In lex veritas, che c'entrano i comunisti cattivi?
Vaccarezza è rimasto al suo posto, buon lavoro, ma chi ha perso ancora una volta è la politica. Leggo i primi commenti, sembra la decisione dei giudici del TAR sia una sconfitta dei comunisti cattivi nel loro tentativo di golpe giudiziario e non una sentenza arrivata nel nome del popolo sovrano. Brutto colpo, per chi crede nella giustizia, trovarsi a pensare che nei tribunali oltre ad avvocati e giudici possano aleggiare oscuri disegni manovrati da forze politiche. Aldilà del fatto che i seguaci di Marx e Lenin sembrano ormai dinosauri addormentati e destinati alle pagine dei libri di storia, la giustizia pur fattibile degli uomini è la sola cosa che rende coesa la società e tiene lontane volontà di prevaricazione. Minarla con sospetti continui rende tutti noi più vulnerabili. Io sono convinto al TAR di Genova fosse in discussione la liceità di una consultazione elettorale e un vizio di forma abbia reso impossibile la discussione. Tutto qui. Proprio sui vizi di forma invece mi interrogo, come sia possibile presentare ricorsi privi dei criteri di ammissibilità è qualcosa che lascia stupiti. Come lasciano stupiti gli errori, parlo di errori e non irregolarità cosa che compete unicamente ai giudici, sulla raccolta firme. Come lasciano stupiti a livello nazionale statuette lanciate in faccia al premier Berlusconi capaci di portare il Paese verso tarallucci e vino e una nuova immunità parlamentare, con le opposizioni radicali quasi costrette a sigillarsi la bocca per non vivere sensi di colpa per eventuali nuove statuette lanciate. Come lasciano stupiti media che presentano la stessa notizia con due, a volte tre, verità diverse. Comunque in lex veritas, Vaccarezza resta in Provincia. Margonara, Maersk e tante altre decisioni passeranno anche dal suo tavolo. In fondo, all’opposizione la cosa toglie anche un po’ di imbarazzo. Chissà, se ci sarà un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato questa volta presentato con tutti i crismi, tra tre o quattro anni la decisione forse sarà diversa e allora sapremo di aver avuto un governo provinciale che non doveva esserci. Ma certamente le cose fatte, per disgrazia o per fortuna, non verranno cancellate. Vedremo se saremo sommersi dal cemento o no, sapremo finalmente la verità sulle fatidiche firme, ci prepareremo per andare compatti e allineati a qualche nuova elezione. In fondo è solo questo che ci permettono, ancora, di fare.
Falco Savonese