C’è posta per Palazzo Sisto

CHI BOCCIA....L’ASSESSORE

CHI PROMUOVE... L’ASSESSORE

CHI SCRIVE... AL SINDACO

di Luciano Corrado


  Ferdinando Molteni

Savona – Capita con sempre maggiore frequenza che al nostro blog giungano documenti che investono la vita pubblica di Savona e provincia. Un atto di fiducia, ma anche di responsabilità. Spesso, a quanto è dato a sapere, si tratta di materiale che i due quotidiani più diffusi della provincia (Stampa e Secolo XIX-Savona) non hanno ritenuto di pubblicare.

Non vogliamo addentrarci nei motivi, in casa propria ognuno è libero....magari rinunciando a vendere qualche copia o magari guadagnarla.

Uomini Liberi e Trucioli Savonesi continueranno a spalancare le loro “pagine” a tutti, purché non si sconfini nella diffamazione e nell’illegalità.

Veniamo al caso di cui ci occupiamo oggi. Pubblichiamo...VEDI.... due lettere, la prima del 19 dicembre 2007, del Comune di Savona – L’Assessore alla Cultura, a firma Ferdinando Molteni. La seconda, del 20 dicembre 2007, indirizzata al sindaco Berruti, firmata da Don Gaston Orellana, e inviata per conoscenza anche al notaio Enzo Motta e all’imprenditore Maurizio Bagnasco.

Intanto chi è il firmatario della dura reprimenda, nei confronti dell’assessore Molteni, indirizzata al sindaco?

Navigando su internet, Gaston Orellana, artista, occupa almeno una ventina e più di pagine. Le sue opere (pittura) sono “quotate” anche in borsa e la performance di quest’anno si chiude con un più 2,20 per cento.

Ha esposto in mezzo mondo. E’ nato in Cile (Valparaiso), 75 anni or sono, da emigranti spagnoli. Madre Andalusa, padre dell’Estremadura. Assai lungo l’elenco dei musei che raccolgono l’arte di Orellana.

  Il suo nome compare nel Museo Giuseppe Mazzotti, aperto dal 1987 e riconosciuto dalla Regione Liguria come “museo aziendale”. Sempre da internet si apprende che una mostra curata da Franco Dante Tiglio, attraverso la Fondazione G. Mazzotti, inaugurata il 4 ottobre 2003, annoverava un lungo elenco di artisti di fama. Nel “sito” dedicato ai frequentatori più illustri (ceramica, artigianato, arte e pittura)

di Albisola Mare figura Gaston Orellana. E poi Enrico Baj, Ugo Nespolo, Ernesto Treccani, Sandro Chierchi, Celano Giannici, Roberto Bertagnin, Giorgio Moiso, Carlos Carlè, Enzo L’Acqua, Manuel Mendive, Emanuele Luzzatti, Raimondo Sirotti, Oscar Albrito, Claudio Manfredi, Barbara Mignone, Giovanni Tinti, Aurelio Carminati, Sergio Dangelo, Milena Milani, Sandro Lorenzini, Ansgar Elde, Mario Rossello, Alfredo Pizzo Greco,  Gian Paolo Parini, Mimmo Rotella, Giancarlo Sangregorio, Beppe Schiavetta, Dario Bevilacqua, Sandro Chierchi, Alfredo Sosabravo.

A Uomini Liberi hanno raccontato che durante un soggiorno di una decina di giorni a Savona, insieme alla moglie, Orellana avrebbe maturato il desiderio di organizzare una sua mostra al Priamar di cui si è “innamorato”. Sarebbe stato disposto a affrontare a sue spese gran parte dell’impegno, al Comune sarebbe toccato pagare (il condizionale  è d’obbligo) il trasloco (80 mila euro?).

Alla fine, come si legge nella lettera, Orellana ha rinunciato, mentre i due amici savonesi (Motta e Bagnasco) si sarebbero trovati al centro di una “figuraccia” di cui avrebbero fatto volentieri a meno. Se non altro per il ruolo che hanno ricoperto e ricoprono nella società savonese. Maurizio (tra i vice presidenti dell’Unione Industriali) ha ereditato l’impero del padre Marino. Mentre il notaio Motta, figura popolare, ha ricoperto e ricopre prestigiosi incarichi nel Panathlon ed altre associazioni.

Forse è il caso di osservare che non siamo né dalla parte di Orellana e degli amici, né da quella dell’assessore e del sindaco. Raccontiamo una vicenda in attesa che ognuno, se lo ritiene, chiarisca i ruoli.

Certamente la risposta indirizzata al primo cittadino di Savona dell’artista cileno meriterebbe un seguito e non sta a noi indicarlo. Non per aizzare polemiche, ma per fare chiarezza. Ricevere un apprezzamento di “incapace” non può far piacere a nessuno, tenendo anche conto della fonte, delle ragioni.

In compenso l’assessore Molteni, giornalista in aspettativa de Il Secolo XIX, chiamato tra qualche contrarietà, a destra e sinistra, ad incrementare il numero degli assessori del Comune di Savona, ha ricevuto dalle colleghe de Il Secolo XIX, Antonella Granero ed Elena Romanato, l’investitura solenne e autorevole nell’elenco dei “Magnifici Dieci” della cultura.

Questa la motivazione ufficiale: <Ferdinando Molteni da meno di un anno assessore alla Cultura a Savona ha meriti che possono essere riassunti in alcuni nomi: Arnaldo Pomodoro, Patty Smith, Luigi Serafini. Il primo ha esposto le sue opere al Priamar, il mito della musica statunitense ha fatto un concerto alla fortezza che ha registrato il tutto esaurito, mentre Luigi Serafini allestirà una personale nel 2009. Ma, al di là dei nomi, il riconoscimento è all’approccio. Molteni, tra il resto, ha avuto il coraggio di andare contro corrente candidando la città di Savona come sede per ospitare la discussa mostra “Vade retro: arte e omosessualità”. Complessivamente, un tentativo riuscito di svecchiare la cultura della città e di fare della cultura stessa la bandiera di Savona. All’insegna del “glocal”, globale e locale>.

Il collega giornalista Silvano Godani, già collaboratore de Il Secolo XIX, ora de La Stampa, ex assessore alla Cultura dello stesso Comune, se lo ritiene, a completezza di informazione, può aggiungere un pensierino?

Luciano Corrado