CELLE LIGURE - LETTERA APERTA AI GIOVANI DELLA LISTA “FUTURO OGGI”

Cari amici,

pur non essendo impegnato in prima persona ho seguito attentamente la campagna elettorale per le elezioni amministrative di Celle Ligure e a due giorni dall’apertura dei seggi vi confesso che sono ancora indeciso su come votare.

Già lo scorso anno, in occasione di un intervento su Trucioli Savonesi, ho scritto chiaramente che non avrei votato per Renato Zunino al quale rimproveravo, e rimprovero tutt’ora, di aver voluto escludere la sinistra cellese, inserendo per contro nella lista persone dichiaratamente berlusconiane, allo scopo di far passare più facilmente alcune operazioni speculative sulla zona delle ex colonie e nella fabbrica Olmo.

Ed è evidente poi che non voterò la lista di Paolo D’Anna, che pure ritengo una persona corretta, perché non ne condivido il programma, particolarmente con riferimento alle modifiche al piano urbanistico comunale ed alla sicurezza, intesa solo in senso poliziesco. Ed inoltre lo stesso richiamo nel simbolo al c.d. “Popolo della libertà” ed alla Lega che a livello nazionale stanno portando avanti una politica razzista e anticostituzionale sono più che sufficienti ad escludere il mio consenso a tale lista.

Ho sperato molto che il movimento de “Il Mulino” riuscisse nel suo sforzo di dare vita ad una lista alternativa, fatta di persone serie, stimate e oneste, senza interessi privati né voglia di rivincite, e mi è sinceramente dispiaciuto che il tentativo sia fallito.

Non rimane quindi che la vostra lista “Futuro Oggi”, con Giovanni Durante quale candidato a sindaco, ed il fatto che ci siano parecchi giovani rappresenta comunque una novità ed è sicuramente di per sé positivo.

Ci sono però alcune cose nel vostro programma (intendo quello depositato in comune) che mi hanno lasciato diverse perplessità, perplessità che poi sono addirittura aumentate dopo quello che ho sentito dire da un vostro candidato, per il vero non più tanto giovane, in occasione di un incontro pubblico.

Partendo dal programma devo innanzitutto confessare che non ho molto inteso la suddivisione dello stesso in Regole ed Azioni, che ne complica la lettura ed in alcune parti ne rende difficile la comprensione.

Passando al merito, e limitandomi soltanto per brevità ad alcuni esempi, si possono leggere molte cose condivisibili insieme ad alcune proposte del tutto irrealizzabili (come ad esempio la ripubblicizzazione della gestione dell’acquedotto, che è oramai di competenza della conferenza di ambito e non del comune), così come gli interventi sulla raccolta dei rifiuti, anch’essi demandati dalla legge e dal piano dei rifiuti all’ambito territoriale ottimale, che anche in questo caso coincide con la provincia.

Quello che però mi desta maggiori preoccupazioni è il vostro intento di “ristrutturare” il piano urbanistico comunale con indicazioni del tutto generiche (ed in alcune parti astruse: che cosa vuol dire – ad esempio – che i parametri urbanistici devono essere “logicamente correlati con la realtà territoriale e sociale concretamente indagata”??) o altre, come la diminuzione della superficie degli alloggi, che ritengo del tutto sbagliate.

Poiché è evidente che attorno alla gestione del territorio si condensano attenzioni ed appetiti speculativi, che come ho detto all’inizio sono stati addirittura alla base della svolta centrista di Renato Zunino, sarebbe stato necessario sul punto essere un po’ più chiari e dire ad esempio  che il territorio comunale non sopporta ulteriore espansione edilizia se non si vuole trasformarlo in una periferia cittadina stretta tra Genova e Savona (e quindi non prevedere edificazioni in Roglio).

 

E’ ben vero che dite anche, e di questo bisogna darvene atto, che le decisioni dovranno essere sottoposte al vaglio dei cittadini, ma chi si presenta agli elettori  per chiedere il loro consenso ha il dovere di essere chiaro e preciso nelle proposte che intende realizzare.

Un altro punto che mi destato perplessità, e sul quale pure manca una certa chiarezza, è quello della partecipazione. Infatti a fronte di esplicite dichiarazioni di principio in favore della democrazia diretta non riesco ad individuare poi proposte concrete in questa direzione ed i “gruppi di programmazione”, come li chiamate, non mi sembrano altro che la riedizione dei gruppi di lavoro dell’Agenda 21 Locale avviati nel 1997/98 e poi ripresi anche (per il vero con scarsa convinzione) dall’ultima amministrazione.

Sembra inoltre di capire che gli attuali consigli di zona vengano eliminati e sostituiti con un più generica “Consulta delle frazioni” mentre per quanto riguarda il difensore civico non si dice che deve essere eletto direttamente dai cittadini (ma probabilmente questa è una dimenticanza).

Infine sulla sicurezza mi dispiace che proponiate una soluzione da “Grande Fratello” (le telecamere da tutte le parti) piuttosto che la vera prevenzione fatta attraverso l’integrazione ed i servizi sociali e culturali.

Inoltre avrei letto volentieri un richiamo ai diritti degli stranieri e dei migranti (ad esempio attribuendo loro il diritto di voto ai referendum comunali o di partecipazione alle scelte amministrative), ma nel vostro programma si parla sempre e solo di cittadini, sia pure con la “C” maiuscola.

La cosa che però mi ha destato maggiori perplessità è l’affermazione (a pagina 13) su “trentacinque anni di potere ingessato” che avrebbero portato alla “disgregazione sociale della nostra comunità” e “all’individualismo imperante” .

Non credo proprio che si possa sostenere ciò e probabilmente, vista anche la vostra giovane ètà, non è una affermazione che proviene da voi.

E’ ben vero che in campagna elettorale non si può andare troppo per il sottile e che sono concesse polemiche e forzature, ma sostenere che Celle sia in una fase di “disgregazione sociale” e che imperi l’individualismo mi sembra proprio fuori luogo.

Se è anche vero che negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un annacquamento della capacità di amministrare e se è ancora vero che l’ultima amministrazione non ha certo brillato per innovazione e chiarezza non si può certo parlare di 35 anni di “potere ingessato”.

Non si può farlo perché in questi 35 anni il paese è stato profondamente trasformato e modernizzato ed anche perché, a fronte di un individualismo che si è fatto strada in tutta la società (non solo a Celle), esiste nel paese un tessuto sociale ed associazionistico forte sia nel campo del volontariato (Croce Rosa, AVIS, Protezione civile, ecc.) che in quello sportivo e culturale, con oltre una ventina di associazioni e centinaia di aderenti che organizzano iniziative ed attività rivolte ai giovani ed agli anziani.

E benché la crisi culturale colpisca anche da noi non mi sembra si possa parlare di disgregazione sociale, anzi Celle tra le realtà del savonese è uno dei comuni maggiormente dotato di servizi gratuiti o a costi minimi alle famiglie ed alle persone in difficoltà (pensiamo all’assistenza agli anziani ed ai diversamente abili, al prescuola ed al doposcuola, alla studio-teca, alla ludoteca, al campo solare, all’informagiovani, ecc.).

Parlare di 35 anni di potere ingessato è poi anche una indelicatezza rispetto al vostro candidato sindaco, che è stato assessore dal 1990 al 1995 (ma presente in modo attivo già da prima nella maggioranza politica di sinistra e centro sinistra che amministrava), ed al quale si devono alcuni dei servizi che citavo prima (studio-teca, già pronto soccorso didattico, informa giovani).

Nell’incontro pubblico al quale ho assistito un vostro non giovane candidato, tra altre affermazioni demagogiche, ha anche detto che da parecchio tempo a Celle tutto va male e che voi risolleverete le sorti del paese.

Niente da dire (come ho già anticipato in campagna elettorale le forzature sono lecite) se non fosse che quel candidato è stato anche sindaco fino al 1975 ed allora mi piace ricordargli (e ricordare a voi, che in parte non eravate ancora nati) che cosa era Celle fino al 1975.

In quel periodo a Celle non vi era alcun campo da calcio comunale (né grande né piccolo) ed i ragazzi giocavano per strada o davanti alla parrocchia, non vi era alcuna palestra (né quella delle scuole elementari né quella della Natta), il bocciodromo in località Cravieu era scoperto, non vi era la pista di atletica e non vi erano altre strutture sportive, non vi era assistenza domiciliare agli anziani ed ai diversamente abili, non vi era la biblioteca né il centro sociale, mancava spesso l’acqua d’estate perché l’acquedotto comunale non era provvisto di un numero adeguato di vasche di raccolta e non vi era il collegamento con Albisola, non vi era ovviamente la ludoteca, la studioteca e l’informagiovani, il piano regolatore comunale (peraltro approvato solo pochi anni prima con il voto determinante  del partito comunista che era all’opposizione) prevedeva diverse lottizzazioni private ed alla Ravezza era in atto una lottizzazione di fatto nata all’ombra di un nugolo di licenze singole, la spazzatura bruciava in una discarica a cielo aperto,non vi era alcuna forma di partecipazione popolare alle scelte amministrative, venivano negati gli spazi pubblici ai partiti di opposizione senza alcuna motivazione (per essere precisi la zona di Cravieu per la festa dell’Unità del 1974).

Potrei continuare, ma mi fermo qui.

Questo non per spirito polemico, anche perchè concordo con voi che sia necessaria una correzione di rotta rispetto al recente passato, ma per evidenziare che non bisogna dimenticare mai quanto di buono è stato fatto in questi anni, che voi avete definito così infausti.

E bisogna anche sapere come era Celle fino a 35 anni fa, quando il partito del cemento era la Democrazia Cristiana che nei primi anni ’60, insieme alla indiscriminata edificazione di intere zone del paese (via Lanza, villaggio degli Ulivi, via Trento, ecc.) aveva previsto un piano regolatore bocciato dal ministero dei lavori pubblici che prevedeva a Celle costruzioni per 105.000 (sì, proprio 105.000!!) abitanti (ci sono ancora gli atti in comune).

Naturalmente non tutti nella DC erano a favore di questo e bisogna dare atto che a partire dall’amministrazione di Luisa Donadeo Russo vi è stata una seppur parziale inversione di tendenza.

Tornando a noi, nonostante queste mie perplessità siete comunque l’unica lista alla quale potrei dare il voto (nonostante che ci siano alcuni candidati che – invece che al futuro – appartengono più ad un passato remoto che spero non ritorni), perché come ho scritto all’inizio il vostro programma contiene diversi lati positivi e perché il cambiamento che proponete, se gestito con la partecipazione dei cittadini e con lo spirito da voi indicato può essere sicuramente utile per il paese.

Con stima

Celle ligure, 5 giugno 2009

 Sergio Acquilino