A PROPOSITO DE Il "più bello della politica"

CI HA SCRITTO MARCELLO ZINOLA

Eccola! Ci mancava: un'altra lezione di sano giornalismo.

Ma sul vostro sito una delle penne più accreditate e "censorie" del panorama dei commentatori italiani, non scriveva questa estate racconti semiseri e ironici ricordando che una risata vi seppellirà?

Via, un po' di ironia anche se noi giornalisti siamo orfani di cotanti maestri di penne, inchieste, capacità di analizzare, raccontare, denunciare. Inciso (orfani a quanto pare soprattutto a il secolo xix, nei confronti del quale ex senatori, magistrati, esponenti del pensiero vari si sono dilettati in una serata anticementiera di duri e puri, a lanciare ogni tipo di strale. Magari dimenticando di citare quali erano gli editori che avevano subito pressioni: che ci sia qualche problema a citare la tessera numero uno del Pd, editore, plurimprenditore, patron di Repubblica, primo e fiero oppositore in sede di federazione editori del rinnovo del contratto e di migliori regole, diritti e doveri per i giornalisti dal cui giornale un ottimo collega se ne è andato approdando proprio nel giornale di basso profilo in cui lavoro? Mah, chissà).

Magari sui giornali le notizie sui problemi ci sono, gli intelligenti (il bello della politica era un cazzeggio, ma se lo fa il gotha del giornalismo - corriere della sera: il caso cofferati, la sua separazione e la sua nuova compagna - è cosa buona, se lo fanno dei mentecatti come noi, è cosa cattiva) però sanno anche giocare. I troppo seri finiscono spesso per prendersi sin troppo sul serio.

In attesa di un'altra lezione di giornalismo di inchiesta (ah, curiosa la particolare attenzione-non attenzione che corre sulla vicenda metalmetron: mi pare che l'avesse tirata fuori il secolo xix, forse no, era un avatar del giornalismo)e di analisi in cui da buoni manichei si stabilisce che i buoni stanno tutti da una parte e i cattivi dall'altra, in cui si trova magari l'occasione con un collage di pezzi e di dichiarazioni extrapolate da pezzi e armadi di archivi vari, per gettare un po' di guano nel ventilatore, godetevi un augurio di buone feste.

Marcello Zinola

Ps/1 anche il "padreterno" che tra un po' sbarcherà da Gesù Bambino in una capanna sapeva ridere.

Ps/2 non credo che le colleghe e giurate si sarebbero offese (visto che si sono firmate)se citate nella vostra lezioncina di maniera.

Ps/3 una delle giurate e autrici del deplorevole servizio comunque è mia moglie, Antonella Granero. Io non ero in classifica perché non sono un politico è perché nella sua grande bontà mi ha sposato un po' di anni fa accontentandosi di quel che passava il convento: è finita anche lei al secolo, con dieci anni di precariato.

Ancora auguri e riconquistate il sorriso: aiuta anche la salute.