Campagna alla camomilla?

 

Ho sentito Berlusconi, ho sentito Veltroni, poi D’Alema e Tremonti, e comincio a chiedermi che razza di campagna elettorale  abbiamo in mente di fare.

 

Che Veltroni e compagni abbiano tutto l’interesse ad usare toni morbidi e concilianti, mi sembra l’unica tattica tale da permetter loro di non evocare troppo, nelle menti degli Elettori, i quasi due anni di sfacelo del governo Prodi.

 

Che Veltroni, con approccio cinematografaro, costruisca una sorta di “quinta” che copia in tutto Berlusconi, mentre nasconde il nulla retrostante, è normale e va detto che lui è anche molto bravo a farlo.

Lui tende a far “cassetta” con un  film il cui copione è stato scritto da altri e magari ci riesce pure.

 

Ciò che mi riesce difficile capire sono i toni morbidi e quasi concilianti da parte del Centro-Destra, il quale dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani arrabbiati e con le bave alla bocca, per i danni subìti dal “trattamento Prodi”.

 

Questa “morbidezza” non mi sembra affatto idonea ad infliggere alla sinistra quella sonora batosta elettorale di cui l’Italia ha bisogno per poter decollare.

 

Mi sembra doveroso picchiare e picchiare duro su tutto ciò che la sinistra unita ha fatto dal 2006 ad oggi (e - volendo - anche prima del 2001), perché loro oggi si ammantano di tanto “nuovismo”, ma sono sempre gli stessi e nessuno deve aspettarsi che un eventuale governo Veltroni potrebbe avere caratteristiche tanto migliori del governo Prodi.

 

Loro fanno i “teneri” perché in questo momento sono fortemente perdenti ed i motivi di questa situazione sono assolutamente non casuali, ma insiti in ciò che la sinistra è e rappresenta, ormai da decenni.

 

Credo che ora dovremmo dare agli Italiani un messaggio estremamente forte e chiaro, senza sconti - neppure verbali – se vogliamo che gli Elettori capiscano bene che differenza fa votare di qui o di là.

 

Dopo aver vinto con il meritato vantaggio, verrà pure il tempo dei cambiamenti condivisi, sia della Costituzione sia delle altre regole istituzionali, cambiamenti indispensabili per trasformare questo Stato - ancora mezzo bolscevico e mezzo clericale  - in un vero Stato liberale moderno, fondato sulla libertà e sul primato del Cittadino sullo Stato.

 

Sarà però ben diverso trattare le riforme con un Veltroni che ha perso con 12 punti, o con 0,2 punti di distacco.

 

Stella, 15 febbraio 2008.                                   Emilio Barlocco