SCOPRIAMO LE CARTE:

 

LA  CRISI IMMOBILIARE FERMERA’  IL PARTITO DEL CEMENTO ?

 

Ci siamo;  anche se molte penne suddite tacciono e danzano  ancelle in pantofole .

 

C’è chi la chiama  pausa  o break  da  recente vertiginosa ascesa, chi più diplomaticamente  preferisce definirla  allarmante stagnazione, ben sapendo che il crollo degli scambi  è segnale premonitore , come ha già fatto  qualche famoso  Istituto di Studi Immobiliari di caratura nazionale.

 

Io preferirei chiamarla con il suo vero nome: travolgente discesa dei prezzi , silenziosamente embrionale e appena diversificata a seconda  dei segmenti qualitativi  del tipo di compravendite.

 

Dopo USA, Spagna, Francia ed Inghilterra, sembra che anche nel Bel Paese i venti comincino a soffiare forte e sarebbero spifferi tempestosi.

 

Sua maestà, il  Re Mattone, mattatore di molti anni di speculazione edilizia  e panciute bolle immobiliari inizia a fare aria  o se preferite  detto più  volgarmente a "scoreggiare" per la gioia  di tanti  che avrebbero voluto ricorrere all’acquisto di una casa  senza contrarre pericolosi mutui  subprime.

 

Il mercato immobiliare, come ci direbbero agenti e sub agenti immobiliari della Gabetti che a Milano hanno ricevuto il benservito, ha cominciato a esternare  come farebbero le betoniere quando accompagnano l’accensione con fitte nuvole di fumo misto a maleodori di calcestruzzo, proprio quell’ingrediente  che è  stato nel recente passato ispiratore di  un vendutissimo libro di  Marco Preve e  Ferruccio Sansa , "IL PARTITO DEL CEMENTO", venduto  in terza ristampa.

 

 Il calcestruzzo, al centro dell’attuale dibattito e presumibilmente ancora in futuro animatore di controversie tra signorine in pantofole mai elette dal corpo elettorale, signorine con i tacchi a spillo, seducenti o alla ricerca di crediti da spendere a beneficio di  proprie spregiudicate carriere, o se preferite, il calcestruzzo, al centro di  attenzioni di signori o signorini che dalla regia di Segreterie di partito calzano stivaloni  per attraversare  pericolosi territori, conquistarli, sfruttarli, consumarli a  beneficio  di  ossequiosi costruttori, come è già successo  in alcuni comuni della Riviera di  Ponente  ove si concedevano  volumi edificatori  a colpi di Varianti al Piano Urbanistico in barba  all’interesse dei cittadini e  riverenti ai voleri di ricchi banchieri  della Padania  come Giampiero Fiorani. Celle  Ligure ha insegnato.

 

Ora  si cambia: torna a comandare la  logica del mercato che punisce  l’arroganza e l’avidità di denaro di incuranti attori .

 

Comanda il mercato con le sue leggi: tanta offerta  e poca domanda e quindi prezzi giù come succede normalmente  e da sempre sui mercati economico finanziari, con la consapevolezza che  mercanteggiare titoli mobiliari ha una tempistica  diversa da quella di muovere  e compravendere la  elefantiaca mole di un immobile.

 

Giù il prezzo degli immobili  perché  l’offerta è  tanto ampia  che allarga spropositamente  i tempi di chiusura delle operazioni  o le rende a volte impossibili  a seconda degli umori dei venditori.

 

Vendi se abbassi, altrimenti  niente.  Si è ristretta  la fascia dei compratori, soffocati dalle strette creditizie delle banche, dal credit crunch, dalla diminuita capacità di potere d’acquisto delle famiglie, dal crollo turistico che rende meno appetibile un area, alla faccia  della sua luminosa storia. Tutte le favole finiscono se non ci si muove intelligentemente  per cambiare.

 

Tutto converge  in una sola direzione e ancor più se si pensa che chi vorrebbe ancora costruire in sovrapproduzione non farebbe altro che aumentare ed accrescere l’offerta.

 

E’  iniziata la vuelta: presto le betoniere non "scoreggeranno" più  e forse sara la salvezza di  affascinanti aree  come alcune di quelle proposte nelle nostre fotografie.

Presto  si dovrà  cedere alla tentazione di  consumare malamente porzioni di territorio perché se la offerta prevarica  largamente la domanda, la terapia è peggio di un gutalax.

 

Scaramuzzino o Cappelluto, Capelluto  o Scaramuzzino, Pesce Pietro o Pietro Pesce .

 

Renato Zunino  o Busso Giovanni. Massimo Trogu o  Paolo  D’Anna. Franco Orsi o Massimo Zunino.

 

 Le banche sono in allerta, ora non si scherza più. Sembra che sia cosi .

 

Ma intanto  per non sembrare  troppo certi, meglio che ci riponiamo ancora una volta la stessa domanda, lo stesso curioso interrogativo: La  crisi  immobiliare  associata al crollo  turistico  fermerà  Il Partito del Cemento a  Vado Ligure, a Finale ligure, a Varazze, a Savona  e nella mitica Celle Ligure  ove non ci si stanca mai di fare box  e appartamenti  forse per eccesso di povertà  culturale da parte di chi la guida? 

O si continuerà  a progettare l’assalto al territorio  ed a subire  l’elementare equivoco che più grigia parvenza  si offre al turista  e più  si compromette  il futuro economico di una terra, come ancora recentemente sottolineato dal  saggio Presidente Regionale di FederAlberghi, Americo Pilati ?

 

 

  Celle 20 gennaio                                                                        Pippo Gambadura