STEFANO QUAINI - PAOLO FRANCESCHI
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Caro Dottor Quaini, scusa se utilizzo il... tuo comunicato stampa ...comparso recentemente su Uomini Liberi per focalizzare alcuni concetti meritevoli di discussione. |
Ho appreso con delusione che fra i punti salienti
non entrano, pur essendo tu un medico, i temi della prevenzione primaria,
che si basano fondamentalmente sulla prevenzione e non
sulla cura delle malattie.
In questo senso ricordo che la
prevenzione primaria, attraverso la lotta all' inquinamento, ha una doppia
valenza etica, in quanto:
1) è tesa a migliorare la salute dell' attuale ma anche delle future generazioni.
2) ha un valore interclassista, in quanto dalla lotta all' inquinamento possono beneficiare tutti i cittadini, senza le discriminazioni socio-economiche che anche una sanità come la nostra, basata su diagnosi precoce e terapie, non è affatto in grado di eliminare.
Sappiamo che a fronte della diminuzione della mortalità per cancro, aumentano ogni anno in tutta Italia i nuovi casi di cancro, ascrivibili principalmente agli effetti dell’ambiente, che agiscono molto precocemente, già durante lo sviluppo intrauterino del feto.
Negli ultimi 30 anni in Europa l’ incidenza di tumori nella prima infanzia e nell’adolescenza è aumentata del 30 %; se possibile ancora peggiori sono le notizie per i bambini italiani. I recenti dati del Rapporto AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) 2008 sui tumori infantili , dimostrano infatti come i dati di incidenza e gli andamenti temporali siano in Italia peggiori che negli altri paesi europei e negli USA (il che, sia detto per inciso, priva di qualsiasi valore l’ipotetico fattore “miglioramento diagnostico”).
Lo stesso si dica per l’aumento di incidenza di malattie cardiovascolari, cerebrovascolari, respiratorie.
Dice il falso chi tenta ancora di affermare che le malattie
cardiovascolari e cerebrovascolari non siano legate all’ inquinamento.
Tu saprai che IL TUMORE DANNEGGIA
LE FINANZE DEL MALATO E DI TUTTA LA SUA FAMIGLIA: Uno studio presentato dalla
Fondazione ISTUD il
14/12/2007 a Roma ed effettuato al Policlinico Umberto I di Roma ha messo in
evidenza che:
il 72 per cento dei familiari di un malato di tumore denuncia infatti una perdita economica "rilevante" dovuta al mancato guadagno per la permanenza in ospedale;
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il 38 per cento subisce delle perdite stimabili tra i 700 e i 1.000 euro al
mese;
- il 25 per cento lamenta delle perdite addirittura
superiori ai 1.200 euro mensili;
- il 22 per cento addirittura lascia il lavoro;
- il 13 per
cento è costretto a mettersi in aspettativa.
ESSERE MALATI CRONICI PUO’ COSTARE 1500 EURO AL MESE: Il dato emerge dal Rapporto di Cittadinanza Attiva sulle malattie croniche. La spesa sostenuta da chi soffre di una malattia cronica per farmaci, presidi, ausili e aiuti esterni è di circa 1500 euro al mese.
Indipendentemente dai costi a carico del servizio sanitario.
E' ovvio come non si possa parlare di” sanità uguale per tutti” quando ci sono
questi costi a carico dei cittadini.
L’esposizione in età fetale e nella
prima infanzia
a sostanze chimiche presenti
nell’ ambiente può danneggiare il cervello durante lo sviluppo e indurre
disturbi dello sviluppo del sistema
nervoso: autismo, disturbi da deficit attentivo, e ritardo mentale: piombo,
metilmercurio, policlorobifenili (PCB), arsenico : l’ esposizione a queste
sostanze chimiche precocemente durante lo sviluppo fetale può causare danni
cerebrali a dosi molto inferiori che negli adulti. Questo fenomeno è stato
descritto dalla Scuola di salute Pubblica dell’ Università di Harvard,(Lancet
2006; 368: 2167-78) come : Pandemia Silenziosa. Silenziosa perchè agisce in
maniera subdola e nessuno ne parla; ma basterebbe chiedere a qualunque maestra
per sapere come questi casi siano sempre più frequenti nelle loro classi.
Pertanto credo che un medico che voglia dire e fare qualcosa di veramente
serio e originale (in Italia in particolare) per portare un contributo efficace
alla politica sanitaria in campo regionale debba
finalmente affrontare il problema della
prevenzione primaria, che nella nostra regione, dove sorgono ben 3 centrali
a carbone, significa in primo luogo progettare l'
abbandono del carbone, dire
no agli inceneritori e alla
combustione del CDR, e alle
centrali a biomasse, e impegnarsi
per un pesante intervento di promozione dello
sviluppo delle energie pulite e del
riciclo totale dei rifiuti solidi urbani.
Purtroppo nella tua presentazione non ho visto alcun accenno a questi temi.
Spero che le mie osservazioni possano essere utili a te e a chi le leggerà, in particolare agli altri medici che come te si vogliono candidare alla guida della Regione.
Cordiali saluti,
Dottor Paolo Franceschi.
Referente scientifico della Commissione Salute e Ambiente dell’ Ordine dei Medici di Savona.
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Il dott. Quaini risponde al dott. Franceschi In merito alle perplessità manifestate dal Dott. Paolo Franceschi mi preme sottolineare quanto segue |
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Premetto di stimare il collega che e’ un punto di riferimento per molte battaglie ambientaliste ed e’ persona di certo preparata e seria , ma nel merito non condivido la sua presa di posizione categorica nei miei confronti , in quanto ha sbagliato completamente obbiettivo affermando che non c’e’ nel mio comunicato alcun cenno sull’importanza in medicina della prevenzione. Il discorso e’ molto semplice e banale infatti non ho volutamente fatto menzione a tematiche sanitarie in quanto il mio comunicato era una generica presentazione del sottoscritto con sullo sfondo un cenno all’importanza della questione morale in relazione ai recenti scandali savonesi. |
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Non ho proprio inteso dare nessuno spazio a tematiche sanitarie perchè ciò avverrà tra breve ed in maniera molto presente sia in rete che sui mezzi di informazione, una volta condiviso il programma sanitario che e’ al vaglio di molti medici simpatizzanti dell’IDV o appartenenti all’area tematica sanitaria del partito (da me coordinata)e che stanno portando un contributo importante alla stesura del programma. L’originalità di questo percorso nella creazione del programma sanitario sta proprio nel contatto quotidiano intrapreso da mesi con un percorso comune che ha visto direttamente coinvolti molti operatori sanitari ospedalieri e della medicina territoriale, dimenticando quindi le fredde stanze delle segreterie di partito e puntando molto sulle cose reali da fare per migliorare la qualità dell’assistenza. Pertanto non mi dimentico di certo dell’importanza della prevenzione infatti ho appena finito una campagna a sostegno della diabetologia territoriale in valbormida allo scopo di aumentare non solo i servizi per i diabetici ma anche e soprattutto la diagnosi precoce….e come tutti sanno stessa cosa è avvenuta quando ho proposto di avere un chirurgo toracico sul territorio per poter meglio indirizzare i pazienti che necessitano di diagnosi e cure adeguate in tempi solleciti . Non cito poi le altre iniziative dal sottoscritto portate avanti e concretizzate e che tutti i cittadini ben conoscono. Quindi penso di non peccare in adeguatezza alla materia e che le omissioni presunte in realtà non sono tali, ma tematiche che saranno tra poco chiaramente delineate , essendo il mio programma sanitario molto articolato e denso di proposte .Suggerisco infine al collega che sono a sua completa disposizione, come ben sa, e che sempre sosterrò il dialogo tra i medici per migliorare il nostro agire quotidiano, senza inutili polemiche .
Dott. Stefano Quaini
26/12/09
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La prevenzione primaria si fa in primis con scelte politiche coraggiose, intelligenti e controcorrente.
Il mio vuole e deve essere un contributo chiarificatore, non polemico ma di incitamento a perseguire i fini della prevenzione primaria.
Come scrisse nel 2006 il Professor Lorenzo Tomatis, già direttore del prestigiosissimo IARC di Lione, (il centro dell' OMS per la ricerca contro il cancro):"l’ enfasi data ai fattori di rischio collegati allo stile di vita, a detrimento dell’ informazione sul ruolo delle sostanze chimiche inquinanti, ha favorito l’ininterrotta produzione di sostanze con effetti negativi sulla salute che sono dimenticati o nascosti o deliberatamente sottostimati...".
E' ovvio quindi che io mi rivolga in primis ai medici che si vogliono impegnare in politica, perchè il raggiungimento di questi fini si può ottenere solo con una svolta radicale nella ricerca di modelli di sviluppo assai diversi di quelli che attualmente vigono in Liguria ed in Italia, dove stiamo vivendo in piena "era del fuoco".
Quindi Stefano, nessuna polemica, ma un incitamento pubblico, che prende spunto dalla tua candidatura alle elezioni regionali per parlare a tutti.
L' incitamento DEVE essere pubblico, perchè questi argomenti riguardano tutti, nessuno escluso, e anche le generazioni future, e se non si capisce in tempo la portata di questi problemi, si rischia di perdere l' ultima occasione.
cari saluti,
Paolo Franceschi.