LA POLEMICA LE NOSTRE NOMINE? BASATE SUL MERITO  da La Repubblica
 CLAUDIO BURLANDO CLAUDIO MONTALDO*
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DOBBIAMO ringraziare il professor Coletti per l´attenzione che rivolge alla politica della Regione Liguria nell´articolo scritto venerdì ("L´occupazione della Sanità") su Repubblica. Siamo anche molto contenti che scriva di aver colto mutamenti positivi nell´azione regionale, in campo ambientale, sui costi della politica, nel sostegno alla ricerca. È importante che si sia aperto un canale di comunicazione. Tutti dobbiamo volere una valutazione obiettiva di ciò che la politica promette e di quello che mantiene. Certo, avremmo anche voglia di fare alcune puntualizzazioni. Sul tema del cemento, per esempio, più che di una nostra "´inversione di tendenza" ci permetteremmo di parlare di correzione di un giudizio affrettato. Erano state attribuite alla giunta regionale scelte in realtà mai compiute. Quanto ai costi della politica, gli stipendi dei consiglieri sono già diminuiti in questa legislatura e ora si applica una ulteriore decurtazione, mentre già la Finanziaria dello scorso anno tagliava radicalmente le consulenze e le spese superflue. Per quel che riguarda il sostegno alla ricerca, per la prima volta la Regione investe risorse importanti (20 milioni di euro) e questa scelta, soprattutto in una fase di grave crisi economica, può aiutare iniziative che abbiano la prospettiva di tradursi in nuovo sviluppo e nuova occupazione. Ma, naturalmente, è soprattutto sulla sanità che dobbiamo alcune risposte al professor Coletti. La sua tesi principale è: la politica non ha fatto un passo indietro nelle nomine dei dirigenti sanitari. Noi vorremmo entrare più nel merito:

1. La giunta regionale ha fatto le nomine così come prescrive la legge, assumendosi la responsabilità di scegliere all´interno di un albo di professionalità idonee secondo il giudizio di una commissione tecnica. Sono state scelte persone per la loro competenza e non per fedeltà politica, che devono occuparsi della salute dei cittadini e della gestione dei due terzi del bilancio regionale.

2. La scelta dell´Asl savonese di fare dipartimenti a livello aziendale corrisponde a un indirizzo regionale per superare doppioni, favorire la specializzazione, invece di assecondare logiche campanilistiche. La nomina dei direttori di dipartimento è peraltro avvenuta attraverso elezione da parte dei primari, secondo il nuovo indirizzo introdotto dalla legge regionale del 2006, e aumenta la loro responsabilità nel governo clinico. L´invadenza della politica come si vede, non c´entra nulla.

3. La Regione Liguria sta perfezionando i meccanismi di valutazione del sistema della salute, guardando alle più avanzate esperienze nazionali e internazionali, con l´obiettivo di migliorare i servizi e la stessa trasparenza delle nomine.

4. Infine, non riteniamo fondato affermare che la politica regionale si occupa soprattutto delle scelte ospedaliere. Era doveroso dotarsi, come abbiamo fatto con un lungo e complesso confronto con operatori, amministratori e cittadini, di un piano che ora permette di avviare la realizzazione di nuovi ospedali. Ma se si guarda al volume degli investimenti e alle opere realizzate, ci si accorge che la preoccupazione maggiore è stata proprio rivolta ai servizi di base. Ricordiamo le "Case della salute" aperte recentemente alla Manifattura Tabacchi di Genova Sestri e a Villa De Mari a Prà, e le strutture in corso di realizzazione o finanziate a Voltri, in Valbisagno, a Sanremo, Imperia, Sarzana e in tante altre località della regione.
Chiediamo di valutare con equilibrio lo sforzo di una amministrazione regionale che, unica tra quelle in dissesto fino a 4 anni fa, è riuscita a recuperare un grave disavanzo economico (851 milioni ripianati nel triennio 2004 - 06) raggiungendo il pareggio di bilancio negli ultimi due esercizi, ridurre fortemente la pressione fiscale a favore dello sviluppo, e a destinare nuove risorse - certo ancora insufficienti - a nuovi servizi.
Il nostro unico obiettivo è la difesa e la qualificazione della sanità pubblica e universalistica.


*presidente Regione Liguria e Assessore regionale alla Salute