IL VENTO DEL NORD
La storia d’Italia dalla sua formazione ai giorni d’oggi è sempre stata caratterizzata dalla grande forza propulsiva del Nord sia in economia che in politica.
Pare che il Nord abbia sempre una missione da compiere e cioè rimettere le cose a posto: dalle lotte operaie del primo novecento,alla lotta di liberazione dal fascismo , per finire al contributo totale alla caduta del sistema chiamato tangentopoli.
Il Nord, che è la parte più evoluta del Paese per ciò che riguarda l’economia, anche stavolta si ribella ad un modo di far politica, che ha portato l’Italia ad avere il secondo debito pubblico mondiale, causato dal clientelismo radicato principalmente nel centro-sud del paese e perpetrato per tanti anni dal sistema democristiano - che in cambio di voti pompava le risorse create dal Nord produttivo in mille rivoli clientelari al Sud e dall’ okkupazione comunista della cosa pubblica ,che dagli anni ottanta sino a oggi attraverso la “concertazione” e il consociativismo ha completato il disastro.
In verità, sino agli anni ottanta, il tanto vituperato potere democristiano (che noi giovani comunisti disprezzavamo) pur sperperando risorse al Sud in cambio di voti, era riuscito a mantenere la pressione fiscale molto bassa e il debito sul PIL al 60% e gli operai della Fiat potevano comperare la mitica 500 con 5 mesi di salario : insomma lasciando mano libera alla libera iniziativa del Nord, il Paese aveva raggiunto il Miracolo economico invidiatoci da tutto il Mondo.
Sino agli anni ottanta si costruivano strade,autostrade,aeroporti, centrali elettriche, oleodotti insomma si costruivano infrastrutture , mezzi indispensabili per l’economia del Paese, specialmente per il dinamico triangolo industriale, ma che vedeva peraltro anche una regione allora povera come il Veneto svilupparsi enormemente.
Con gli anni ottanta , attraverso il ” compromesso storico” e la compartecipazione al “potere” dei comunisti e l’avvio della “concertazione” con i sindacati, di fatto le sinistre hanno messo nelle mani sulle Ferrovie,sull’Enel ,sulla maggior parte delle Industrie (attraverso l’IRI di Prodi) , sui Porti, sull’INPS e su tutti i principali mezzi economici del Paese con i risultati desolanti:
Ferrovie allo sfascio (ma con 60.000 ferrovieri in sevizio e 250 000 in pensione) , chiusura di centrali, blocco della costruzione di infrastrutture (grazie anche ai compari pseudo “ambientalisti”), sistema pensionistico al dissesto ( con pensioni elargite a tutti in nome del garantismo a tutti i costi) , per non parlare della scuola e della Giustizia. (settori dove la Sinistra ha messo saldamente le proprie radici che, assieme alle infrastrutture, sono la causa del declino inarrestabile del nostro Paese , sorpassato dalla Spagna ma che sarà ben presto sorpassato anche dalla Grecia.
Possiamo dire tutto e il contrario di tutto come fa Veltroni , ma sui numeri e sulle date nessuno può barare e, guarda caso, l’impennata delle tasse e l’impennata del debito pubblico, arrivato sino al 120% del PIL, sono avvenute proprio dopo gli anni ottanta, così come lo stop di costruzione di infrastrutture. Per non parlare della cosa più grave che è stata quella di aver inculcato nella gente la carta dei diritti e dell’egualitarismo a scapito dei doveri e della meritocrazia , che ha portato al prevalere della mediocrità . Le recenti indagini sull’ignoranza conclamata degli studenti italiani ne sono la prova.
Questo sistema purtroppo ha creato problemi di competitività alle industrie e ha impoverito la classe operaia principalmente delle industrie del nord a vantaggio di una classe parassitaria , classe che prospera tranquilla senza timore di licenziamento o di produttività e certamente non subisce incidenti mortali sul lavoro.
Se una volta il protettore di questa classe era la Democrazia Cristiana, ora la classe parassitaria ha come riferimento il centro sinistra e la CCGL, che non per niente non ha più molti iscritti nelle fabbriche, ma al contrario ne ha moltissimi fra il pubblico impiego e i pensionati, mentre le roccaforti della sinistra sono proprio dove vi è più assistenzialismo parassitario ,come nella Campania di Bassolino.
A questo punto l’unica via d’uscita è che, come nel passato, le forze produttive del Nord che vanno dagli imprenditori delle piccole e medie imprese agli operai , dagli artigiani ai professionisti , vessati dalle tasse e dalla burocrazia, insorgano contro questa classe dirigente che ha portato il paese alla deriva e che tuttora persegue tale politica, non soltanto non facendo niente ma distruggendo quel poco che c’è, e il caso Malpensa ne è esempio.
Si vuol privilegiare Fiumicino , l’aeroporto delle partenze per i Caraibi o per le Maldive “a mostra’ le chiappe chiare” (come dice Feltri) e si vuole declassare Malpensa , l’aeroporto degli uomini d’affari ,che con la valigetta vanno in giro per il mondo a promuovere il made in Italy e a portare a casa commesse di lavoro, che creano attività economica e sviluppo. Al contrario l’operazione in atto va a tutto vantaggio dei concorrenti europei ,che hanno i rispettivi hubs nelle zone più industriali dei loro paesi . (Parigi,Francoforte,Londra)
Se crolla il Nord crolla tutto il Paese e se questa dirigenza politica irresponsabile non lo ha ancora capito dovremo noi, gente laboriosa del Nord , spazzarla via al più presto, altrimenti saranno guai irrimediabili per tutti.
Silvio Rossi
LEGA NORD