COMUNICATO STAMPA

 La Legge 11 ottobre 2001 n. 391 ha ratificato l’Accordo siglato a Roma il 25 novembre 1999 tra Italia, Francia e Principato di Monaco, relativo alla creazione nel Mediterraneo di un santuario per i mammiferi marini.

L'area del Santuario Internazionale per la Tutela dei Cetacei (comunemente detto Santuario dei Cetacei) si estende per circa 96.000 kmq ed è delimitata a ovest da una linea congiungente la foce del fiume Rodano e Capo Falcone in Sardegna e a est da una linea congiungente Capo Ferro in Sardegna e Fosso Chiarone in Toscana.

Il Whale Watching, ossia l'attività di avvistamento e di osservazione dei cetacei nel loro ambiente naturale, ha fatto sì che ogni anno arrivassero nella nostra regione decine di migliaia di turisti provenienti da diverse parti del mondo. La Liguria si trova infatti al centro del Santuario e il Mar Ligure è la zona del Mediterraneo a più alta concentrazione di cetacei. In particolare Porto Maurizio rappresenta un ottimo punto di partenza per raggiungere il tratto di mare, 15 - 20 miglia al largo, dove viene registrato il maggior numero di avvistamenti.

Tenuto conto di questa situazione il Consigliere regionale Franco Bonello, Presidente del Gruppo “Unione a Sinistra - Sinistra europea”, aveva presentato nei mesi scorsi un’interrogazione per sapere se era vero che Porto Maurizio rischiava di perdere l’attività di Whale Watching e se, eventualmente, la Regione Liguria aveva intenzione di attivarsi per evitare tale perdita.

Nel frattempo la Bluwest, la cooperativa che organizzava le escursioni nel Santuario dei Cetacei, è stata costretta a chiudere, soprattutto a causa del calo dei turisti e dell’aumento del greggio. Una dozzina di persone, che costituivano l’equipaggio della flotta Bluwest, ora sono a casa senza lavoro; con loro anche cinque stagisti universitari, che accompagnavano i turisti in mare a bordo della motobarca “Corsara”. Quest’ultima ha fatto rotta verso Genova, a disposizione della “Liguria Via Mare”, la quale al momento non ha previsto escursioni con partenza da Imperia.

Oggi in Consiglio regionale è stata portata in discussione l’interrogazione di Bonello, il quale ha dichiarato: “Il Comune di Imperia non ha mai sostenuto seriamente il Whale Watching: non ha erogato adeguati contributi e non ha nemmeno fornito un’opportuna segnaletica. Imperia e la Liguria rischiano così di perdere una grande occasione per far conoscere ai turisti e non solo un’area marina dall’inestimabile valore turistico e, soprattutto, naturalistico”. Il Consigliere ha concluso ribadendo la necessità che la Regione intervenga al più presto.