LA CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO

OGGI NON RISPETTA LE NORME EUROPEE E ITALIANE

ENTI LOCALI E GOVERNO DEVONO CHIUDERE I GRUPPI 3 E 4 A CARBONE

Le centrali termoelettriche, come quella T. Power di Vado, sono assoggettate alla normativa IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) 96/61/CE recepita nella normativa italiana con il DL.vo 372/1999. Tale normativa disciplina il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), il cui principale obiettivo è conseguire un elevato livello di protezione ambientale attraverso il coordinamento delle procedure di autorizzazione.

L’AIA include, tra l’altro:

L’autorizzazione AIA deve essere rilasciata dal Ministero dell’Ambiente (Art.2 D.Lgs n.59 del18/02/2005) ma il Decreto 24 Luglio 2009 (Art. 2) sottolinea il ruolo attivo degli Enti Locali (Provincia, Comuni e Regione), Autorità competenti per la Legge regionale n°18/99 al rilascio dell’ "Autorizzazione unica ambientale", che devono comunicare al Ministero dell’Ambiente , attraverso apposita procedura, lo stato di attuazione della norma IPPC riguardo alla centrale T. Power di Vado. (...VEDI)

Hanno comunicato gli Enti locali al Ministero dell’Ambiente:

  1. Il continuo funzionamento dal 1996 a oggi per più di 10 anni, in violazione della normativa IPPC della Ue e del DL.vo 372/1999,  degli obsoleti gruppi a carbone 3 e 4 che non utilizzano la migliore tecnologia disponibile con rendimenti assai bassi ed alti livelli di emissione di inquinanti?
  2. Il cronico superamento nel savonese negli anni 2004, 2005, 2006, 2007, 2008 dei limiti di legge (DM 60/02) delle polveri sottili PM10 per la media annuale come risulta da dati ARPAL e misure satellitari?
  3. La mancata misurazione delle polveri PM 2,5 cancerogene e cardiotossiche prevista dalla direttiva 2008/50/CE e la mancata misurazione di Arsenico, Cadmio, Nikel e Benzopirene nelle polveri PM10 in attuazione del D. Lgl 152/07?
  4. Il principale contributo della centrale a carbone T. Power di Vado alle emissioni inquinanti in provincia di Savona: Ossidi di azoto (68%) PM10 (35%) Ossidi di zolfo (90%) COV (38%) (Piano Qualità Aria Regione Liguria 2006) quando non era ancora entrato in funzione il gruppo a gas (anno 2007) e la centrale funzionava a metà potenza di quella attuale?
  5. La possibilità di bruciare i rifiuti come CDR sui gruppi a carbone, in contrasto con quanto consentito dalla normativa europea, previsto oggi a pag.170 dal Piano provinciale dei rifiuti approvato dalla Regione con il rischio di un ulteriore peggioramento delle emissioni per la formazione di diossine e metalli pesanti nei fumi maggiori addirittura di quelle prodotte con un moderno inceneritore?
  6. Gli studi sui licheni (anche Regionali) che dimostrano come la centrale a carbone sia la principale responsabile per la emissione oltre che di gas fitotossici anche di metalli pesanti come Hg, Cd , Cr e Ni che seguono il modello diffusionale del Vanadio prodotto solo dalla combustione del carbone?

Date queste premesse quindi riteniamo che sia doveroso da parte degli Enti locali e del Governo, per la tutela della salute ed il rispetto delle norme IPPC della Ue, non solo di opporsi con forza al potenziamento a carbone della centrale di Vado proposto da T. Power (vedi allegato potenziamento + inquinamento) ma anche realizzare immediatamente depotenziamento e metanizzazione chiudendo i gruppi a carbone 3 e 4 che non rispettano la normativa italiana e europea lasciando il gruppo a gas da 760 Mw che, con una produzione annua di circa 5.000 GWh di energia, produce da solo 3 volte l’energia consumata in Provincia di Savona (1450 GWh/anno) impedendo così nello stesso tempo la pericolosa combustione del CDR che può attuarsi nelle centrali termoelettriche tecnicamente solo sui gruppi a carbone e non su quelli a gas.

IL MODA RISPONDE ALL’ING. GOSIO DI TIRRENO POWER POTENZIAMENTO DELLA CENTRALE DI VADO : "PIU’ CARBONE PIU’ FUMI"

Savona, 5 Dicembre 2009

Dr. Virginio Fadda

Dr. Agostino Torcello

MODA Savona