Fondo Mondiale per la
Natura
Delegazione Liguria
Genova,
lì 07/01/2007
COMUNICATO STAMPA
Oggetto: nuove opere
infrastrutturali in Valbormida. La posizione critica e
propositiva del WWF.
Preg. mi Sindaci di Millesimo, Cengio e
Roccavignale,
A seguito della Vostra richiesta formulata a Regione,
Provincia ed Autorità Portuale per ottenere nuove opere di
viabilità stradale che garantiscano uno sviluppo industriale
in Valle Bormida, collegato in particolare alla creazione di
un retroporto nelle zone ex Acna, il WWF Sezione Liguria
Intende osservare e proporre quanto segue:
- tale richiesta non appare un’efficace strategia in quanto
tutti i maggiori esperti economici prevedono tra un decennio
circa un prezzo del petrolio alle stelle, tale da
disincentivare la realizzazione di opere che favoriscano il
trasporto su gomma anziché ridurlo a scapito di quello su
rotaia .
- La Valle Bormida sulla base di studi eseguiti dalla
Regione Liguria, vanta il primato di avere alcuni Comuni tra
i più inquinati della Liguria e quindi incentivare il
trasporto su gomma non conduce ad una strategia ottimale che
coniughi lo sviluppo economico con la salvaguardia
dell'ambiente e della salute dei cittadini.
- La chimera del retroporto che dovrebbe portare occupazione
e sviluppo, è già stata oggetto di discussione e critiche
nel recente Convegno tenutosi a Cairo Montenotte il
30/09/2006, dove esperti di logistica dei trasporti stradali
e marittimi hanno dimostrato come per il porto di Savona e
Vado non si prevedono, sulla base del contesto economico
internazionale, ampi margini di sviluppo nei prossimi 10 -
20 anni. La strategia, inoltre, di creare una zona di
retroporto a 30 Km dal mare, con la catena degli appennini
in mezzo non sembra rispettosa di un modello di sviluppo
sostenibile.
- Associare industrie di trasformazione ad attività di
retroporto sul modello “Barcellona”, appare sempre di più,
con il passare del tempo, uno specchietto per le allodole,
in quanto non si comprende quali siano le tipologie
merceologiche che saranno trasformate nel retroporto di
Cengio, considerando che allo stato attuale i 3/4 dei
prodotti che sbarcano a Vado sono rappresentati da petrolio,
carbone e minerali ferrosi, il resto frutta, caffè e poco
altro.
- Il progetto di retroporto in Vallebormida nasconde bensì
una strategia più ampia, che ha grandi interessi di
tipo speculativo sull'area costiera: il retroporto ,
infatti, abbinato alla piattaforma di Vado (248.000 mq per
una spesa di 320 milioni di euro), permetterà di liberare
ampie banchine del porto attuale, consentendo la costruzione
di nuovi volumi edilizi che potranno essere venduti a prezzi
molto alti.
Lo sviluppo della Valle Bormida non passa per la costruzione
di nuove grandi opere di viabilità, nè per la realizzazione
di un’area retroportuale, ma puntando su
un’industrializzazione a basso impatto ambientale che
sfrutti la tradizione industriale e le aree disponibili; uno
sviluppo collegato a quei settori economici in rapida
crescita, come ad esempio il mercato delle tecnologie per lo
sfruttamento delle energie rinnovabili. Questo modello
potrebbe essere abbinato ad oculate politiche di
valorizzazione del territorio con incentivi per
l’agricoltura di nicchia e l’agriturismo.
Sperando di avere dato un contributo positivo come WWF per
traguardare strategie di sviluppo sostenibile ed a favore
della qualità della vita dei cittadini, porgo i miei più
cordiali saluti.
UFFICIO STAMPA WWF
IL PRESIDENTE SEZIONE
LIGURIA
PIOMBO MARCO