AMBIENTALISTI SAVONESI DEL MODA
INQUINAMENTO DELLA CENTRALE TIRRENO
POWER DI VADO – QUILIANO
E LA POSIZIONE DEGLI ENTI LOCALI SAVONESI
ll MODA, nel riproporre tutte le critiche più volte ribadite agli enti locali savonesi (Comuni di Vado L., Quiliano, Provincia ecc.) nei loro rapporti con ENEL Ente di Stato dagli anni ’70, ’80, ’90 e 2000, non può che ancora una volta ribadire come il nuovo rapporto con l’industria privata Tirreno Power da parte degli stessi Enti locali si sia ulteriormente caratterizzato da ancora più gravi cedimenti.
Infatti non comprendiamo:
1.
Perchè gli Enti locali savonesi non hanno più deliberato, come invece fecero con
l’Enel Ente di Stato nei loro Consigli comunali e provinciali, per il
“Depotenziamento e completa metanizzazione” di questa “Centrale in città” come
richiesto dalla “Commissione scientifica di
Spotorno” presieduta dal proff. Mattioli, Scalia, Cortellessa (Istituto
Superiore di Sanità) e altri scienziati nel maggio 1988. Solo il Comune di
Spotorno nella delibera comunale del 31 Maggio 2007 ricorda
il “Depotenziamento”.
2.
Perchè gli Enti locali savonesi, altro che depotenziamento e totale
metanizzazione, di fatto hanno passivamente accettato ancora il carbone ed il
potenziamento della centrale da 1280 Mw
agli attuali 1420 Mw con il
progetto di un nuovo gruppo a carbone da 460 Mw per arrivare poi eventualmente a
ben 1900 Mw.
3.
Perchè gli Enti locali savonesi non hanno “almeno” fatto demolire una delle due
ciminiere come era previsto negli accordi da loro sottoscritti e ci troviamo
oggi con ben quattro ciminiere .
4.
Perchè gli Enti locali savonesi ancora oggi non hanno una rete di monitoraggio
adeguata a valutare la qualità dell’aria in provincia di Savona come prescritto
dalla più recente normativa (vedi
DM 60/02) in particolare nei Comuni di Vado e Quiliano sedi della centrale a
carbone.
5.
Perchè non è stata respinta come irricevibile, con ricorso al Consiglio di Stato
da parte degli Enti locali, il progetto
di Tirreno Power per un nuovo guppo a carbone da 460 Mw verificata la non
applicabilità dell’Art. 1 della Legge 9/04/2002 n°55 “Misure urgenti per
garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale”, utilizzato da Tirreno
Power per imporre il nuovo gruppo a carbone, in quanto oggi in Italia si
riscontra una forte eccedenza di potenza termoelettrica installata rispetto al
fabbisogno attuale e futuro.
Ormai ci siamo convinti di quanto affermato dall’ex vicesindaco di Vado riguardo
alla ristrutturazione ancora a carbone della centrale Tirreno Power :” ...si è
fatto qualcosa ma dietro a Tirreno Power c’è De Benedetti che finanzia alcune
correnti politiche” (Il Secolo XIX del 28/05/2004).
Savona, Giugno 2008
M.O.D.A.
Movimento di Opinione Difesa Ambiente
Savona