A BOCCIE FERME.!
Non volevo entrare nel merito della vexata. Ma l’intervento del mio amico Mauro
mi obbliga ad invitare quelli che leggono ad alcune riflessioni. La prima in
ordine all’”amor paterno”. Per inciso, ci avete fatto caso che non si è mai
parlato della madre della povera ragazza.? Io pensavo che fosse orfana.! Invece
no. Ma tornando all’amor paterno: io, sinceramente, rimango sbalordito. Per il
semplice fatto che dal giorno che hanno deciso di rifiutarle anche l’acqua, ( “dar
da bere agli assetati, da mangiare agli affamati…” oltre
all’alimentazione, qualunque medico, anche qualche scalcinato di Udine, avrebbe
detto che la resistenza di un essere così debilitato non avrebbe potuto andare
oltre i tre- quattro giorni. Cinque, forse. E l’amoroso padre che ha speso una
fortuna in avvocati e ricorsi, e qui Mauro deve convenire, cosa fa.? Va qualche
giorno in riviera. Mah.! Io, padre incazzato da sempre con mia figlia sarei
comunque rimasto là, a Udine, giorno e notte per esserLe vicino all’ultimo
respiro. Magari avrebbe anche potuto rivolgermi uno sguardo di gratitudine, non
so, forse. No.! Ma io sono un padre che non conta; io non scrivo libri che sono
in uscita e sicuramente non sarò candidato dai radicali.! Lascio a chi legge, al
di là delle tendenze politiche e religiose, di rifletterci sopra. A boccie
ferme.!
G.Rolletti