Spett. Redazione di Uomini Liberi,
evidentemente quando io credo di scrivere in un italiano comprensibile a tutti,
in realtà v'è sempre qualcuno a cui non riesco a trasmettere il senso di ciò che
voglio dire.
Di questo mi scuso e faccio quindi le seguenti precisazioni al Sig. Ciccione il
quale, peraltro in modo molto cortese e corretto, mi contesta
alcune considerazioni, che però non appartengono né a ciò che ho scritto, a partire dal
momento in cui è venuta fuori la contestazione alla pista di pattinaggio di Albisola Superiore in avanti, né - tantomeno - a ciò che penso.
Il più sinteticamente possibile, ribadisco e preciso:
1) la così famigerata CO2 non può essere assimilata alle sostanze nocive ed
inquinanti, per la semplice ragione che, da quando esiste il mondo, ce la
respiriamo tranquillamente, senza che essa ci procuri alcun danno. L'anidride
carbonica fa parte infatti del cosiddetto eco-sistema e la sua presenza è di
importanza vitale per i vegetali. Questo non lo dice il "chiaroveggente di
Stella", ma si trova sui libri di scienze per i bambini delle scuole.
2) In questi ultimi anni l'anidride carbonica è stata messa sotto accusa solo
per il fatto (mai scientificamente dimostrato) che la produzione di questo gas
dovuta alle attività umane ed animali (non dimentichiamo che anche le flatulenze
dei bovini e dei suini sono oggi nel mirino degli ambientalisti più estremi),
sarebbe responsabile di un aumento del cosiddetto effetto serra il quale, sua
volta, sarebbe responsabile di un, per nulla dimostrato (se non con i dati
taroccati, la cui notizia ha appena fatto il giro del mondo), anomalo
riscaldamento del clima planetario (le mutazioni climatiche, a grandi e piccoli
cicli, ci sono sempre state, indipendentemente dalle attività umane ed anche
questo sta scritto nei sunnominati libri di scuola)
3) Quando mi sono riferito al buon senso (che di norma non va in conflitto con
la realtà e che in questo caso va d'accordo anche con i dati storico-scientifici
non taroccati), intendevo dire che l'idea che la produzione di anidride
carbonica dovuta alle attività umane possa influire in modo significativo sulla
quantità planetaria di CO2, già presente nell'aria per ragioni naturali e
millenarie, è insieme incredibile e superba. Sarebbe infatti più o meno
equivalente pensare che, se tutti gli esseri umani si mettessero a fare
contemporaneamente pipì in mare, il livello medio dei mari salirebbe in modo
sensibile. E così via con molti altri esempi che si potrebbero fare, per
ricordarci che, anche se siamo 6 miliardi di individui, copriamo una parte
infinitesima del pianeta ed altrettanto infinitesimi sono gli effetti che sul
suo equilibrio complessivo possiamo produrre, qualunque cosa facciamo. E' una
questione di valori percentuali, di fattori di concentrazione/diluizione.
4) Io ho scritto chiaramente che la contestazione circa la bufala riguardante
gli effetti sull'intero eco-sistema, dati dalla CO2 di produzione antropica, non
ha niente a che fare con il problema dell'inquinamento propriamente detto e
della sua concentrazione nelle città, nei porti, nelle aree ad alta densità
industriale. Sono questi fenomeni, ben noti e facilmente misurabili, quelli sui
quali si può e si deve incidere con grande attenzione ed efficacia. Insomma,
sempre per fare un esempio facile, se si tengono 50 persone stipate dentro una
stanza sigillata di 40mq per 2 giorni, probabilemente moriranno tutte, a causa
delle loro stesse esalazioni e della carenza di ossigeno, che le loro
cellule avranno utilizzato per le proprie funzioni vitali. Se le stesse persone
vivono invece in un ambiente più grande ed arieggiato, il loro consumo di
ossigeno e le loro esalazioni non produrranno alcun danno, né a loro, né
all'eco-sistema. Sembra una banalità, ma troppo spesso si confondono gli effetti
locali di un inquinamento, anche grave, con quelli (insignificanti) che la
stessa massa di inquinanti produrrebbe a livello planetario.
5) Il fatto di focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica sui fantomatici
cambiamneti climatici planetari di origine antropica è certamente più di effetto
e soprattutto più lucroso per alcuni, ma rischia di distogliere attenzione e
risorse, proprio da quell'ìinquinamento "spicciolo" ma molto reale, che che - in
molti luoghi - provoca davvero danni gravi a chi vive lì, animali,
umani e vegetazione e che potrebbe essere efficacemente combattuto.
Con questo, spero di essere stato chiaro, al di là di ogni ulteriore
fraintendimento, comunque non intendo ritornarci ancora sopra, qualunque
polemica ne possa ancora uscire. L'unico modo per dirimere in maniera seria la
questione sarebbe quello di fare due convegni, uno condotto da qualche
ambientalista catastrofista, l'altro da qualche ambientalista "realista". Poi,
ciascuno potrebbe mettere sulla bilancia i dati e le argomentazioni ricevuti e
trarre delle proprie conclusioni autonome.
Buon anno.
Stella, 01-01-10. Emilio Barlocco.