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Appello al CENTRO -DESTRA Emilio Barlocco |
Al voto!
Al voto, sì, ma con giudizio.
Il governo Prodi è passato sull’Italia come una pestilenza medievale ed ora il Cittadino “medio”, prostrato ed anche offeso nell’intimo per le tante umiliazioni subite, è diventato talmente debole di stomaco, che spesso scappa a vomitare, non appena gli capita di fronte un politico, di qualunque colore esso sia.
Così come chi, avendo fatto indigestione di mortadella andata a male, fugge anche di fronte al piatto più prelibato e profumato, l’Elettore Italiano in questo momento sembra essere particolarmente difficile da avvicinare e da accontentare.
Allora bisogna che il “banchetto” su cui si espone l’offerta politica sia oggi più bello, profumato e seducente che mai, tale da convincere anche i più disillusi che esiste la reale possibilità di farsi ben rappresentare in Parlamento.
Va detto che a sinistra, appesantiti dalla responsabilità della pestilenza-Prodi, avranno difficoltà anche a far apprezzare i loro “pezzi” migliori.
A destra il compito dovrebbe essere molto più facile, vista la favorevole congiuntura politica.
Qui però si trova la vera insidia, la buccia di banana su cui il C-D può fare un gran ruzzolone e rischiare di ridurre il proprio enorme vantaggio teorico attuale ad una quisquilia di tipo “Prodi-2006” e trovarsi così a governare a sua volta con fatica e rischio di caduta quotidiani.
Allora il C-D, frenando con forza i comprensibili impulsi trionfalistici della vigilia, deve assolutamente procedere con la massima cura e cautela alla designazione dei propri candidati.
Il sistema attuale mette questa scelta più che mai nelle mani delle segreterie dei Partiti e quindi la responsabilità di queste - date le circostanze - è la più grande di tutti i tempi.
La vittoria del C-D potrà essere chiara, netta, ma soprattutto capace di confermarsi tra altri 5 anni, se e solo se i candidati piaceranno alla Gente e saranno in grado di non deluderla nei fatti.
Un governicchio di 5 anni, che non entusiasma nessuno, incapace di prendere decisioni forti e determinanti per il futuro del Paese, per l’incapacità di cogliere la rilevanza storica del momento, non soltanto sarebbe una sciagura quasi quanto il defunto governo Prodi, ma farebbe perdere all’Italia forse l’ultimo treno che potrebbe allontanarla dal baratro della recessione strutturale, sia sul piano economico sia sul piano civile.
Sarà capace il Cavaliere di fare pulizia all’interno di F.I. di tutti quegli Onorevoli che la gente non ama perché sa essere incapaci di concludere alcunché al di fuori della propria perpetuazione parlamentare? Saprà sollecitare la stessa operazione anche presso gli Alleati? Saprà infine realizzare in così breve tempo una sorta di VERE “primarie” del C-D, come ha promesso?
Ogni persona che tiene al progresso civile ed economico dell’Italia, ancor prima che al successo numerico della coalizione di C-D, dovrebbe far sentire ora e forte la propria voce presso i propri Partiti di riferimento e pretendere che - almeno questa volta – tutto non si giochi ancora nei sussurri entro le “segrete stanze”.
Stella, 05 febbraio 2008 Emilio Barlocco