Dal Chirurgo all'avvocato.... Ma non cambia il risultato!!!
Eh si, sembra che dopo la deludente prestazione dell'ormai ex Ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, chirurgo di professione, il nuovo Premier abbia voluto cambiare completamente aria. A Viale Trastevere è approdata infatti Mariastella Gelmini, che di professione è avvocato, nulla di più lontano quindi dal devoto seguace di ippocrate (?). Se col medico di mezza età non è andata bene a Prodi, deve aver pensato il Silvio nazionale, andrà bene a me con la giovane avvocatessa! Visti i precedenti, forse, una maggior riflessione non sarebbe stata una cattiva idea. Non c'è dubbio, infatti, che la signora Moratti sia un'imprenditrice di prim'ordine ed un valente amministratore pubblico, non altrettanto si può dire della sua prova romana. Che volete farci, la tendenza di Silvio a scegliere le signore con il "cuore" e non con la testa non si smentisce mai tantomeno se si tratta di un posto da Ministro. E' pur vero che con un Italia che invecchia sempre più e con un tasso di natalità ai minimi storici il Ministero dell'Istruzione non è degno delle stesse cure riservate a quello della Previdenza Sociale, il futuro dell'Italia (ed il più grande bacino di voti) è rappresentato non già dai giovani ma dagli anziani! Si potrebbe allora dire che in termini di valutazione Costi-Benefici l'ennesimo fallimento all'istruzione sia tutto sommato tollerabile e di impatto minimo sulla solida credibilità dell'esecutivo. Se i nomi buoni da spendere non sono tanti, meglio allora spenderli nei posti che contano (e l'Istruzione non è uno di questi nda.). Mariastella Gelmini, appena insediata al Ministero, ha dovuto confrontarsi con due prove impegnative (riconducibili de facto all'eredità del suo predecessore): I redivivi esami di riparazione, ed il secondo round della nuova maturità. Entrambi i provvedimenti, frutto della "mente" del Ministro Fioroni, erano sostanzialmente motivati dalla mera volontà politica. Nella frenesia normativa, conseguente ad un posto da ministro reso vacillante da una maggioranza instabile, l'obbiettivo del Ministro Fioroni era l'atto fine a se stesso, non i risultati. Legiferare, legiferare sempre e ad ogni costo. Questo sembrava essere il motto di Giuseppe Fioroni. Da una simile dissennata volontà sono scaturiti due mostri giuridici di proporzioni epiche che hanno rovesciato la loro valanga di norme, spesso incongruenti o incomprensibili, sulle spalle di docenti e studenti. Per primo l'esame di Maturità, modificato senza alcuna copertura economica, reinserendo le famigerate commissioni esterne a tre mesi dall'effettiva attuazione (Marzo 2007). Il secondo atto è andato in scena quest'anno con la reintroduzione degli "esami di riparazione" più o meno mascherati da un demagogico sistema di sospensione del giudizio. Un disordinato fastello di disposizioni normative, insomma, tale da mettere in crisi anche il migliore degli avvocati, non però Mariastella Gelmini! Invece di sospendere l'attuazione dei provvedimenti in attesa di una riforma organica che mettesse ordine nell'intera materia (come peraltro ha fatto il Ministro Matteoli con la disastrosa riforma del Codice della Strada proposta a suo tempo da Enzo Bianco) la Gelmini ha pensato bene di intervenire con alcune Circolari le quali rendessero più "chiara e comprensibile" la modalità applicativa delle riforme. Ciò che ne è risultato è stato il caos. Sì, perchè forse non tutti sanno che le Circolari Ministeriali (come più volte ribadito dalla Suprema Corte di Cassazione) non sono affatto fonti normative e non possono in alcun modo integrare o modificare fonti di primo grado quali leggi o decreti. Atti di indirizzo amministrativo, quali le circolari, hanno poi valenza ancor più dubbia nell'ambito di un'autonomia scolastica di ampio respiro garantita per legge agli istituti. Alcuni dirigenti, ignari della differenza tra un sistema democratico ed un sistema totalitario, hanno pensato -temendo le ire del Ministero- di conformarsi alle disposizioni, altri -più scaltri o magari sottilmente "rivoluzionari"- le hanno semplicemente disattese. Sembra che il principio di eguaglianza formale, sancito dall'articolo 3 della nostra costituzione, non valga per il mondo della Scuola, per non parlare delle famose "tre E" (efficienza, economicità ed efficacia) che dovrebbero caratterizzare la Pubblica Amministrazione. Se non fosse bastata questa suprema prova di affidabilità, a rincarare la dose sono giunti -puntuali come non mai- gli errori nelle prove di maturità. Prima un grossolano e patetico errore nella interpretazione di Eugenio Montale, una versione di Greco "decurtata" di un termine chiave per la traduzione ed una prova di Inglese scaricata da Internet senza apportarvi la minima correzione. Ciò che più spaventa, in tutto questo, è che alla preparazione delle prove di maturità un pool di esperti (lautamente retribuiti alla faccia delle consulenze del Ministro Brunetta) ha lavorato per mesi. E così anche la Maturità presta il fianco ai minacciosi ricorsi del Codacons, pronto ad intervenire in caso di valutazioni non gradite agli studenti. Per concludere, un dato statistico che fa riflettere. Con l'introduzione degli esami di riparazione entro settembre gli studenti con debito formativo si sono ridotti della metà! Qualcuno crede nei miracoli?? Alla luce di tutto questo, non c'è da stupirsi se la sanità prima e la giustizia poi sono due dei giganti dai piedi d'argilla della nostra povera Repubblica. Dal chirurgo all'avvocato, davvero, non cambia il risultato.
G. Marino.