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10 Giugno 2008
IERI IN TRIBUNALE L’ULTIMO CAPITOLO DI UNA VICENDA COMINCIATA NEL 1998 Carisa-Carige, storia chiusa |
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| [FIRMA]MARCO RAFFA LA STAMPA SAVONA Ultimo capitolo, ieri, della vicenda Carisa-Carige che da anni si trascina, tra fasi alterne, da un piano all’altro del Palazzo di Giustizia di Savona. Come largamente previsto, il procedimento davanti al collegio si è chiuso con «un non doversi procedere per intervenuta prescrizione». Un’udienza brevissima, il processo tecnicamente non si è neppure aperto, è bastata per dire la parola fine a una vicenda che per anni ha coinvolto i palazzi del potere a Savona, Genova e Firenze. E che aveva avuto un iter giudiziario particolarmente travagliato. Nel maggio 2007 il fascicolo era arrivato una seconda volta davanti al gip Chiara Venturi che - avendo già firmato nel giugno 2006 il rinvio a giudizio di sette imputati, poi azzerato in seguito a un’eccezione dall’avvocato Fausto Mazzitelli - aveva dichiarato la sua incompatibilità. A novembre 2007 la pratica era finita davanti al giudice Gianfranco Arnaud che, su richiesta del sostituto Alberto Landolfi, aveva rinviato a giudizio per turbativa d’asta e abuso d’ufficio del presidente di Banca Carisa Spa, Franco Bartolini, e per la sola turbativa d’asta il presidente della Fondazione Carisa Luciano Pasquale, l’ex presidente Gianfranco Ricci (in carica nel ‘99) e gli ex consiglieri Giancarlo Zunino, ex sindaco di Spotorno, Giovanni Veirana di Savona (poi stralciato), Francesco Maria Careddu e Alessandro Garbarino di Roma. A dicembre 2007 c’era stata una prima udienza, subito rinviata al febbraio 2008 per un vizio di notifica a due imputati. L’11 febbraio i difensori Mazzitelli e Scopesi avevano presentato numerose eccezioni ottenendo il rinvio a ieri mattina. Quando il procedimento era ormai definitivamente caduto in prescrizione. Tra il ‘98 e il ‘99 l’acquisizione da parte di Banca Carige della Cassa di Risparmio di Savona fu al centro di una serie di contestazioni. Già proprietaria del 40 per cento circa del capitale sociale Carisa, Carige arrivò all’acquisizione della maggioranza delle azioni (un altro 56%) «soffiando» l’affare - secondo l’accusa - alla Banca Toscana che aveva già avviato una trattativa acquistando circa un milione di azioni di Carisa. Di questa svolta vennero accusati i vertici della Fondazione mentre la Banca Toscana aprì un contenzioso, poi risolto in sede civilistica. Ieri l’ultima parola anche in sede penale. |
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