Continua la offensiva della censura sui medici ambientalisti.

 A questo elenco va aggiunta l' ultima prevaricazione, che riguarda la mancata autorizzazione al dottor Paolo Franceschi, Referente dell' Ordine dei Medici di Savona per l' Ambiente, a partecipare ad una lezione sui temi dell' ambiente e la salute, richiesta con lettera formale dal Preside dell' Istituto Tecnico Commerciale P. Boselli, nell' ambito di un programma formativo organico che aveva previsto anche una visita guidata alla centrale elettrica Tirreno Power.

In definitiva i ragazzi sono stati “esposti” alle blandizie dei tecnici di Tirreno Power, che avranno rassicurato i ragazzi sull’ assoluta innocuità per la salute della centrale a carbone, e non hanno poi potuto usufruire, come era negli intenti del corpo docente e del preside, di una spiegazione fatta da un medico scelto dagli insegnanti stessi per la sua specifica preparazione sulle tematiche ambientali, con la garanzia di una scelta corretta certificata dall’ Ordine dei Medici di savona.

Le giustificazioni addotte dalla ASL, come abbiamo letto sul Secolo XIX , nella persona della Dottoressa Agosti, Direttore Sanitario della ASL stessa, fanno acqua da tutte le parti.

Secondo la dirigente asl, infatti, la asl non si occupa di ambiente, di cui si occupa l' Arpal, per cui se ne deduce che a parlare degli effetti dell' inquinamento ambientale sulla salute dovrebbe essere qualcuno dell' Arpal.

Peccato che la dottoressa Agosti non sappia:

1)che di malattie devono parlare i medici   

2) Che il codice deontologico dei medici, che lei dovrebbe conoscere come ogni altro medico, prevede, all' articolo 5:

 "Educazione alla salute e rapporti con l’ambiente - Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini.

A tal fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle

risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente

vivibile.

Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di

lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva".

Pertanto il dottor Franceschi avrebbe dovuto, in base al codice deontologico, non solo partecipare su richiesta, ma anche "promuovere le iniziative di prevenzione e di promozione della salute individuale e collettiva".

Sempre stando al codice deontologico, il Dottor Franceschi, come si evince al capitolo 1:

 - "Potestà e sanzioni disciplinari - Il medico deve denunciare all’Ordine ogni iniziativa tendente ad imporgli comportamenti non conformi alla deontologia professionale, da qualunque parte essa provenga." 

Corre inoltre l' obbligo ricordare alla smemorata dottoressa che "Libertà e indipendenza della professione

L'esercizio della medicina è fondato sulla libertà e sull'indipendenza della professione che

costituiscono diritto inalienabile del medico."

 Si  invita pertanto l' Ordine dei Medici di Savona a prendere le necessarie misure, anche a livello nazionale, affinchè vengano rispettati i diritti - doveri di un medico che si occupa di problemi ambientali, nonostante l' evidente ostruzionismo che gli viene imposto da ogni parte.