Il debito dell’Acts costa
4,5 milioni ai savonesi

Il Comune approva la ricapitalizzazione della società

SAVONA LA STAMPA
Il Consiglio comunale ha approvato il piano di ricapitalizzazione dell’Acts con 26 voti a favore, 11 astensioni e 2 voti contrari. Il principale azionista dell’azienda dei trasporti ha detto sì alla cura proposta dal nuovo presidente Marson: Comune e Provincia dovranno versare 10 milioni di euro, che serviranno in parte per coprire le perdite accumulate dall’azienda dei bus negli ultimi anni (4, 5 milioni) e in parte per finanziare nuovi investimenti (5, 5 milioni). Inoltre gli enti dovranno far fronte ad un aumento di capitale di 4, 3 milioni fra il 2008 e il 2010, mentre dal 2011 al 2023 si impegneranno a versare 660 mila euro l’anno.
Martedì sera in Consiglio lungo e aspro dibattito con dure critiche alla vecchia gestione dell’Acts. Polemiche che però non hanno mai messo in dubbio il via libera al piano industriale e alla ricapitalizzazione. Solo due consiglieri, entrambi del gruppo di Forza Italia al momento del voto hanno disatteso quella che era la linea concordata dall’opposizone, vale a dire quella dell’astensione. Romagnoli e Marino, infatti, hanno votato contro il piano.
Prima della votazione, però, la discussione era stata molto accesa.
Tra gli altri sono intervenuti il consigliere Vincenzo Delfino che più di altri ha criticato la vecchia gestione dell’azienda, quella che faceva capo al presidente Delbene. Sulla stessa linea anche le posizioni di Fabio Orsi e del socialista De Cia. Il consigliere di Forza Italia, Alfredo Remigio aveva posto l’accento sulla necessità di rilancio dell’Acts anche per garantire un futuro alle 350 famiglie dei dipendenti. «E’ a rischio non solo la sopravvivenza dell’azienda, ma anche di chi ci lavora».
Accorato il discorso del sindaco Berruti: «Le nostre priorità per il rilancio di Acts erano quelle di confermare la proprietà pubblica, la gestione pubblica del servizio, la difesa dei posti di lavoro, il contenimento delle teriffe. Ci siamo resi conto che c’erano delle responsabilità da parte della precedente gestione, ma abbiamo voluto evitare in ogni modo la logica del capro espiatorio e al tempo stesso anche che ci fossero dei colpi di spugna».
«Ci siamo assunti delle responsabilità precise - ha detto ancora il sindaco Berruti - abbiamo cambiato il consiglio di amministrazione e la linea di management. Oggi l’azienda sotto la guida di Paolo Marson ha una nuova identità e chiunque può verificarlo».