La conversione sulla via dei subprime.

 

Fra i tanti appuntamenti interessanti che la libreria Ubik propone, questo venerdì vi è la presentazione di un libro di Pierfranco Pellizzetti, “ la quarta via”, alla presenza di vari personaggi.., LEGGI...

Si parla  di suggerire nuovi indirizzi al Centro Sinistra, appunto la “quarta via”,  e di criticarne l’operato attuale, perdente verso la destra. Si cita la  “ catastrofe economica, sociale e morale delle politiche liberiste e della globalizzazione finanziaria”, si conclude affermando che  “gli esempi di Obama e di Zapatero dimostrano che un’altra via è possibile.”

Ora, tutto giusto e interessante ma… trattasi proprio di PierfrancoPellizzetti, giornalista di Micromega? Lo stesso Pellizzetti? Quel Pellizzetti?

Quello che al convegno sulla portualità al BIC di Savona, alla presentazione del libro di Lugaro in Sala Rossa e in molte altre occasioni ufficiali, irrideva i savonesi come ottusi retrogradi, solo perché non volevano accettare il modello di strategia prevalente, inneggiava alla torre Bofill e alle innovazioni architettoniche, alla portualità e alla logistica come uniche vie di sviluppo? (Quella stessa logistica esasperata che ora soffre come uno tsunami le conseguenze della “catastrofe economica”, in prima linea). Che affermava, sbeffeggiando gli ambientalisti, che l’unica alternativa al porticciolo Margonara che sapevano suggerire era la passeggiata o la pista ciclabile fra Savona e Albisola?

Che nell’estate del 2007, dopo aver assistito allo spettacolo di Grillo dal palco delle autorità, come ospite personale del presidente del porto Canavese, scriveva a un mese di distanza un articolo sprezzante per il Secolo XIX...LEGGI...  messo in bella evidenza e neppure nelle pagine locali, in cui sminuiva  la protesta sterile e retrograda del comico e dei suoi seguaci, ovviamente senza alcuna possibilità di replica o contraddittorio?

Stupisce positivamente che a meno di due anni di distanza abbia cambiato così radicalmente opinione, da scrivere anche un libro in proposito. Una conversione davvero repentina. Certo una persona così colta e informata non può ignorare come i personaggi che lui cita a modello (Obama e Zapatero) abbiano più di un punto fondamentale in comune con le idee e i progetti da tanto tempo oggetto delle battaglie di Grillo, tutt’altro che demolitore e arretrato, anzi precursore in tal senso, inascoltato e osteggiato da tutti compreso il centro sinistra (Verdi esclusi): ambientalismo inteso come innovazione tecnologica, recupero del territorio, studio di nuovi modelli di sviluppo meno devastanti, politiche energetiche non basate su fonti fossili. 

Tra l’altro, per inciso,  Zapatero i palazzi sul mare non li costruisce. Li vuole demolire.

Ci permettiamo di suggerire all’illustre giornalista, per trovare nuovi spunti per i prossimi libri e per dare idee veramente innovative al centro sinistra, (che certo ne ha un gran bisogno) un consulto con Grillo stesso o con i tanti suoi contatti: Latouche, Pallante, (il teorico della decrescita tra l’altro presente con Grillo a Savona, ma, chissà perché, non citato da Pellizzetti nell’articolo), Rubbia, Stiglitz, il banchiere del microcredito Yunus, il Nobel Connet, economisti, imprenditori, scienziati, eccetera. 

Fanno piacere le conversioni. Fa piacere remare tutti nel senso migliore, per uscire dalla crisi e dalla catastrofe anche ambientale. I contributi dei precursori, però, è giusto  riconoscerli e sarebbe corretto ammettere, anche se tardivamente, che avevano ragione.