LE MINORANZE MANIPOLATRICI
Due settimane fa, mentre passeggiavo sotto i portici di Via Paleocapa, sono stato intercettato dai raccoglitori di firme “referendum Margonara”.
Ho chiesto di che cosa so trattasse e il loro “capo” mi ha risposto : non vede li che speculazione hanno fatto, indicandomi la torre Bofil. (per inteso io non sono un amante della torre Bofil ma mi ricordo perfettamente cosa c’era prima e spero che i savonesi abbiano la stessa memoria)
Ho chiesto cosa c’entra la Torre Bofil con la futura Marina della Margonara e la risposta è stata netta e sicura : entrambe sono speculazioni dei ricchi:
Certo, ogni volta che si costruisce qualcosa qualcuno guadagna, ma se non fosse così probabilmente vivremmo ancora nelle caverne o, tanto per tornare a tempi più recenti, vivremmo nei “palazzoni del popolo” dei paesi ex comunisti: andate a vedere cosa facevano quelli che non speculavano!
Tuttavia, il mio ragionamento non vuole certamente essere a favore delle imprese edilizie, ma vuole essere un ragionamento più ampio e cioè, di come piccoli gruppi chiassosi e principalmente con molto tempo a disposizione, possano manipolare le idee dei cittadini facendo leva sulle facili emozioni , sul pressappochismo e non ultimo sull’invidia umana. (ahimè malgrado secoli di buoni insegnamenti da parte di tutte le religioni o delle varie filosofie politiche, sempre viva nella mentalità di troppi.)
Siamo reduci dal primo referendum cittadino inaugurato dagli ambientalisti e da quelli che vogliono rifondare il comunismo, sulla la piattaforma logistica da costruirsi nella baia di Vado ( cittadina turistica nota in tutto il mondo!), e già siamo pronti per chiedere un altro referendum contro la costruzione di un porto turistico nella zona Margonara…. e poi vedremo se raccogliere firme per chiudere il porto di Savona perché i camion che vi accedono creano traffico alla città e disturbano i pensionati , i giovani disoccupati o gli studenti quando passeggiano o pedalano in bicicletta per le vie cittadine.
Sono sicuro che le firme le raccoglieranno tanto facilmente come hanno fatto per Vado e come stanno facendo per la Margonara, e sicuramente la minoranza che andrà a votare voterà NO e i tromboni interpreteranno tale risultato come la decisione del popolo sovrano.
D’altronde in Campania la politica del NO è andata avanti per 20 anni e la “rumenta”, dopo vent’anni, puntualmente ha travalicato e sta sommergendo i napoletani; v’è da dire peraltro che già molti di quelli che hanno, durante gli ultimi vent’anni, bloccato ogni tipo di inceneritore, ora saranno pure morti e sepolti quindi loro hanno vissuto respirando” l’aria pulita di Napoli “senza inceneritori ….il problema ora è di chi è rimasto.
Andando di questo passo, domando cortesemente ai lettori che cosa ci stanno a fare le organizzazioni di categoria come i Sindacati, l’Unione Industriali, la Confcommercio , la Confesercenti, le associazioni Artigiani, la Camera di Commercio, gli stessi Partiti ….. perché perdono tempo in studi , ricerche, proiezioni ecc.. quando vi sono questi gruppuscoli saccenti che sistematicamente pretendono, in nome del popolo, demolire ogni iniziativa atta a creare sviluppo e occupazione ?
In effetti le cose stanno così e la cosa che più mi fa infervorare è che il tempo a disposizione di chi crea sviluppo per convincere il popolo che le pensioni, la sanità nazionale, i servizi comunali, sono pagate dall’economia è poco, perché chi crea sviluppo è normalmente dedito appunto a crearlo tale sviluppo, mentre coloro che si occupano dei NO sono normalmente persone che di tempo ne hanno tanto a disposizione. ( Savona è piccola e tutti ci conosciamo più o meno!) e quindi hanno tutto il tempo di intercettare i vecchietti e le vecchiette che passeggiano in Via Paleocapa e carpirne le firme contro “ le speculazioni dei ricchi” e di convincerli che le loro bucoliche passeggiate non potrebbero continuare qualora vi fossero delle iniziative economiche che sono sempre foriere di cemento.
A questo punto, e qui mi rivolgo agli amministratori di ogni colore politico, credo ci sia da fare una seria riflessione sullo strumento del referendum , perché se da una parte è uno strumento importante in uno Stato Democratico, specie su quelle decisioni politiche relative temi etici o di coscienza, viceversa per ciò che concerne i temi economici è una clava da non lasciare nelle mani di persone spesso irresponsabili.
Nessuno vuole l’ inceneritore , nessuno vuole la centrale, nessuno vuole il traffico , nessuno vuole il porto, perché ci sono mille motivi ecologici tutti giusti, tutti ideologicamente validi ma……cosa diranno di noi i nostri nipotini quando per poter mangiare saranno costretti andare a fare i badanti a Pechino ?
Silvio Rossi
Lega Nord