Lettera aperta ai Partiti del Centro-Destra.
E’ ora!
E’ ora che il Popolo si riprenda la Politica, espropriata e vilipesa proprio da coloro che l’avrebbero dovuta esercitare in nome e per conto della Collettività.
E’ ora che i vari esponenti della sinistra si levino di torno e chiedano scusa agli Italiani per tutto ciò che hanno fatto ed hanno lasciato fare a Prodi ed ai suoi sodali, in questi 20 mesi di governo surreale.
E’ ora che il Cavaliere dimostri che sa veramente levarsi di torno quei “parrucconi” della politica, contro cui si era meravigliosamente scagliato al momento del discorso “del predellino”.
Se il C-D vuole apprestarsi a governare, non basta che si presenti unito agli Elettori, ma deve anche sapersi presentare “credibile”.
Affinché questa coalizione possa essere credibile anche agli occhi di coloro che dalla politica sono stati delusi, è necessario non ripetere gli stessi errori che hanno dimezzato l’efficienza potenziale del Governo Berlusconi 2001-2006.
Errori che, agli occhi dei delusi, non sono consistiti tanto nelle cose fatte, quanto piuttosto in quelle non fatte: che sono state molte ed importanti. Anche su alcune di quelle fatte vi sarebbe tuttavia qualcosa da dire.
Cose non fatte, o mal fatte, non perché non fossero nei programmi e nel cuore di Berlusconi, ma perché insidiosamente e sistematicamente contrastate da qualcuno della coalizione stessa di governo.
Il Popolo rivuole certo Berlusconi, non perché lo ami particolarmente, ma semplicemente perché è il solo (o quasi) che, tra tanti “parrucconi”, sa ragionare e parlare con la mente ed il linguaggio della gente comune.
Allora, il C-D, ancora una volta trascinato da Berlusconi, vincerà e vincerà alla grande, ma il suo Popolo non può più permettere che in Parlamento tornino le stesse persone (od i loro discendenti ideali) che hanno pensato a fare soltanto gli affari propri, nelle passate legislature.
Il suo Popolo non può più tollerare lo strafottente comportamento di certi esponenti di partito, che si arroccano con i loro “bravi” nelle torri eburnee dei loro “possedimenti”, si fanno la guerra tra di loro solo per i loro scopi personali, del tutto incuranti di ciò che accade sotto le loro mura, fuor di metafora, di ciò che accade al proprio partito.
In questo sta il rinnovamento di cui esiste non soltanto la necessità, ma che è addirittura essenziale per la sopravvivenza stessa della democrazia in Italia.
E’ infatti in situazioni di disorientamento generale – come quella attuale - che si sono rese storicamente possibili quelle prese di potere che sono poi degenerate in dittature, più o meno disastrose.
Oggi può essere compito soltanto del C-D, che ha in sé gli strumenti ideali della Civiltà liberale ed occidentale, il ristabilimento di un rapporto di fiducia tra Cittadini ed Istituzioni.
Non si tratta di una opportunità, ma di un obbligo civile ed è per questo che non si può indulgere ancora all’andazzo antico, alle candidature mercanteggiate dentro i partiti e sempre più lontane dal sentimento degli Elettori.
Quale che sia la legge elettorale (che alla gente non importa un fico secco), bisogna avere la responsabilità, l’onestà, la lucidità e la forza necessarie per proporre all’Elettorato un progetto buono, seducente e credibile, oltre a persone che siano verosimilmente capaci e disposte a porre le proprie ambizioni personali (per non dire delle altre pulsioni e pratiche meno nobili) dopo il Buon Governo della Cosa Pubblica e non prima, come spesso è invece accaduto in passato.
La politica non può e non deve essere un’occasione per arricchirsi od un mestiere, tanto meno, come spesso accade, l’unico mestiere di cui l’eletto è capace e quindi ha necessità di fare quello per tutta la vita.
Se si fa salva la garanzia di capacità e di dedizione al Governo della Cosa Pubblica, il compenso ed i privilegi di cui godono i politici diventano una variabile insignificante. La gente si arrabbia quando vede che i politici non combinano nulla di buono, se non per se stessi; se poi scopre che per non combinare nulla, quelli prendono un mucchio di soldi e godono di enormi privilegi, allora la cosa si fa insostenibile ed avviene una spaccatura insanabile tra Cittadini ed eletti.
Il Popolo vuole essere governato da qualcuno che sappia innanzitutto rispettarlo e non solo spremerlo, da qualcuno che sappia difendere la sua identità ed i suoi principi, sia pure nel rispetto dei diritti di chi ha tradizioni diverse, da qualcuno che ponga fine al perverso equivoco se sia più importante difendere Caino oppure Abele, da qualcuno che sappia porre lo Stato veramente al servizio del Cittadino di cui esso è emanazione, da qualcuno che sappia garantire la completa espiazione della pena a chi commette i reati più gravi contro la persona ed il patrimonio e non si accanisca invece contro 4 ubriachi che si arrampicano su un campanile, o contro chi ruba una mela per mangiare, da qualcuno infine che sappia istituire una sorta di federalismo in cui nessuno si debba più sentire sfruttato dal vicino di un’altra regione, più povera, o più ricca che sia.
E’ ora che il C-D si assuma davvero questa responsabilità e faccia il necessario salto di qualità, perché se saprà farlo, avremo finalmente la possibilità di uscire dalla contrapposizione manichea - ormai arcaica e castrante – tra destra e sinistra, che ci impedisce di essere un Popolo di gente serena, ma soprattutto responsabile e rispettosa del prossimo.
Stella (SV), 25 gennaio 2008. Emilio Barlocco