In principio era
la parola “gay”..: giulivo, allegro, anche dissoluto…
Fu questo termine inglese a sdoganare ufficialmente quei personaggi, piccole
deviazioni della natura, che oggi stanno premendo per occupare tutti gli spazi
possibili per cercare di relegare in un angolo tutti quelli che, erroneamente,
si credono normali. Vengono allo scoperto, perché sanno che è l’unico mordo per
loro di avere visibilità e quindi successo, sono invadenti e presuntuosi e ce li
troviamo ovunque: rispettati ed osannati. Non so che tipo di persona io possa
essere considerato visto che da decenni non guardo il festival, il grande
fratello o l’isola dei famosi: purtroppo spesso non posso far a meno di
intravedere, tra un programma e l’altro, qualche frammento delle suddette
cazzate televisive. Ed allora cosa vedi.? Gay in tutte le salse. Il presentatore
del festival si è sentito in dovere di andare tra il pubblico a chiedere il
parere del presidente dello “Arci Gay” perché una canzone non era in linea con
il pensiero dominante. Perché allora non si va a chiedere anche alle persone
normali cosa ne pensano e se si ritengano offesi dal fatto che non c’è più in
televisione un telefilm, un programma od un film di ultima generazione che non
faccia vedere due o più omosessuali o che non difenda questa deviazione come
normalità. Il fatto è che questi personaggi, come uomini sono brutti e come
donne fanno senso. Il fatto è che nessuno è mai andato a cercarli e nessuno gli
ha mai proibito di fare quello che fanno. Ma un po’ di riservatezza…!
G.Rolletti