Comunità Montana e lo statuto bufera per l'incarico a Damonte
Pontinvrea
IL SECOLOXIX
HA SUSCITATO polemica l'incarico affidato a Germano Damonte, ex presidente ed oggi consigliere della Comunità montana del Giovo, per la redazione del nuovo Statuto, l'attuazione dei servizi associati vecchi e nuovi inerenti i comuni membri, la cura dei rapporti con i comuni stessi e la partecipazione quale rappresentante della Comunità montana alle riunioni dell'Assemblea generale e del Comitato esecutivo del Sistema turistico locale.
Sulla carta la nomina firmata dal presidente Anselmo Biale appare legittima, ma da Pontinvrea è arrivata secca la presa di posizione del consigliere comunale ed ex vicesindaco Daniele Buschiazzo, nonché ex assessore nella Comunità montana: «Un episodio che mi ha indignato. Vorrei fare due considerazioni. La prima è di ordine politico-amministrativo: possibile che non ci sia un amministratore del Sassellese che non sia in grado di svolgere un ruolo di questo tipo? La legge regionale ha tolto i comuni della costa dalle comunità montane e il Giovo si affida ad un consigliere che vive e risiede a Spotorno? Ho conosciuto tutti gli amministratori del comprensorio: persone serie e capaci, in grado di gestire benissimo questo passaggio dalla vecchia alla nuova comunità montana. Perché dobbiamo essere sempre commissariati dalla costa? L'altra considerazione è di ordine etico. In questi giorni si parla moltissimo di questione etica e carte dei valori: ebbene, Germano Damonte ha affrontato un'inchiesta per peculato, commesso quando era presidente della Comunità montana. Anche per questa ragione, non bastassero già le motivazioni politiche che la precedono, non trovo opportuna questa nomina».
G. V.