Evviva il Mobility Manager
Poiché il Sindaco di Savona, strattonato com’è dagli opposti modi di intendere il rapporto Ammnistrazione-Cittadini della sua variopinta compagine di governo della Città, non sa veramente più che pesci prendere, ecco che qualcuno gli suggerisce di assumere un Mobility-Manager.
Ecco l’idea geniale, la panacea destinata a lenire tutti i mali da traffico e parcheggi che affliggono Savona!
Lo stesso termine inglese che definisce il futuro messia del traffico savonese sembra essere - di per sé - già una bella garanzia di successo. L’ideale sarebbe poi che il personaggio in questione venisse reclutato all’estero, magari in Spagna (come è di moda), od in Germania. Personalmente suggerirei un cinese, visto che le città cinesi sono ben note per aver risolto egregiamente il problema del traffico e dell’inquinamento.
Al di là dell’amaro umorismo che la decisione suscita, bisogna che ne sia ben chiara l’inutilità totale.
Dare oggi la mobilità (esiste anche la parola italiana, a dispetto dei sinistro-anglofili) savonese in mano ad un “esperto” è come dare una nave in mano ad un comandante (magari anche il migliore di tutti i mari), ma senza dirgli quale è il porto di destinazione.
Su questo argomento non mancano infatti – anche localmente - gli esperti in soluzioni tecnico-socio-economiche, manca invece totalmente l’indirizzo politico dell’Ammnistrazione.
Indirizzo che in realtà non può esserci, se non si trova prima un accordo di fondo, all’interno della compagine di governo comunale, sui fondamentali della mobilità savonese.
Intendo riferirmi alle scelte di base, quali il volere una Città chiusa od aperta, una Città che si preoccupa di far muovere con il massimo comfort possibile sia i propri Cittadini (perlopiù anziani) sia i pendolari ed i visitatori, oppure una Città che, attraverso ostacoli e vincoli vari, cerca di mandare tutti a piedi, ad ogni costo, per una ragione di tipo non pratico, ma “etico”.
Si vuole infine una Città che favorisca al massimo il rifiorire del commercio, della residenza e degli uffici nel suo centro, attirandovi anche buona parte del comprensorio, oppure una Città esclusivamente protesa a concentrare il commercio presso l’Ipercoop e poi verso il nuovo polo nascente dell’ex-Metalmetron?
Neppure il più grande Mobility Manager del mondo potrà dare soluzioni, se non avrà ricevuto chiare ed univoche indicazioni circa l’impostazione politica del problema.
Come al solito accade con questa Amministrazione, bisogna dunque rassegnarsi a prevedere una nuova (presumibilmente) grande spesa, a fronte di risultati attesi pari a zero, visto che quei famosi indirizzi al Mobility Manager, il sindaco non li potrà dare, a meno di accettare di dimettersi la mattina dopo.
Stella, 27 febbraio 2008. Emilio Barlocco