Commenti al PUC del Presidente della Commissione Urbanistica di Altrasavona,
Arch. Piergiorgio CASTELLARI
Ancora una volta, anche con la vicenda P.U.C., l’Amministrazione Comunale di
Savona dimostra di aver perso la bussola del buon governo portando a conclusione
l’iter di approvazione del piano urbanistico in maniera sorprendentemente
antidemocratica, senza aver minimamente informato i cittadini di quanto si sta
decidendo nelle segrete stanze del palazzo.
Sia chiaro subito: dal punto di vista formale tutte le carte sono a posto e le
procedure correttamente espletate; né avevamo dubbi in proposito, considerata
l’elevata qualità professionale del dirigente dell’urbanistica e dei suoi
collaboratori.
Non è quindi la regolarità amministrativa che si vuol mettere in discussione,
bensì la correttezza nei confronti dell’opinione pubblica savonese che ha tutto
il diritto di essere informata ed eventualmente intervenire con contributi
costruttivi, sulle scelte delicate ed importanti che si stanno per compiere e
che andranno ad incidere direttamente sulla vita quotidiana della popolazione
savonese.
Nella vicenda P.U.C. quello che assolutamente è mancato e manca è il
coinvolgimento della gente e l’informazione dettagliata e trasparente sulle
scelte che si stanno compiendo. Il problema quindi non è di tecnica urbanistica
ma di politica urbanistica, in quanto già durante la fase di elaborazione del
P.U.C. fino all’adozione del progetto preliminare, l’informazione è stata del
tutto inadeguata (alcune frettolose e superficiali assemblee nelle
circoscrizioni, svolte in modo molto burocratico e solo perché la legge lo
imponeva …).
In ogni caso la gente è stata informata quando le decisioni politiche erano già
state prese e le pseudo-consultazioni sono state fatte per aspetti secondari,
sul come un certo intervento va fatto, non su cosa debba essere fatto; si è
fatto tutto il contrario di quel che si dovrebbe fare!
Infatti, il cosa è politico; il come è invece tecnico.
E
la partecipazione del cittadino può soprattutto essere politica, non tecnica.
Alle critiche che già le erano state rivolte al momento dell’adozione del P.U.C.
l’Amministrazione aveva cercato di riparare promettendo una vasta partecipazione
popolare durante la fase di discussione sulle osservazioni presentate dai
cittadini: quella sarebbe stata la vera occasione di partecipazione democratica
e consapevole alle scelte urbanistiche che l’Amministrazione Comunale stava
predisponendo. E invece cosa sta accadendo? … la Giunta Municipale sta facendo
tutto al rovescio, tenendo tutto nascosto nelle segrete stanze e cercando di
inculcare nell’opinione pubblica che anche il cosa fare sia dovuto ad un sapere
tecnico-scientifico da addetti ai lavori e quindi sottraibile alla gente e reso
opaco, mentre è lì che dovrebbe esserci trasparenza, chiarezza, partecipazione,
perché è lì sono fatti politici.
L’Assessore ha annunciato in modo trombonesco che ormai siamo in dirittura
d’arrivo e che presto il P.U.C. sarà operante. Ma di questi proclami non abbiamo
bisogno, sarebbe stato meglio che l’Assessore avesse prima illustrato i criteri
con cui la Giunta intendeva affrontare le problematiche sollevate dalle
osservazioni dei cittadini, aprendo un dibattito-confronto che avrebbe potuto
sviluppare anche interessanti e concreti contributi innovativi al fine di
ottenere uno strumento urbanistico più coerente con le esigenze della società
civile, prestando orecchio anche a tutti coloro che, non essendo “costruttori
amici”, difficilmente riescono a far sentire la loro voce nelle sempre più
segrete ed impenetrabili stanze del palazzo.
Per quanto si è potuto capire dagli elaborati pubblicati come progetto
preliminare il P.U.C. manca di respiro strategico, non si intravedono linee di
sviluppo futuro del territorio che possano anche solo lontanamente far pensare
ad una diversa e più virtuosa gestione delle nostre risorse territoriali; forse
la nostra comunità avrebbe bisogno di ben altro per poter intravedere uno
sviluppo futuro più roseo che ci faccia uscire dall’attuale situazione di
isolamento e torpore. Non solo mancano le ipotesi per il futuro, mancano anche
proposte concrete per la soluzione di problemi più contingenti e fortemente
sentiti dalla popolazione come un sistema integrato di parcheggi, una seria
programmazione delle più importanti infrastrutture urbane e interurbane nonché
l’individuazione di aree per l’edilizia pubblica agevolata e convenzionata
ovvero per quella da destinare al mercato della locazione.
Basterebbe questo per evidenziare quanto un dibattito approfondito sarebbe stato
necessario.
Certo esiste un’emergenza P.U.C.: la città ha bisogno urgente di un nuovo
strumento urbanistico generale, non tanto per far partire nuove e discutibili
operazioni immobiliari, quanto per andare incontro ai problemi di gestione
quotidiana del territorio che non può essere più affidata ad uno strumento che
risale ad oltre trent’anni fa!
Ma la vicenda P.U.C. sembra procedere in modo profondamente antidemocratico,
evitando il dibattito ed il confronto, cercando di mettere tutti di fronte al
fatto compiuto. Sarebbe auspicabile che la Giunta ci ripensasse e, prima di
chiudere definitivamente i giochi, manifestasse un po’ di sensibilità
democratica aprendo un minimo di dibattito anche con la gente e non soltanto con
gli addeti ai lavori.
ALTRASAVONA- Commissione Urbanistica (
www.altrasavona.it )
Il Presidente Arch. Pier Giorgio CASTELLARI