Difesa della salute dall'inquinamento ambientale: delega o partecipazione?

 

Ero presente all'assemblea pubblica di Valleggia citata nella lettera dell'ing. Ozenda e devo ammettere di aver rilevato anch'io i limiti dell'operato del comitato promotore dell'iniziativa quando, a fronte di una denuncia così forte e circostanziata come quella presentata dai relatori, traeva la conclusione che l'unica cosa da farsi fosse rivolgersi ancora a magistratura ed enti istituzionali, ignorando i tempi biblici della prima, oltre ad una notevole capacità di insabbiatura al suo interno, e l'assoluta mancanza di autonomia e democrazia dei secondi, visto l'esempio del referendum sulla piattaforma perso, ma tranquillamente ignorato, in quel di Vado Ligure pochi mesi fa.

Ho anche provato, ponendo una domanda, ad evidenziare questa contraddizione, ma nella risposta il rappresentante dell'associazione ha ribadito le proprie convinzioni, sostenendo praticamente che quella è la strategia del comitato e che chi non è d'accordo può benissimo organizzarsi in modo alternativo.

Personalmente credo che su questi temi la popolazione abbia il diritto di esprimere le proprie scelte, che il diritto alla salute non possa essere considerato un optional, valido solo quando si supera il 51 % dei consensi, e che vada esercitato anche quando a mobilitarsi sono una minoranza, peraltro neppure esigua, dei cittadini.

Ho però attribuito ai promotori una sorta di timore, probabilmente legato alla loro estrazione politica o individuale, a chiamare a raccolta le popolazioni in una forte mobilitazione che imponesse ai governatori locali scelte diverse, forse preoccupati per il fatto che una volta messo in moto questo meccanismo potesse assumere una propria autonomia e diventare un metodo da applicare anche su altre questioni.

Il fatto comunque che questo comitato si autolimiti a un'attività di denuncia, pubblica e legale, credo però non tolga nulla all'importanza delle iniziative che ha messo in piedi, e che gli vada riconosciuto il merito di aver portato a conoscenza dei cittadini la grave situazione che la provincia di Savona sta vivendo, risultato ottenuto scegliendo per relatori tecnici e medici non solo coraggiosi ma anche particolarmente precisi nel documentare le loro affermazioni.

Nè va sottovalutato l'impegno profuso da questa associazione per organizzare al meglio, ed ottenendo in questo modo grande partecipazione di pubblico e ampio risalto anche sui media locali, le conferenze di questi mesi.

Sono pertanto d'accordo che l'operazione di denuncia, da sola, non sia sufficiente a fornire soluzioni, ma credo che questo si possa affermare anche senza sminuire l'importanza della diffusione di questi dati.

La scarsa capacità di elaborare proposte alternative coerenti e credibili, cioè sufficientemente radicali da affrontare il problema alla radice e dotate del consenso sufficiente per essere ritenute applicabili, credo sia legata anche al fatto che il movimento locale su questi temi sia nato da troppo poco tempo e debba ancora maturare una propria visione d'insieme.

Legarsi oltretutto ad una unica proposta, per di più sponsorizzata da una azienda, farebbe correre al movimento il rischio di essere accusato di essere strumentalizzato e preda di interessi economici particolari.

Credo quindi che possiamo essere grati all'ing. Ozenda per il suo impegno nel campo della produzione di energie alternative alla combustione,  ma che il movimento per la difesa della salute e dell'ambiente debba maturare da solo le proprie scelte senza diventare lo sponsor di questa o quella ditta.

per Medicina Democratica, movimento di lotta per la salute il referente locale Maurizio Loschi