E' morto GianPaolo
Ferrari
avvocato, ex
consigliere comunale ad Albenga
L'avvocato Ferrari, tra l'altro, doveva essere sottoposto, a Genova dove era ricoverato da tempo, a trapianto di midollo osseo nella giornata di mercoledi, 11 febbraio. Invece per quel giorno, alle ore 10, nella Cattedrale di San Michele, sono fissati i funerali.
Albenga -
La malattia che lo
affligeva da alcuni anni non ha lasciato scampo. Si
è spento l'avvocato Gian Paolo Ferrari. Avrebbe compiuto 60 anni, il prossimo 25
febbraio. Era iscritto all'albo dei procuratori dal primo aprile 1977 e a quello
degli avvocati dall'8 aprile 1983. Si è occupato, nella sua intensa vita
professionale, sia del civile, sia del penale. Seguendo migliaia di processi e
di cause. E' stato per molti anni il legale di fiducia della Curia (Diocesi
Albenga-Imperia). Era legato all'Opus Dei di cui faceva parte.
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IL RICORDO SCRITTO DA GERRY
DELFINO:
<Uomo saggio, esempio di
fede, con una famiglia meravigliosa>
Un amico, un fratello nella
Fede in Cristo.
Stamane quando mi è stata
comunicata la notizia, la prima immagine che mi è apparsa è stata
l'alta figura sua in preghiera, silenziosa, meditata, in Cattedrale o al
Sacro Cuore, o al Santuario del Pontelungo.
Non ho pianto, non mi sono
addolorato, ho solo pensato che oggi lunedì 9 febbraio, così stretto
alla prima apparizione della Madonna a Lourdes, di cui tanto era
fedele, era il suo giorno di nascita alla nuova vita, il suo "dies
natalis". Uomo senza mezze misure, sorridente e gioioso quando era il momento; serio , puntiglioso, leale sia nel suo lavoro di avvocato, sia nella vita privata, sia nella vita pubblica e politica |
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Stimato e ponderato quando
prendeva la parola nei Consigli Comunali, non aveva nessuno alla sua
altezza, come del resto nessuno , purtroppo, rimane, ora ,della sua
elevatura!
Parole pensate, mai dette
a sproposito, un uomo vero, di garbo, un saggio antico, forgiato da
quella saggezza dei suoi, veri liguri.
Ha avuto una grande
fortuna GianPaolo di trovare a dividere la vita con Vanda, una donna
forte, speciale, unica. Una donna che ha dovuto, fin dalla sua
prima giovinezza, affrontare problemi grandi, affrontare la vita con
coraggio cristiano, accudire anziani e infermi, dirigere più situazioni
contemporaneamente ,e, nel frattempo, la determinazione di laurearsi in
filosofia, insegnare, educare giovani non suoi, e che gli ha dato due
splendide figlie, Irene e Francesca.
Una bella famiglia con
principi forti e sani.
La saggezza di GianPaolo
era riconosciuta da tutti ed era il grande esempio di fede, uno dei
pochissimi, purtroppo, di questa nostra lacerata realtà albenganese.
Eppure viveva il suo
tempo, aveva assorbito tutti gli eventi che hanno scombussolato la
nostra generazione: dalla semplicità del dopoguerra, al boom, al '68, al
Concilio Vaticano II, che dette a tutti noi nuova vita, nuova linfa
vitale, nuova speranza in quell'Italia ormai troppo miscredente.
L'attaccamento a quei
principi cristiani, non modaioli o scimmiottati dei nostri giorni,
confortati dalle parole del grande
Don
Raffaele Bertora e poi dalla figura intellettuale di
Don
Antonio Balletto e quella solida e tenace di Monsignor
AlessandroSappa e dalla cultura straordinaria del
Vescovo Alessandro Piazza.
Fu fratello in Cristo
anche col grande
GianMarioRoveraro con cui condivideva gli ideali di
Josemaria Escriva de Balaguer. Giudicava
salomonicamente, vedendo i pro e i contro, molto parco nei giudizi, mal
sopportava il pettegolezzo, i falsi profeti del nostro tempo, le bugie
della stampa, i condizionamenti delle televisioni.
Prego solo , che meditando
questa sua sofferenza, questo suo calvario affrontato dignitosamente,
qualcuno, ragioni, pensi, scruti nel suo corpo per ritrovare l'anima, la
vita nuova, la fede.
Questa per me è grande
speranza.
L'amicizia, vera, bella,
disinteressata di "Gippo" per tutti noi che gli siamo vissuti accanto,
le gioie condivise dei figli, delle feste scout, della mano stretta di
cuore durante le funzioni, sia la nostra forza per continuare il cammino
in questa nostra avventura umana.
Gerry Delfino
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