete stati capaci, in cinque anni, di coinvolgere i giovani e i cittadini in generale nelle questioni che riguardavano Celle.
Ora Lei accusa chi ci è riuscito in meno di due mesi? Non commento.
Come forse saprà, nel nostro motto viene menzionato il “coraggio”; devo riconoscere che anche a Lei davvero non manca: dire a 1108 persone che si sono fatte incantare da una sirena non è da tutti!
Lei tiene a sottolineare ai Suoi elettori che Lei e Luca Minuto continuerete “a rappresentarli per non tradire la loro fiducia”.
Per fortuna (anche dei Suoi elettori!), insieme a Voi due ci saranno altre tre persone estremamente valide, sostenute dai 1108 Cellesi che le hanno votate e da quel “movimento-sirena” i cui promotori sono qui a chiederLe di smetterla con le accuse, di prendersi le Sue responsabilità e di collaborare da subito affinché a Celle non si ripetano fatti analoghi a quelli che l’hanno portata ad essere scenario delle recenti vicende giudiziarie.
La nostra Celle ha bisogno, ora più che mai, di un’opposizione ferma e preparata.
Ora c’è chi Le può dare la mano che ha chiesto per tanto tempo: cerchi di afferrarla. Coraggio!
Gabriele Bertoldi
Celle Ligure, 10 giugno 2009