Nome: Marco

Cognome: Ghisolfo

Età: 22 anni (nato a Genova il 20 Maggio 1987)

Tendenza politica: Milito nel PDL (provenienza Forza Italia) e il mio pensiero si rif al “cristianesimo democratico”

Sei Favorevole all'ampliamento, attraverso il carbone, della centrale di Vado? “Non sono un esperto della materia e per questo fornisco una risposta conscio dei miei limiti intellettuali. L’ampliamento della centrale di Vado Ligure è una tematica che senza alcun dubbio coinvolge la Regione: il nostro tenore di vita ha assunto livelli inimmaginabili fino a qualche decennio fa. C’è assolutamente bisogno di energia e su questo punto credo che chiunque sia d’accordo. A mio giudizio bisogna trattare seriamente con la Tirreno Power per ottenere delle garanzie sull’impatto ambientale. Le fonti cosiddette “rinnovabili” non possono certo essere la bacchetta magica per la soluzione del problema: ci sarà un motivo se in Germania stanno dismettendo diverse centrali eoliche e i pannelli solari non hanno avuto un grande successo. Il rapporto tra costi e risultati è insoddisfacente. Si potrebbe a mio giudizio utilizzare il metano al posto del carbone: il carbone, secondo studi scientifici che ho avuto modo di visionare, produce CO2 in misura quattro volte superiore rispetto al gas metano e due volte di più rispetto al petrolio, senza contare problemi di radioattività e di nano particelle che vengono assorbite dalle cellule del corpo umano. Bisogna quindi puntare sulla ricerca e cercare nuove soluzioni che trovino un giusto equilibrio tra il progresso e la tutela dell’ambiente: mai più azioni a danno della salute dei Savonesi!”

Sei Favorevole alla Margonara? “Come prima non mi ritengo un esperto, ma questa tematica mi trova fortemente critico. Il progetto della Margonara, a mio giudizio, è un’opera faraonica non necessaria con un notevole impatto ambientale. Occorre contemperare le esigenze di sviluppo salvaguardando al contempo gli ecosistemi costieri e marini. La presenza di specie bentoniche nella zona in oggetto è di molto superiore rispetto alla restante costa savonese e si possono ammirare una grande varietà di flora e fauna vista la varietà dei fondali. Ammetto che è diverso tempo che non mi reco in queste zone (saranno circa 5 anni), ma ricordo una fiorente prateria di “Poseidonia” che rende unica questo scorcio della Liguria: una delle poche sopravvissute all’industrializzazione. Qui non parliamo di salvare un po’ di “alghe”… la “Poseidonia” costituisce rifugio per i piccoli di diverse specie di pesci, fornisce ossigeno all’ambiente marino, regola le emissioni di anidride carbonica prodotta dall’uomo, protegge la costa dall’attività di erosione e costituisce fonte di nutrimento per diverse specie animali. Quest’opera, inoltre, comprometterebbe lo scoglio della Madonnetta che, tra le altre cose, è sede di una delle due colonie di “Madreporari” presenti in Italia. Altro dubbio che mi assilla consiste nelle problematiche idrogeologiche da risolvere. Da quanto ho visionato del progetto, non ritengo che esso presti sufficiente attenzione alla delicatezza paesaggistica dell’area di cui stiamo trattando. Sono contrario all’attuazione del piano visto lo stato delle cose anche perché la trasformazione prevista dall’architetto Fuksas sarà irreversibile. Nella mia beata ignoranza, infine, considero di pessimo gusto la torre-faro prevista e mi domando come si possano avvallare delle oscenità del genere.”

Pensi che la costa sia troppo cementificata? “Il problema della cementificazione è molto serio poiché c’è una vera esigenza di costruire edifici ed abitazioni. La tematica in oggetto, a mio parere, andrebbe affrontata rivolgendo l’attenzione non tanto al se, ma a come costruire questi edifici e queste abitazioni; l’ecoedilizia e le case in legno sono il futuro immediato: sono ciò che ci consente di convivere con i terremoti e soprattutto di evitare la devastazione della natura. Un evidente disagio connesso alla cementificazione, consiste nell’erosione di alcuni settori di costa con il conseguente accumulo di detriti in altri luoghi. Questi problemi potrebbero proporsi anche a riguardo della spiaggia sottomarina e non solo di quella emersa. L’inconveniente potrebbe essere superato con la creazione di opere di difesa, ma queste, se non fatte a regola d’arte, potrebbero rischiare di creare un paesaggio molto artificiale se non portare, addirittura, a risultati opposti a quelli sperati.”

Cosa pensi dei dirigenti della tua parte politica? “Rispondendo a questa domanda immagino che a molti fischieranno le orecchie. Coloro che mi conoscono sanno che io sono una persona che pretende molto: se abbiamo fatto 7 io dico che si poteva fare 8. La leadership del Ministro Scajola è senza alcun dubbio un bene per la nostra terra e quindi non posso che essere soddisfatto del suo operato. Il PDL è un partito che, a differenza del PD, è nato come tale da pochi mesi, ed è quindi a mio giudizio ancora presto fare un bilancio della nuova dirigenza. Posso però dire che i panni sporchi vanno lavati in casa e per questo non condivido assolutamente le prese di posizione pubbliche che hanno assunto diversi dirigenti per tematiche interne al partito. I dirigenti dovrebbero avere come fine il solo bene del partito e, di conseguenze, del Paese. Colgo l’occasione per augurare un buon lavoro alla dott.ssa Roberta Gasco quale nuovo responsabile del PDL per la Provincia di Savona.”

Secondo te, i giovani nei partiti politici savonesi, meriterebbero più spazio? “I giovani dovrebbero essere presi di più in considerazione: essi sono la futura classe dirigente e l’elettorato dei prossimi decenni. Se un’idea vuole essere vincente deve quindi avere una visione a lungo termine: ci rimproverano di non avere esperienza e di essere “menefreghisti”… ma come possiamo farci valere se non ce ne danno la possibilità e in molto casi non ci ascoltano? I partiti dovrebbero diventare dei moderni ambienti di formazione: il giovane che vuole fare Politica deve avere la possibilità di effettuare un percorso di crescita politica e culturale. Ciò dovrebbe avvenire nel suo pieno rispetto e permettendogli di essere messo alla prova (magari prima dei 30 anni!). Questo percorso deve avvenire in una valenza meritocratica: basta far andare avanti i soliti noti che ai gazebo si fanno vedere solo quando arriva il VIP di turno.”

Su facebook è presente il gruppo “Sostenitori dell’attività politica di Marco Ghisolfo”.

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