TRA DENUNCE E NOMINE!!!!
La casta politico-amministrativa bada al business, questo è risaputo. Quella di matrice berlusconiana, soprattutto agli affari privati; quella veltroniana, a spendere denaro pubblico per foraggiare coop ed imprese amiche. Ovviamente non mancano le alleanze e gli incroci: in Liguria il patto tra i due claudio (Burlando e Scaiola) ha portato ad una divisione "virtuosa" del territorio: a ponente prevale il polo, Savona è a macchie di leopardo. A Genova e La Spezia, c'e' un accordo di ferro.
Qualche esempio:
la vicenda del porto di Genova: Novi fu nominato da Biasotti, ma dovette fare i conti con una struttura ostile, con Spinelli e Batini. L'accordo e' stato conseguente, le denuncie dei "perdenti", anche.
porto di Savona: nominato dal centro-sinistra, confermato a denti stretti da Biasotti, il super presidente Canavese spera di veleggiare oltre le elezioni, scadendo a luglio prossimo. I suoi progetti, dettati dal superpartito del business, in parte vanno veloci (Bofill e Crescent), in parte trovano resistenze tenaci (Margonara e Maersk).
Ovviamente alcuni non sono contenti di queste due velocita' e si chiedono se, con un cambio di Presidente, propiziato dal polo, si possa recuperare tempo e denaro.
Insomma, qualcuno si interroga se valga ancora la pena di progettare strutture per sfruttare le difficoltà di Genova (vedi Costa e Maersk) e se non sia il caso di integrare, il che vuol dire inglobare, il porto di Savona nel sistema genovese.