Laigueglia e i “silenzi preelettorali”
Quattro o cinquemila alloggi sfitti. Seconde e terze case a grappoli. Il waterfront tutto (o quasi) trasformato o trasformabile, (ex Hotel Laigueglia, Windsor chiuso), il Budello privo di abitanti residenti. La risistemazione degli alloggi comunali (da destinare ai laiguegliesi impossibilitati ad accedere al libero mercato) priva di regole di “ingaggio” per cui non si sa chi avrà diritto di occupare questi appartamenti ristrutturati mancando un criterio di attribuzione di riferimento.
Mare Uno, la tanto decantata Operazione Mare Uno, che era argomento di discussione elettorale da parte di tutti sembra una questione caduta (volutamente?) nel dimenticatoio.
E Laigueglia langue.
Laigueglia ormai è un nome nella carta geografica, dove trovare il laiguegliese doc, è quasi impossibile.
Il tessuto socio culturale laiguegliese, ormai composito e diversificato dalle influenze di gruppi che con Laigueglia poco avevano ( e hanno) che vedere, è disgregato.
Non ci sono vecchie laigueglie che tengano. E neppure proloco. Sono fenomeni belli, per certi versi affascianati ed encomiabili, ma praticamente ridotti a celebrare con folcloristiche manifestazioni un passato di cui quasi nessuno porta più memoria e un presente che è meglio dimenticare in fretta.
Perchè ripristinare un tessuto socio-cultural-economico identificabile non è facile.
Non si fa certo mettendo mattoni su mattoni.
Non si fa certo cementificando.
Un paese come Laigueglia che ha la maggior parte dei residenti che vive altrove o ai margini del suo pur splendido centro storico è la cartina di tornasole di qualcosa che non va.
E le abili mosse politico amministrative che vorrebbero ricondurre abitativamente i laiguegliesi “a casa” non sembrano la medicina utile e necessaria allo scopo. La terapia avrebbe bisogno anche di altro.
La presenza-assenza di chi ci governa disgrega, purtroppo, invece di amalgamare.
E' un'amara constatazione ma la sacrosanta verità.
Il fare, tanto per esemplificare, una lottizzazione al Camping Capo Mele, usando, come scusa di seconda battuta, la constatazione che il sindaco Giuliano aveva firmato qualcosa in tal senso, non manleva l'amministrazione attuale (nel caso la cosa andasse in porto) dal perpetrare una scandalosa lottizzazione. Un'altra.
Hai voglia allora di parlare di tessuto socio culturale.
Ma non è certo questo concetto che ispira chi c'è (o chi ci verrebbe essere) a governare.
Ma il silenzio preelettorale incombe. A volte un bel tacer non fu mai scritto.