Fronte del porto per spartirsi le tangenti

da Panorama

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GIACOMO AMADORI

Genova Dai moli a Cogoleto, i pubblici ministeri stanno indagando su episodi di concussione e corruzione che coinvolgono imprese, politici e dirigenti pubblici. Nel mirino anche uomini chiave della nuova amministrazione dell’Unione.

Secondo la procura

gli imprenditori non avrebbero smesso di foraggiare i politici per ringraziarli di appalti concessi

In questi giorni al nono piano della procura di Genova è un viavai di poliziotti, carabinieri, finanzieri. Avvisi di garanzia, richieste di arresti, trascrizioni di intercettazioni si incrociano sui tavoli dei pubblici ministeri Francesco Cardona Albini, Francesco Pinto, Vittorio Ranieri Miniati, Luca Scorza Azzarà, Enrico Zucca. Da giorni la routine della vita pubblica genovese è agitata dalle inchieste che stanno facendo scricchiolare il cosiddetto partito degli affari. Indagini che raccontano una città rosicchiata dagli appetiti di politici e dirigenti pubblici come ai tempi di Tangentopoli.

Ovunque buttino l’occhio i pm scoprono magagne. Dal risanamento dell’area della ex Stoppani di Cogoleto, in attesa di essere mondata da quintali di cromo esavalente, al porto, dove il presidente uscente dell’autorità che lo gestisce, Giovanni Novi, è indagato per truffa aggravata, concussione e turbativa d’asta. Per non parlare delle inchieste che hanno messo sotto assedio le società di spedizioni, la dogana e l’Inail cittadino con i suoi dirigenti.

All’ombra della Lanterna ormai tutti i settori chiave dell’economia e della politica sono interessati da indagini. Per quanto risulta a Panorama, non sarebbero immuni i piani alti di Palazzo Tursi, sede del comune, dove a maggio si sono insediati il neosindaco diessino (ora pd) Marta Vincenzi e la sua giunta.

Infatti, secondo i pm, anche con il nuovo corso, non sarebbero cambiate le abitudini. Gli imprenditori, secondo la procura, non avrebbero smesso di foraggiare la politica con le tangenti. Le mazzette sarebbero il frutto di false fatturazioni e ricche consulenze; i soldi servirebbero a ringraziare politici e tecnici comunali per gli appalti concessi, in questo caso soprattutto nel campo dei servizi.

Nel mirino ci sarebbero anche uomini chiave dello staff del sindaco ed esponenti di spicco dell’ala sinistra dell’Unione. Per una decina di indagati la posizione sarebbe particolarmente delicata. I reati contestati, di nuovo, turbativa d’asta, concussione e corruzione.

Panorama ha scoperto che il fascicolo su politica e affari nei mesi scorsi ha sfiorato, senza macchiarlo, anche l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella e alcuni uomini dell’Udeur genovese. Infatti, indagando sul voto di scambio, gli inquirenti si sono accorti che almeno in Liguria gli affari li facevano altri.

L’inchiesta decolla a pochi mesi dalle elezioni amministrative della primavera 2007. Gli investigatori stanno monitorando alcuni imprenditori calabresi coinvolti nel progetto di bonifica dell’ex Stoppani. I finanzieri mettono sotto controllo diverse utenze telefoniche. Come si sa, le intercettazioni sono come il gioco del domino e nelle cuffie dei finanzieri finiscono decine di linee. Nelle cornette, sembra, entrano pure i bisbigli di un giudice.

In quei giorni la comunità dei calabresi deve scegliere i propri candidati. Uno dei più attivi nella campagna elettorale fra gli immigrati è Salvatore Ottavio Cosma, originario di Taurianova ed ex assessore diessino, dal 2005 proconsole genovese dell’Udeur. Fonda un’associazione per calabresi e porta alcuni imprenditori in pellegrinaggio a Roma. Gli investigatori pensano di essere sulla pista giusta.

In attesa della visita di Mastella al tribunale per i minorenni di Genova del 28 aprile 2007, la lobby calabrese ribolle. A molti personaggi viene promesso un incontro con il guardasigilli. Forse solo per garantire gli applausi al ministro ospite. Molti si presentano e vengono immortalati dalle telecamere della Guardia di finanza. In prima fila ci sono Cosma, il consigliere regionale dell’Udeur ligure Roberta Gasco, la fidanzata del figlio di Mastella, Elio, un attivo tassista con la sua Palio turbodiesel e alcuni imprenditori calabresi.

Questi finiscono nel video con i loro abiti gessati. Mastella stringe la mano anche a un paio di pregiudicati. Ignora le loro fedine penali. Durante la giornata il codazzo segue il ministro. Lo stesso fanno i finanzieri.

Ma evidentemente quando gioca fuori casa Mastella è meno forte. E alle elezioni comunali di maggio il capolista dell’Udeur, Cosma, prende poco più di 200 voti. «Me ne avevano offerti 2 mila a certe condizioni. Non ho accettato. Purtroppo anche a Genova stiamo assistendo alla meridionalizzazione del voto» sostiene Cosma.

«La verità è che i potenti calabresi scelgono sempre i cavalli vincenti e l’Udeur in Liguria non lo era» chiosano in procura. Presto Genova conoscerà i nomi dei veri purosangue.