Abitava a Loano, colpito da crisi cardiaca e trasferito in elicottero a Genova

E’ morto Gino Ferri

“principe” dei viveur della Riviera

Da gigolo sposò (anni ’70) una miliardaria loanese. Una vita brillante, nel lusso e nei piaceri. Abituè di locali per “vip”, con yacht e auto di lusso. Per ultimo aveva sposato un’affascinante genovese che ora eredita un “piccolo” patrimonio

                                                               di Luciano Corrado

Loano -  La notizia ha  colto tutti di sorpresa ed in un baleno ha fatto il giro delle banche, dei locali, della Loano dell’imprenditoria, della finanza e delle professioni. Gino Ferri, classe 1936, personaggio conosciutissimo in tutta la Riviera di Ponente, Loano, Alassio, Finale, Sanremo, in modo particolare, ci ha lasciato. Il suo cuore si è fermato. Era reduce da un intervento chirurgico, non particolarmente complesso, a Montecarlo. Era tornato a casa, si era ripreso. Solo un paio di settimane fa l’abbiamo incontrato in corso Europa, a Loano. <Tutto bene, sono contento, devo soltanto seguire qualche cura e precauzione…e poi spero di tornare in perfetta forma…>. Invece è sopraggiunta una crisi improvvisa, si è fatto accompagnare al Santa Corona e da qui l’urgenza di trasferirlo in elicottero al San Martino di Genova. Tutto inutile. Sarà sepolto, sabato mattina, nel vecchio camposanto di Loano, nella tomba di famiglia della prima moglie, Eleonora.

Gino  Ferri sarà ricordato nella storia mondana della Riviera come il personaggio più brillante che le ultime generazioni hanno avuto modo di conoscere. Un “signore” dai modi gentili, affabile, educato, che ha saputo godersi la vita, sotto ogni aspetto. Non si è fatto mancare nulla. Aveva una grande cura del suo corpo, del suo aspetto. Non voleva invecchiare, perdere quel fascino al quale decine di “bellissime donne” non hanno saputo resistere. Era un tenace ammiratore di ideologie di destra.

La sua “ascesa” nell’alta società savonese e ligure, inizia alla fine degli anni sessanta. Quando incontra e conosce Eleonora Pirazzini, bellissima donna, figlia di una famiglia assai facoltosa (Fossati- Pirazzini) che nella zona di ponente di Loano aveva costruito diversi palazzi. Erano proprietari di locali sede di negozi, bar, uffici, garage e appartamenti. La mamma era un’ottima ed attenta amministratrice, la figlia Eleonora era cresciuta nella “bambagia”, con gli immancabili vizi e virtù che accompagnano e fanno spesso da cornice alla ricchezza.

Incontrando quel fusto, oltre un metro e 90 di altezza, fisico da modello, Eleonora non aveva resistito a quel fascino maschile; lui proveniente dalla bassa pavese, famiglia modesta, figlio di un funzionario statale, si era ben presto ritrovato nei panni di “principe” della Riviera.  Riverito e servito.

Finchè la madre di Eleonora era in vita ed abitava in una villa di via Boccaccio, ha fatto da freno, ha tirato le redini.

Quando Eleonora si è trovata ad essere unica amministratice del patrimonio famigliare, per Gino Ferri è stato un altro volo verso il mondo dorato. Quello che tanti vedono e sognano, ma soltanto nei film. Con Eleonora sempre al suo fianco, almeno nei primi anni e pur con una disparita anagrafica fin troppo evidente, Gino ha iniziato a togliersi nuove soddisfazioni, entrare a pieno titolo nel circolo dei “vip”.

Non c’era ristorante, bar, negozio, diciamo di grido, che non  lo avessero cliente, sempre ossequiato. Gino che ha aperto boutique, bar alla moda. Gino a bordo del suo yahct nel porto di Loano, in navigazione con amici verso la Costa Azzurra, la Spagna, le Canarie. Gino alla guida di Ferrari e Maserati. Gino sempre vestito all’ultima moda. Preferiva il bianco, ma anche i colori sgargianti. Gino diventato, insomma, il cliente che dava tono e prestigio ai locali. Gino che, in villa, dava feste spesso e volentieri. Tra i suoi ospiti abituali imprenditori, uomini d’affari, tanti nuovi ricchi. Amava night e sale da ballo. La prima della sua era a Loano, fu il Saitta.

Con la morte della moglie Eleonora che ha assistito con grande impegno e dedizione, l’impero della famiglia si era già assottigliato.

Poi la decisione di risposarsi con la bella Rossella Arata, di Genova, classe 1969. La scelta di vendere la villa con piscina (ad acquistarla con una grossa operazione immobiliare l’imprenditore Renato Cossi di Sondrio, impegnato nei lavori del raddoppio della ferrovia in provincia di Imperia) di via Boccaccio dove sono state realizzate 9 villette a schiera. Mentre l’intera via Boccaccio resta ancora “proprietà privata” e senza sbocco, a seguito di una causa.

Il secondo matrimonio aveva contribuito a ringiovanire e rinvigorire il sempre aitante Gino Ferri. Rossella era una ragazza a modo, giudiziosa, “innamorata persa” di quell’uomo maturo, ricco di attenzioni, di premure, galante senza pari e che sapeva regalare grandi emozioni. Ma la “bella storia d’amore” non è durata, si è spezzata. Gino viveva solo, assistito dalla donna di servizio. Non aveva perso tutte le sue abitudini. Il suo stile di vita. Il suo modo di essere diverso, di sentirsi sempre ammirato. Aveva un assillo: rimanere giovane e soprattutto in salute. Da mercoledì sera anche Gino ha raggiunto la “pace eterna”. Coinvolge ricchi e poveri. Potenti e umili.  Chissà fino a quando rimarrà in vita il suo mito. Chissà quante “innamorate” lo rimpiangono. Gino viveur e gigolo dal cuore d’oro. Quel cuore, quello vero, che alla fine l’ha tradito. Per sempre.

Luciano Corrado